dall’avv. Salvatore Lombardo riceviamo e pubblichiamo:
Un amico anch’egli sprovvisto del certificato di “amante di Marianopoli” mi ha chiesto di commentare il “post” del Sindaco relativo alla sua visita nel Comune di San Cataldo, dove si legge : “Felice di avere partecipato all’inaugurazione dell’oasi dei cani e dei felini. Un esempio da esportare ..Complimenti.”
Devo confessare che leggendo queste parole sono rimasto basito.
Non certo per l’inaugurazione di una struttura dedicata agli animali, che è assolutamente una cosa positiva, quanto perché mi è tornata alla mente una vicenda che riguarda proprio il nostro Comune e che sarebbe bene non dimenticare.
Era l’estate del 2018 quando una vera animalista rinvenuto dieci cuccioli, consenti all’Associazione animalista Lida Hegel, di cui ero e sono il Presidente, di prendersene cura con amore e dedizione.
L’associazione chiese all’Amministrazione comunale di potere utilizzare un appezzamento di terreno comunale abbandonato, trasformandolo in un rifugio sicuro. Il Comune concesse l’area, realizzo’ successivamente una recinzione a regola d’arte e si impegnò a fornire i croccantini. Una soluzione che consentiva al Comune di evitare i costi, ben più elevati, di un ricovero in canile.
Per tre lunghi anni i volontari si presero cura quotidianamente di 12 cagnolini, con dedizione e affetto e senza mai chiedere alcun contributo. Anzi, costruendo a proprie spese delle cucce in muratura.
L’Associazione anche a seguito dell’avvelenamento della mamma dei cuccioli organizzò una campagna di sensibilizzazione che portò all’adozione di cinque cagnolini.
Nonostante l’impegno profuso, nel febbraio del 2021, con una puerile scusa, il Sindaco emanò due Ordinanze che portarono al trasferimento dei sette cani rimasti presso il canile di Montedoro.
L’associazione contestò con fermezza quelle che riteneva decisioni illegittime, evidenziando che non esisteva nessuna urgenza, stante che i cani erano perfettamente sani, sempre sotto sorveglianza veterinaria e non rappresentavano nessun pericolo né per l’incolumità o la sanità pubblica né per i volontari.
Ancora oggi ci chiediamo quali sono state le vere motivazioni di quelle decisioni che provocarono sofferenze ai cani, dolore e angoscia ai volontari ( tanto che adottarono i tre cagnolini rimasti al canile che ancora oggi accudiscono con amore ) e ulteriori costi al Comune.
Forse la vera colpa dell’Associazione era quella di essere indipendente dal Sindaco ?
Da quella esperienza sarebbe potuto nascere qualcosa di importante: un rifugio per i nostri randagi, una rete di volontari, percorsi educativi per cittadini e studenti e, soprattutto, un punto di riferimento per i Comuni viciniori creando al contempo anche opportunità occupazionali.
E allora, come non interrogarsi davanti alle parole del Sindaco sul rifugio di San Cataldo ? Si tratta di un rimorso ? Di un ripensamento per quello che aveva fatto? Oppure sono frasi di circostanza senza pudore ? Io per carità di Patria non oso definire tale comportamento, lascio ai lettori il giudizio.
Marianopoli 27.9.2026 Avv. Salvatore Lombardo

