La notte delle Vare tra freddo, festa e fede: alle 2.02 l’Urna rientra in Cattedrale

Francesco Daniele Miceli
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Si è conclusa alle 2.02 della notte la solenne processione delle Vare del Giovedì Santo di Caltanissetta, al termine di una giornata segnata dal freddo pungente, dal vento e da una pioggerellina insistente che fortunatamente si è interrotta totalmente nel corso della sera lasciando svolgere i riti secondo lo storico copione. 

Come da tradizione, è stato il colpo di cannone a dare il primo segnale: uno sparo secco ha annunciato alle sedici Vare, sparse per la città, di iniziare la loro discesa verso piazza Garibaldi, cuore della Settimana Santa. Quest’anno, per salvaguardare i gruppi sacri e la loro integrità dal maltempo, molte Vare sono state inizialmente coperte da teli in plastica, o messi sotto tendoni improvvisati. L’urna è rimasta il più possibile in cattedrale. 

L’arrivo in piazza è stato accompagnato, come sempre, dalla voce dei cuntisti, uomini e donne, che in siciliano hanno rievocato i momenti più drammatici della Passione di Cristo. 

Dal balcone di Palazzo del Carmine, il vescovo di Caltanissetta, mons. Mario Russotto, ha quindi impartito la benedizione ai presenti e rivolto un messaggio alla città. «La nostra città, da tanti anni, si identifica con questi misteri di Cristo Gesù e proprio in Cristo Gesù che è stato processato, condannato e crocifisso morendo per tutti noi, la nostra città deve trovare la forza di portare la Croce in questa epoca così difficile», ha detto il presule.

Un invito a non perdere la speranza anche nelle difficoltà: «Ciascuno di noi porta una croce pesante, quella della propria umanità, della fragilità e dell’incomprensione, ma in questa dobbiamo ritrovare la speranza perché il dolore non deve essere l’ultima parola. La nostra sofferenza è via di riscatto e di redenzione».

Subito dopo, un secondo colpo di cannone ha segnato l’inizio ufficiale della processione. Le Vare sono state finalmente scoperte, mostrando alla folla la loro straordinaria bellezza. È partita così la lunga marcia notturna, lenta, solenne e carica di pathos, che ha attraversato il centro storico cittadino.

Particolarmente imponente la presenza di fedeli lungo il tratto della Grazia, dove una folla immensa ha accolto il passaggio delle Vare, che senza soste hanno proseguito il loro cammino fino al ritorno in piazza Garibaldi.

Presente in corteo in abito scuro anche il capitano della Real Maestranza, maestro Giuseppe Truscelli, che ha accompagnato la Vara della Traslazione, appartenente alla categoria dei Muratori. In processione anche numerosi segni della tradizione: alabarde, croci con corone di spine adagiate su cuscini, e i cortei che precedono quasi tutte le Vare annunciandone il passaggio.

Tra i momenti più suggestivi della notte, il rientro finale in Cattedrale. A caratterizzare la chiusura della processione è stata la voce della cantante Piera Grifasi, che insieme alla banda di Troina ha intonato il canto Lode a Cristo. Le note del soprano hanno accompagnato la lenta chiusura del portone mentre l’Urna scompariva alla vista dei fedeli, lasciando sul sagrato la Madre Addolorata. 

Di particolare pregio anche quest’anno gli addobbi floreali, curati da diversi fioristi della città, che si sono distinti per gusto e maestria. Presente anche l’amministrazione comunale, che ha accompagnato la Vara del Sinedrio.

Ancora una volta il Giovedì Santo nisseno si è confermato uno dei momenti più intensi della Settimana Santa: una notte di fede, tradizione e identità collettiva, capace di unire migliaia di persone nel racconto sempre vivo della Passione di Cristo.

foto di Francesco Daniele Miceli

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