dal dott. Marcello Mirisola ex assessore all’ambiente del Comune di Caltanissetta riceviamo e pubblichiamo:
Caltanissetta, la mia battaglia per l’igiene resta al palo: la burocrazia ora nutre le larve.
Mentre la politica si avvita su revoche e rimpasti, la città rischia un’invasione estiva. La mia direttiva giace nei cassetti e il tempo per la prevenzione antilarvale è già scaduto.
C’è un nemico che non conosce crisi di giunta, non si cura delle revoche assessoriali e, soprattutto, non aspetta i tempi biblici della burocrazia comunale: la natura. In particolare, quella meno nobile delle larve e degli infestanti che, con l’aumento delle temperature, si preparano a banchettare sulle spalle dei cittadini nisseni.
Lo scorso 12 febbraio, in qualità di Assessore, ho firmato una direttiva esplicita e urgente indirizzata alla Direzione II, una visione chiara, oggi ferma. L’obiettivo era cristallino: avviare una nuova procedura di gara per i servizi di derattizzazione, disinfezione e deblattizzazions. Non si trattava di ordinaria amministrazione, ma di un atto politico volto a sanare una falla evidente: la precedente capienza finanziaria si era rivelata del tutto insufficiente per garantire una copertura territoriale dignitosa.
Per questo motivo, avevo disposto un incremento di 20.000,00 euro oltre alle risorse già previste, somme destinate specificamente al potenziamento delle prestazioni e al miglioramento degli standard qualitativi. Eppure, da quando il mio incarico è stato revocato, quel documento sembra essere diventato carta straccia, vittima di un rallentamento che definire “preoccupante” è un eufemismo.
Il nodo della questione è tecnico, ma con risvolti sanitari pesantissimi. Per essere efficace, la prima azione antilarvale sarebbe dovuta avvenire prima delle celebrazioni pasquali. Aspettare che l’estate esploda significa condannare la città a interventi-tampone, costosi e inutili, quando ormai zanzare, blatte e ratti avranno preso possesso di quartieri e caditoie.
Nella mia direttiva avevo esplicitamente invitato gli uffici a procedere con “urgenza” nella redazione degli atti, riconoscendo in questi servizi attività essenziali per la tutela della salute pubblica e la prevenzione di criticità epidemiologiche. Ma la macchina comunale, orfana della spinta politica che aveva partorito quel piano di potenziamento, insieme a tanti altri, pare aver tirato il freno a mano.
Rafforzare l’azione preventiva era necessario per assicurare continuità operativa e maggiore frequenza degli interventi. Se la nuova gara non parte e il servizio non viene implementato a stretto giro, come avevo previsto, il risparmio sarà solo apparente. Il prezzo reale lo pagheranno i nisseni in termini di degrado igienico-sanitario.
Caltanissetta non può permettersi un’altra emergenza annunciata. Mentre si discute di poltrone e nuovi equilibri, mentre si vanta ai quattro venti “il nuovo apporto amministrativo voluto per far rinascere Caltanissetta” le larve ringraziano. Chi si assumerà la responsabilità di una città invasa per non aver dato seguito a una strategia già tracciata, finanziata e pronta a partire?
Dott. Marcello Fabrizio Mirisola

