sa Italia Nostra Sicilia riceviamo e pubblichiamo:
L’autoreferenzialità politica e la democrazia recitativa dentro cui sguazzano i contemporanei gestori della cosa pubblica in Sicilia, pare non avere limiti. Di certo c’è che politici e amministratori nostrani se la cantano e se la suonano tra di loro in un eterno, surreale teatro dell’assurdo.
Vado al dunque: nei giorni scorsi, l’attuale presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha partecipato, al Teatro Pirandello di Agrigento, alla cerimonia per il conferimento del Premio Custode dell’ambiente (prima edizione), istituito dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, affidato a Giusi Savarino. Al termine della manifestazione, il presidente Schifani è stato insignito del riconoscimento di “ambasciatore dell’Ambiente Sicilia 2025”, con questa motivazione: «Per aver sostenuto con determinazione soluzioni innovative (in realtà obsolete, vecchie di almeno 30 anni) per trasformare i rifiuti in risorsa, dando impulso alla realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania (ancora da realizzare) e aver promosso un nuovo sistema che permetterà alla Sicilia di archiviare le discariche per un modello moderno, pulito ed efficiente».
L’assessora Giusi Savarino ha sottolineato l’impegno di Schifani che «unisce visione, coraggio e responsabilità e che ha affrontato con decisione una sfida cruciale per il futuro della Sicilia: la lotta alla siccità. Attraverso interventi concreti e immediati, quali il revamping dei pozzi comunali, la realizzazione di nuovi impianti di depurazione e il riutilizzo delle acque reflue depurate per uso irriguo, il potenziamento delle reti idriche e l’avvio di strategici impianti di desalinizzazione, contribuisce così a garantire acqua, sicurezza e sviluppo ai territori più fragili» (e infatti, in questi giorni, i cittadini e i territori del Trapanese e dell’Agrigentino stanno patendo per l’ennesima, insostenibile crisi idrica).
Il presidente Schifani, ricevendo il premio, ha sottolineato come la tutela dell’ambiente sia per tutti ormai, e per la Regione Siciliana in particolare «un valore non negoziabile, un valore primario, insito nel nostro essere siciliani». E ha annunciato che «a breve sarà restituito a Palermo e alla Sicilia Castello Utveggio, destinato a ospitare convegni internazionali di grande livello. Mi impegno a organizzare lì una grande conferenza internazionale per l’ambiente».
Che altro dire? Belle parole. Di certo la realtà è ben diversa nell’Isola del sole, del mare e delle mistificazioni. Insomma: una cosa sono le alate parole sotto le luci della ribalta, gli slogan propagandistici a favore dell’ambiente, della salute e dei servizi per i cittadini, altra cosa sono le azioni compiute, i fatti, le determinazioni del governo regionale. E in questi ultimi anni, in Sicilia, di tutela/valorizzazione dei territori ne abbiamo vista ben poca.
Prof. Leandro Janni, Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia

