In un mondo globalizzato, dominato e sovrastato dal “mercato” delle merci e della finanza, l’uomo sente il desiderio della libertà spirituale, il desiderio interiore di una libertà priva di paure e che non sia schiava dei bisogni. Per diversi aspetti culturali ed esistenziali, mi sento cristiano-marxista.
I francesi si ribellano perché hanno fatto la “rivoluzione” e sono abituati a scendere in piazza contro i governi di qualsiasi colore di destra, centro e sinistra. Lo spirito rivoluzionario mi appartiene, non faccio calcoli di quieto vivere.
Anche in Italia si sta verificando la stessa situazione di disagio scolastico ed economico che si sta manifestando in Francia, ma da noi nessuna protesta in piazza. Tanto rumore sui social e sui giornali ma nessuno scende in piazza.
Perché, come afferma Aldo Cazzullo, la stragrande maggioranza degli italiani sono “fascisti me ne frego”, cinici, calcolatori, con scarso coraggio. L’italiano medio è ben rappresentato dal pauroso e infingardo Alberto Sordi che scappa e tradisce le proprie responsabilità. Non sempre, a onore del vero.
Non tutti gli italiani. Ci sono stati i partigiani, i resistenti, quelli che protestano, parlano e non abbassano la testa. Ci sono gli italiani generosi e solidali che dimostrano una grande capacità altruistica. Questi sono gli italiani che io stimo e che rispetto. Anche se sono una minoranza, io preferisco le minoranze autentiche e qualificate rispetto alle maggioranze sterili e incapaci di riflettere.
Diciamoci la verità: la cultura è prevalentemente di sinistra perchè la sinistra è aperta al dialogo e sa ascoltare, sa essere tollerante nei confronti degli altri! Infatti, anche i missini erano in parlamento ed esponevano le loro tesi politiche. La destra è odiosa e dice così: o la pensi come me o sei contro di me.
Quindi, la destra è chiusa e arrogante. Lo sapevo, l’ho sempre saputo. Tutti dobbiamo morire, anche quelli di destra muoiono.
Le mie critiche danno molto fastidio perché contesto l’enorme “tranquillità del potere politico di destra e dei suoi capi”, il potere governare loro senza una vera opposizione locale, regionale e nazionale. Bisogna dare voce all’opposizione politica e alla gente comune che critica e contesta il governo delle destre.
E mi si dice: “non parlare, non farti volere del male da quelli che governano!”. E io rispondo sereno e consapevole: “io sono vivo e non sono morto. Dunque, parlo! Con me hanno sbagliato indirizzo”.
Questa storia del silenzio collettivo, zitti tutti e non disturbate il manovratore, la trovo ridicola e penosa, indegna di un paese democratico. Anche al cimitero i morti sono più vivaci e parlano. Mi raccomando: tutti muti e reguarditi. Il vero capo vi controlla e vi incute timore! I servi non parlano.
Io parlo perchè sono vivo, io paura non ne ho! Tempo fa l’ho spiegato a mia madre. Oggi lo spiego anche a mia moglie. Alcune donne sono timorate di Dio. Io non sono un timorato di Dio anche se, laicamente e democraticamente, sono consapevole dei miei limiti e cerco di rispettare tutti.
Penso alla coraggiosa e lucida presa di posizione del compagno socialista Sandro Pertini, il presidente partigiano, che rimproverò sua madre perchè aveva scritto a Benito Mussolini per chiedergli la grazia “a favore” di suo figlio Sandro, incarcerato ingiustamente nelle prigioni fasciste, a causa delle sue idee politiche liberali e socialiste.
Pertini rifiutò la grazia, rimanendo in carcere. Pertini non si sentiva un eroe o martire. Fece la cosa giusta: non chinò la testa e continuò a contestare il regime. Quello che nelle democrazie liberali, a maggiore ragione, dovrebbero fare i cittadini.
Tonino Calà


