Per il Museo Pasqualino di Palermo “Follia e immagine dell’uomo bianco, la trasmissione orale della memoria”

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Follia e immagine dell’uomo bianco, la trasmissione orale della memoria nel saggio dell’antropologo Carlo Severi per le Edizioni Museo Pasqualino

Il lavoro analizza la civiltà amerindiana dei Cuna del Panama attraverso un canto rituale tramandato dal Cinquecento a oggi: il Bianco è trasformato in demone veggente, simbolo temuto della follia

Cosa trattiene e cosa cancella la memoria di una società?

Come si preserva nel tempo quel sapere condiviso che chiamiamo tradizione?

Da queste due domande prende le mosse La memoria rituale: follia e immagine del Bianco in una tradizione sciamanica amerindiana, il nuovo saggio che l’antropologo Carlo Severi pubblica nella collana Testi e atti delle Edizioni Museo Pasqualino.

Due quesiti che lo studioso di fama internazionale analizza attraverso la lente di una società senza scrittura, nel cui ambito è quindi necessario individuare i modi e le tecniche con cui la memoria del gruppo si preserva nel tempo. L’autore prende in esame i Cuna del Panama, antica popolazione tra le più affascinanti della cultura tramandata dai nativi americani.

“Si è a lungo creduto che tali società, tutte intessute di riferimenti al mito, siano anche prive di coscienza storica. Il libro – scrive l’autore – tende a dissipare questa illusione, tramite lo studio di un’immagine che i Cuna del Panama – in una tradizione di canti rituali tra le più affascinanti dell’Ameriga indiana – tramandano dai primi del Cinquecento a oggi: quella del Bianco, che appare trasformato in demone veggente, simbolo temuto della follia. Tramite lo studio di questa immagine complessa, insieme traccia di conflitti realmente avvenuti e protagonista del Canto sciamanico della follia, emerge, oltre al mito, una figura nuova del sapere antropologico: la memoria rituale”.

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