dall’Istituto Comprensivo “Carducci” di San Cataldo riceviamo e pubblichiamo:
Giovedì 26 marzo, alle ore 10:30, il cortile del plesso San Giuseppe dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” di San Cataldo ha ospitato la manifestazione “L’albero di Falcone”: un’iniziativa dedicata alla memoria del giudice Giovanni Falcone e ai valori di legalità che hanno guidato la sua vita e il suo impegno.
All’evento curato dall’insegnante referente dell’iniziativa, Rosario Randazzo, oltre alle classi del plesso e ai loro insegnanti, sono stati presenti il dirigente scolastico, prof. Salvatore Parenti, il sindaco di San Cataldo, avv. Gioacchino Comparato, il vice sindaco, dott.ssa Marianna Guttilla, gli assessori Frattallone, Zimarmani, Giarratano, il tenente colonnello del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Reggio Calabria, Giuseppe Micalizi, il maresciallo della Tenenza dei Carabinieri di San Cataldo, Alex Corlianò, il direttore dei Servizi generali e amministrativi dell’Istituto, dott. Giuseppina Territo.
Durante la cerimonia sono state messe a dimora una talea del celebre Ficus, “Albero di Falcone” e una pianta di mirto, scelte come simbolo di legalità, di coraggio e di impegno civile. Un gesto semplice ma profondamente significativo, che ha voluto comunicare agli studenti come la legalità non sia un concetto astratto, ma un seme da coltivare ogni giorno.
Il messaggio rivolto ai bambini della Scuola primaria dell’Istituto è stato chiaro e diretto: “Questo albero di Falcone è più di una pianta, è un simbolo di coraggio e un riferimento per tutti”. Giovanni Falcone, magistrato che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia, è stato ucciso perché le sue indagini e le sue leggi stavano minando gli interessi criminali delle organizzazioni mafiose. La mafia, come è stato spiegato ai più piccoli, è “un gruppo di persone prepotenti che usa la paura e l’illegalità per comandare”.
Eppure, nonostante la sua morte, Falcone ha vinto. La sua eredità morale ha spinto migliaia di persone oneste a ribellarsi, a scegliere la giustizia e a non voltarsi dall’altra parte. Come lui stesso ricordava: “Le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”.
Oggi, quelle gambe sono anche quelle degli alunni dell’Istituto “G. Carducci” di San Cataldo. Ogni gesto gentile, ogni scelta corretta, ogni rifiuto della prepotenza rappresenta un seme di legalità che contribuisce a far crescere questo albero e, con esso, una società più giusta.
La manifestazione si è proposta dunque non solo come un momento commemorativo, ma come un’occasione educativa per ricordare che “non serve essere eroi per cambiare il mondo: basta avere cura degli altri e non restare indifferenti di fronte alle ingiustizie”.



