Meteo estremo in Sicilia

Toti Saia
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Un corso specifico per i funzionari dei Comuni è in preparazione da parte del Dipartimento della Protezione Civile Siciliana. Così si spera attenuare gli effetti degli eventi di qualsiasi natura anche estremi con la risposta quanto più efficace della Protezione civile in Sicilia.

L’iniziativa è del Direttore Generale della Protezione civile Siciliana Ingegnere Salvatore (Salvo) Cocina ed è stata «sposata» in pieno dal Presidente Schifani come possibile preparazione in risposta socio-territoriale alla percezione degli eventi meteo sempre più estremi.

Una possibile risposta, altresì, per cercare di superare le conseguenze sugli effetti territoriali conseguenti ad eventi di dissesto geomorfologici e idrogeologici che periodicamente colpiscono buona parte della Regione, e per dare corso ad una fattiva e capillare attività di formazione rivolta ai funzionari addetti ai servizi di Protezione civile dei Comuni dell’Isola.

Formarli nel sistema di elaborazione degli «avvisi di protezione civile per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico».

Tali «avvisi» escono ogni giorno nel primo pomeriggio o in occasione di temuti effetti parossistici con l’intensificazione dei fenomeni.

Di fatto l’«avviso» non è un bollettino meteorologico ma va letto, interpretato e collegato agli scenari territoriali così come collegati alle attività di prevenzione e contrasto inserite nei piani di protezione civile!

Nel suo messaggio di presentazione il Direttore Generale Cocina nel suo messaggio di presentazione afferma: «contrastiamo gli eventi meteo estremi anche con la formazione dei 391 responsabili di protezione civile dei comuni siciliani. L’iniziativa punta a potenziare le competenze locali nella gestione dei rischi meteo-idrogeologici e idraulici, per tradurre gli avvisi di allerta in immediate azioni di prevenzione e salvaguardia delle comunità».

Si tratta di un piano straordinario e innovativo di formazione meteorologica rivolto ai referenti tecnici responsabili degli Uffici di Protezione Civile dei Comuni dell’Isola, «con l’obiettivo di rafforzare le competenze dell’intero sistema regionale di protezione civile, in attuazione del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione e dal Codice della Protezione Civile».

Quindi «rafforzare le competenze tecniche degli operatori locali, che per prossimità, sono i primi a dover fare prevenzione e a organizzare il soccorso alla popolazione in caso di eventi calamitosi, sempre più frequenti ed estremi, che colpiscono la Sicilia; basti ricordare l’evento ciclonico “Harry” del gennaio 2026 o l’alluvione di Favara dell’ottobre 2025».

Afferma ancora il Direttore Cocina: «Il percorso formativo si propone di potenziare le competenze teoriche ed operative dei tecnici comunali, in particolare:

  • Interpretare i Bollettini di Criticità in modo corretto e tradurre tempestivamente i codici colore (Giallo, Arancione, Rosso) in interventi concreti.
  • Supportare i Sindaci nei processi decisionali: Aiutare le autorità locali nelle fasi di allertamento e di eventuale attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) e nell’emanazione di ordinanze contingibili e urgenti (es. sospensione delle attività scolastiche, evacuazioni preventive, limitazioni al traffico).
  • Nowcasting e monitoraggio: Abilitare il personale all’uso integrato dei dati meteo satellitari e all’osservazione diretta sul campo durante l’emergenza.
  • Linguaggio comune: Uniformare il linguaggio tecnico tra il DRPC Sicilia, le strutture provinciali e gli Uffici Tecnici Comunali.

I Sindaci dei Comuni siciliani, quindi, sono invitati a individuare il proprio referente tecnico e a trasmettere la scheda di adesione entro e non oltre il 25 settembre 2026.

Il corso, interamente a carico del DRPC Sicilia, senza alcun onere per gli Enti Locali, è destinato a 391 tecnici/funzionari comunali (uno per ogni Comune della Sicilia).

La segnalazione dei funzionari da parte dei Sindaci deve essere effettuata entro il 25 settembre 2026!

Però… «un tecnico per comune», 391! Sembra un forzatura!

«Uno» al comune di Palermo il centro più abitato con i suoi 625.000 abitanti e «uno» al comune di Roccalumera, il più piccolo della Sicilia, con i suoi 157 abitanti!

In mezzo gli altri 389 comuni diversificati per rischi e con territori geomorfologicamente e quindi differenziati sugli e negli effetti idrogeologici dei suoli!

Speriamo sia un incentivo per motivare sempre più i funzionari addetti e, soprattutto, speriamo serva davvero a migliorare la capacità ricettiva ed operativa degli avvisi di protezione civile.

Ricevere e «leggere», le direttive e le circolari che periodicamente prepara il Cento Funzionale Decentrato, così come diramati dal Dipartimento della Protezione Civile Siciliana, che devono essere recepite in modo coerente con i fenomeni attesi. Fenomeni che dovranno essere confrontati e valutati con le previsioni di scenario inserite nei piani. Il tutto da collegare all’eventuale necessaria organizzazione dei presidi territoriali, da attuare in modo preventivo valutando le informazioni dell’avviso, e finalizzati al controllo del territorio. Il tutto per poter preavvisare in tempo eventuali evoluzioni dei fenomeni e limitare al massimo le refluenze di salvaguardia della vita e delle infrastrutture a servizio dell’uomo.

La Protezione civile è un «percorso virtuoso» di comportamenti coordinati nelle tre direzioni di salvaguardia: previsione (attuata dagli Enti scientifici di ricerca), prevenzione (attuata dai comportamenti sociali tendenti alla resilienza del territorio) e emergenza e soccorso (attuati dalla «macchina dei soccorsi» organizzata per funzioni ed inserite nella cosiddetta «catena di comando e controllo». Ciò è il piano di protezione civile!

Tenendo presente che il primo stadio di intervento è l’organizzazione locale, sussidiamene supportata, ove necessario, con l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni qualora gli eventi superano per intensità il livello locale, o, in caso di eventi di rilevanza nazionale, con l’intervento statale da attuarsi con le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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