Milena: “Alla fine della Fiera”…

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da Alfonso Paolino Cipolla riceviamo e pubblichiamo:

In merito alla partecipazione del Comune di Milena all’evento fieristico “Gastronoma” presso il centro fieristico di Valencia dal 26 al 28 ottobre 2025 oltre alle considerazioni già esposte, si evidenziano altri aspetti.

Gli imprenditori che hanno partecipato sono stati in tutto 6 (sei): due imprenditori agricoli di Milena, un pasticciere (chiamato anche come chef per gli show-cooking e componente della Pro Loco di Milena) e altri 3 (tre) imprenditori agricoli non di Milena (due di Mussomeli e uno di Montedoro). Di questi sei imprenditori, tre sono stati accompagnati da un familiare ciascuno per dare una mano. Ognuno di questi 6 (sei) imprenditori agricoli ha avuto pagato il viaggio aereo e la camera di albergo, eventuali accompagnatori erano a carico delle stesse ditte (confermato da tre di loro).

Ad accompagnare i 6 (sei) imprenditori alla fiera di Valencia sono andati:

  • Il sindaco di Milena;
  • la vicesindaca, con consorte;
  • l’assessore ai lavori pubblici con consorte;
  • il consigliere capogruppo di maggioranza, con consorte;
  • la vicepresidente del consiglio comunale;
  • una consigliera comunale, con consorte;
  • un altro consigliere comunale, con consorte;
  • e un docente in pensione.

In pratica, la delegazione politica era più folta dei sei imprenditori.

Chi ha pagato la loro trasferta? E’ convinzione dello scrivente che la spesa sia stata anticipata dalla Pro Loco di Milena, ma che dopo il clamore mediatico della vicenda probabilmente i politici ed i loro familiari abbiano rimborsato la spesa. Ma solo dopo, eventualmente.

L’area allestita per i tre giorni di fiera corrispondeva ai 96 mq indicati nel piano economico che con l’allestimento base sarebbe venuto a costare, nel rispetto ai listini proposti dagli organizzatori della fiera, 10.185,00 (più Iva al 10%). In pratica: lo stand di 64mq (euro 8.137,00) più area di 32mq (32mq per 64 euro/mq) per un totale di 10.185,00 euro (più iva al 10%, se dovuta, ma per le operazioni intracomunitarie non sarebbe stata dovuta).

Rispetto all’allestimento base, come indicato nel piano economico di partecipazione alla fiera, lo stand è stato allestito in modo più ricco in quanto c’erano in più: sei vetrinette, due frigo, il parquet al posto della moquette, delle false travi colorate, una struttura leggera sospesa e delle grandi foto su Milena che coprivano il ripostiglio/magazzino interno. Inoltre, erano presenti tre addette che assistevano gli espositori.

Tuttavia, dai 10.185,00 euro del prezzo base ad arrivare ai 75.000,00 euro la spesa appare esagerata, eccessiva, ingiustificata.

Così come appare esagerata, eccessiva e ingiustificata la spesa di euro 30.000,00 per gli show-cooking svolti in momenti diversi della fiera nei quali non due chef siciliani, come indicato nel piano di spesa, ma il pasticciere facente parte della delegazione dei sei imprenditori e lo chef di origini calabresi ma operante a Valencia, Filippo Spagnuolo, hanno preparato ed offerto la “pasta alla norma” (la pasta in bella mostra era la pasta Rummo, nota marca campana), arancine piccole, cannoli siciliani, zuppa di ceci e le “nostre ‘mbriulate.

Il materiale consumato a Valencia per questi spettacoli di cucina tra pasta, arancine, melenzane, salsa, basilico, sale, olio, cannoli con ricotta, ceci e ‘mbriulate (fatte con farina, patate, olive, cipolle e carne di maiale) in totale non ha superato i 40 kg (compresa l’acqua per cuocere la pasta); la pasta che si promuoveva era di marca non siciliana; lo chef era calabrese e residente da anni a Valencia, ma il costo di 30.000,00 euro è stato tutto a carico dei siciliani… (basta vedere i video pubblicati nella pagina Facebook dello stesso Comune di Milena e in quella dello scrivente per rendersi conto del valore delle degustazioni.

Per l’installazione dei totem pubblicitari la spesa prevista nel piano economico è stata indicata per un totale di euro 10.000,00.

Ebbene, di totem pubblicitari se ne sono visti pochi… A parte i tre totem degli imprenditori (che sono stati pagati dagli stessi imprenditori) quelli dell’amministrazione comunale erano solo 4 (quattro!), più due piccoli cartelli. E poi c’era un lungo banner all’ingresso della fiera e delle stampe incollate nelle vetrate, negli ingressi e per terra (anche nel posto auto). I totem erano così pochi che quando c’era lo spettacolo degli chef in aula, li prelevavano dallo stand e li portavano dove c’era lo show-cooking per poi alla fine dello show riportarli nello stand. Ed è stato in quel momento che allo scrivente è venuto il dubbio che un paio di questi totem fossero i totem utilizzati anche ad Asti per la Festa delle Sagre e riciclati a Valencia. Lo scrivente infatti ha personalmente visto il sig. Caramazza (di Favara), quello che era presente anche alla Festa delle Sagre di Asti (e, mi dicono, anche alla Sagra della ‘mbriulata di Milena) che ordinava ad un suo collaboratore di prendere i totem dall’aula dello show e riportarli nello stand.

Evidentemente, la società spagnola che ha chiamato gli animatori di Favara (gli stessi che erano venuti alla Sagra della ‘mbriulata di Milena) era stata informata debitamente di tutto questo gruppo di Favara presente anche agli altri due eventi e li ha richiamati anche per Valencia…

Per l’deazione grafica è stato previsto il costo di euro 5.000,00, ma la grafica per la fiera di Valencia è stata la stessa già utilizzata per la sagra della ‘mbriulata e per la Festa delle Sagre di Asti. Allora, perché pagare 5.000,00 euro? Solo per la traduzione in inglese?

Tra le spese per la partecipazione alla fiera ci sono anche 14.600,00 euro di gadget fieristici. Ebbene, richiedendo dei preventivi a delle imprese del settore (in provincia e online) è stato detto allo scrivente che in base ai numeri e alle caratteristiche dei gadget la spesa effettiva sarebbe inferiore alla metà di quella preventivata (iva compresa). Inoltre, per uno di questi imprenditori la borsa in cotone probabilmente era stata stampata in piccoli numeri e lo si deduceva da alcuni difetti di stampa. E comunque, indipendentemente da quest’ultima considerazione, la spesa appare ingiustificata, eccessiva e non congrua anche in funzione dei numeri dei visitatori della fiera Gastronoma (in genere inferiore a 20.000 presenze).

Alla fine della fiera (è proprio il caso di dirlo) si crede che un altro termometro della non economicità della spesa e tutt’altro che efficace ed efficiente, siano le considerazioni fattemi da un paio di imprenditori agricoli che hanno partecipato alla Gastronoma di Valencia e cioè che ad oggi nessuno di loro due ha firmato o ha ricevuto ordini legati alla partecipazione alla Fiera, ma che è stata una bella gita, comunque.

E ci si chiede: a chi e per che cosa è davvero servita questa fiera a Valencia?

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