Palermo. Repressione, prigionia, diritti umani: storie vere salgono sul palco con la piece di Raizes Teatro

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Palermo, 10 marzo 2026. Il teatro diventa testimonianza e la memoria si fa voce: il 12 marzo 2026 a partire dalle 19.30, Palermo ospita una serata che scuote le coscienze e interroga il presente. Alessandro Ienzi e Raizes Teatro organizzano una serata unica al Cinema De Seta (Cantieri culturali alla Zisa), dedicata a promuovere la pace e a mettere in luce le conseguenze dei regimi, delle guerre e dei totalitarismi sulle persone.

L’evento, ad ingresso gratuito, offrirà al pubblico un’esperienza che unisce teatro, testimonianze e riflessione sul valore del diritto internazionale nella tutela dei diritti umani.

La serata inizierà con i saluti istituzionali, alle ore 19.30, seguiti dallo spettacolo teatrale “La Caja de Concreto”, uno spettacolo che torna a Palermo dopo aver raccolto nella sua tournée europea un grande successo: Lorent Saleh, Premio Sakharov del Parlamento Europeo 2017, attivista e difensore dei diritti umani ed ex prigioniero politico, interpreterà il suo monologo autobiografico. La pièce, frutto della regia e della co-creazione di Alessandro Ienzi, racconta le esperienze di detenzione e tortura vissute da Saleh nei centri repressivi di Caracas, trasformate in teatro come strumento di memoria, consapevolezza e riflessione profonda.

La serata proseguirà con testimonianze vive contro ogni forma di repressione e con una conversazione tra i protagonisti, in un dialogo aperto che permetterà al pubblico di confrontarsi direttamente con le esperienze di chi ha vissuto ingiustizie, prigionia e tortura. Parteciperanno Lorent Saleh, Mario Burlò, imprenditore italiano ed ex prigioniero politico liberato dal Venezuela nel gennaio 2026, Junior Nzita Nsuami, fondatore della Fondation Paix pour l’Enfance ed ex bambino-soldato nel Congo, e Alessandro Ienzi, regista e difensore dei diritti umani, autore dello spettacolo e promotore della memoria attraverso l’arte. Presenta il giornalista e noto conduttore televisivo Giovanni Anversa.

“In un contesto così complesso, un vero nemico della pace e della stabilità è la polarizzazione delle idee che diventano monoliti immodificabili. Il dibattito così diventa povero e solo terreno di scontro, un campo di battaglia in cui io esisto contro di te e tu contro di me, in cui le idee divengono proprietà che non si vogliono perdere o cedere. Così il campo delle idee riproduce esattamente le dinamiche che portano al saccheggio delle risorse da parte di alcune potenze a danno di altre, o le dinamiche in virtù delle quali intere popolazioni subiscono oppressione e violazioni dei propri diritti fondamentali. Il teatro aiuta a comprendere queste dinamiche e a schierarsi sempre e solo dalla parte delle persone che sono i veri soggetti vulnerabili e che vanno difesi”, dichiara Alessandro Ienzi.

In questo contesto, il teatro, la testimonianza e il dialogo vogliono essere strumenti per creare consapevolezza, promuovere la pace e resistere a logiche di sopraffazione.

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