In “Porte aperte”, romanzo di Leonardo Sciascia ambientato nel periodo fascista, cronaca di una delle tante ingiustizie del potere politico-giudiziario, il protagonista del romanzo, il “piccolo giudice”, risponde: “È vero… ma è un problema, non un alibi. Io ho salvato la mia anima, i giurati hanno salvato la loro: il che può anche apparire comodo. Ma pensi se avvenisse, in concatenazione, che ogni giudice badasse a salvare la propria”. Tutti salvi, allora?
La violenza politica e istituzionale è sempre sbagliata. La destra parla spesso alla “pancia” degli elettori, innescando negativamente nei cittadini le emozioni rabbiose di vendetta. I veri “cristiani” hanno l’obbligo morale e umano di essere più cristiani! Anche se sono di destra e, per tale motivo, sono fedeli ai principi della conservazione e della tradizione politica, anche religiosa. In altri parti del mondo, alcuni conservatori sono più liberali e non istigano le folle.
La vicenda del comico Pucci e le polemiche strumentali della maggioranza di governo, come anche di altre vicende discutibili della cronaca quotidiana, mi sembrano ricordare la “strategia della tensione”, messa in atto dai “servizi segreti deviati italiani” per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica sui veri problemi reali della nazione, della tanto acclamata Patria.
Quando si grida al lupo al lupo, certamente il lupo non c’è e, nel peggiore dei casi, ci può essere un grazioso “pupo”. Le urla della Meloni, invece di governare, servono a distogliere l’attenzione degli italiani e per potere scaricare il proprio odio sul nemico che non c’è: il nemico virtuale delle opposizioni. Fatto eticamente grave e antidemocratico. Distrazione di massa, attacco alla magistratura, odio diffuso nei confronti delle opposizioni e censura nella Rai.
Nei prossimi mesi la Meloni avrà dei seri problemi perché ha fatto tante promesse che non sta mantenendo. La maggioranza degli italiani non è stupida! Ma se la premier governa e ha il potere perché urla e offende? Se ha già il potere politico perché vuole comandare anche sulla magistratura? Allora, non è democratica! La fragile insicurezza di chi governa.
C’è da sperare che la Meloni rifletta. Sappiamo che è persona intelligente e in grado di capire. Bisogna colpire i violenti e i criminali mandandoli in carcere. Ma cosa c’entrano quelli che dissentono politicamente e si oppongono al governo meloniano? Ci sembra che quelli della maggioranza non abbiano argomenti validi. Chi agita il fantasma della violenza ha paura. Giornalisti compiacenti e social di regime ripetono sempre il loro disco incantato: “colpa della sinistra e dell’opposizione, dobbiamo essere più duri nella nostra azione di governo!”. Chiaramente, duri e puri perché “la colpa è sempre degli altri diversi da noi”. Anche per fare votare sì al referendum sulla giustizia.
Ancora oggi, la finta durezza e purezza del potere che non c’è. A parole, si. Nei fatti No! La Meloni fa la dura con quelli che democraticamente non condividono il suo pensiero politico e la sua azione di governo. Non è democratica. Con Trump o altri autocrati non fa la dura!
Siamo entrati nel 2026, in un’epoca diversa e distante un secolo dal regime fascista e dalle sue leggi fascistissime promulgate nel 1926. Perché il governo non ci parla dei problemi dell’economia e delle tante cose che non funzionano in Italia? Se la cultura non è pensiero critico e non è lontana dal potere non è cultura. Il pensiero critico, la vera cultura, non è allineato con il potere politico. Qualsiasi discorso sulla cultura non è vero né credibile se asservito e compiacente con il potere.
Anche Luigi Pirandello, in un primo momento, rimase affascinato dal regime fascista. Poi capii e si ravvide. Un ravvedimento democratico. L’intoccabile mediocrità della propaganda della destra ci è nota: la miseria al potere, il nuovo che è stravecchio, l’illusione del cambiamento!
In questo momento storico, la violenza è riemersa in tutte le sue espressioni becere e malevoli sia istituzionali che non istituzionali: i partiti politici che litigano, gli antagonisti dei centri sociali, i giovani teppisti, i femminicidi, una stampa asservita al potere, le realtà sociali degradate, le economie drogate, un mercato disumanizzante, un consumismo omologato.
E dopo che si saranno sfogati quelli della destra, invocando la pena di morte per i criminali, si sentiranno più sereni? Dopo lo scorrere del sangue per vendetta saranno più civili e umani? Non frequento le chiese ideologiche ma credo in una etica umanistica ferma, determinata, dialogante, imperturbabile. No alla violenza! Restiamo umani! Fedeli unicamente alla nostra Costituzione italiana.
Tonino Calà



