Petitto: “Rigetto accuse strumentali e patetiche veicolate dal Presidente Tesauro”

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dalla Consigliera comunale e provinciale Annalisa Petitto riceviamo e pubblichiamo:

PETITTO: “RIGETTO ACCUSE STRUMENTALI E PATETICHE: È UN ATTACCO RITORSIVO INDICE DI UNA LAMPANTE DEBOLEZZA POLITICA”

Respingo categoricamente le accuse veicolate dal Presidente Walter Tesauro ridottosi ad un attacco strumentale e ritorsivo, costruito ad hoc per screditare e delegittimare la sottoscritta e la funzione di controllo che esercita e, dall’altro, per tentare di spostare i riflettori dal suo silenzio colpevole, indice di grave imbarazzo, in merito alla sua responsabilità politica evidenziata da Area Civica nella conferenza stampa del 23 gennaio scorso in cui sono state chieste le sue dimissionI.

Per comprendere il perché di questo attacco di basso profilo basta guardare al contesto in cui avviene: Area Civica ha chiesto le sue dimissioni per una responsabilità politica che riteniamo chiara. Tesauro nei suoi ruoli di Sindaco e Presidente della Provincia, deve rispondere della sua ’immedesimazione politica con Mancuso–Tricoli (entrambi indagati per corruzione dalla Procura di Caltanissetta che ha chiesto a loro carico misure cautelari personali) che, per modalità e continuità, non si è mostrata come un rapporto fisiologico tra soggetti politici, ma come un blocco unico ostentato in sedi istituzionali, mediatiche e nelle campagne elettorali.

Abbiamo denunciato un accesso pervasivo ai luoghi decisionali e una presenza costante dentro gli enti a guida Tesauro, e dal medesimo mai arginata anzi da lui stesso avallata, di Lorenzo Tricoli, soggetto gravato da precedenti penali ed erariali,  accompagnata da un dato politico altrettanto rilevante: l’assenza totale di risposte alle segnalazioni e agli esposti a Tesauro rivolti su tale questione già da giugno 2025. Mai una spiegazione nel merito da parte sua, solo silenzio che altro non vuol dire se non imbarazzo.  Perché Tesauro ha consentito l’onnipresenza di Tricoli in Provincia? perché e secondo quali criteri gli ha conferito deleghe a rappresentare l’ente da lui presieduto in assemblee come l’ATO dove si giocano interessi economici e servizi essenziali per i cittadini? e perché alle contestazioni formali che gli sono state rivolte non ha mai risposto? Risponda piuttosto a queste tre domande, e non a me, alle comunità che rappresenta!

Oggi con le sue dichiarazioni,  davvero  indicative di una disperazione e debolezza politica, Tesauro si rende protagonista di un paradosso eclatante e scandaloso: chi presenta una domanda di concorso bandito nel 2024 ( a quell’epoca risale la mia domanda), quando non vi era alcuna prospettiva di elezioni di secondo livello dei Liberi Consorzi e nessun contesto politico sovrapponibile a quello attuale, e che comunque dovrebbe sottoporsi, ove si presentasse, a una commissione terza, viene messo alla gogna mediatica; mentre sulle scelte di vertice e sulle responsabilità politiche di aver aperto porte e consegnato le “chiavi in mano di un ente” a un soggetto pregiudicato, ci si può trincerare nel silenzio.

Per chiarezza e lealtà, Tesauro dovrebbe anche ricordare che tutte le procedure concorsuali sono state sospese nel marzo del 2025, a ridosso delle elezioni (Deliberazione Commissariale n. 29 del 07.03.2025), e sospese sono tutt’ora salva la determina dello stesso presidente, del 19.12.2025, qualificata come atto di indirizzo politico, che demanda agli uffici di procedere alla nomina delle Commissioni dei concorsi. Di questa suo intendimento Tesauro ha dato comunicazione al consiglio provinciale solo il 28 gennaio scorso e la mia rinuncia -del 04 febbraio 2026- dunque, interviene a distanza di qualche giorno, ossia quando i concorsi stanno per essere riattivati.

L’ordine del giorno a mia firma, votato il 25 agosto 2025, votato anche dallo stesso Presidente, non fa riferimento al concorso per cui, nel 2024, avevo presentato domanda di partecipazione, ma faceva riferimento a tutti i concorsi banditi dall’ente. Questa era ed è una battaglia di efficienza perché con la carenza d’organico gravissima della provincia ( sono appena 130 i dipendenti in servizio) l’Ente non programma, non istruisce pratiche, non spende, non realizza. Il personale non è una spesa: è la condizione per far funzionare l’Ente.
senza personale non governi: galleggi. E infatti, se l’avanzo cresce, 27 milioni di euro, mentre l’Ente ha bisogno di servizi e iniziative, significa una cosa sola: incapacità di trasformare risorse in risultati e, in sintesi, il “galleggiamento” di Tesauro.

Il punto nodale che sfugge a Tesauro è che se avessi avuto un interesse personale non avrei inoltrato la rinuncia, fermo restando che mi sarebbe bastato non presentarmi alla prova ( sic!).

Si adoperi, dunque, a risolvere i conflitti di interessi del suo portavoce ( ancora editore di una testata giornalistica on line) e di un suo assessore, figlio del responsabile della ditta che ha in appalto il servizio di raccolta di rifiuti,  piuttosto che gridare pateticamente a scandali che non esistono.

A questo punto, Tesauro, oltre a rispondere alle tre domande semplici postegli pubblicamente ed in ogni sede, su cui non v’è traccia di sillaba, dovrà anche chiarire come un organo politico, il presidente di un ente,  sia venuto a conoscenza e abbia divulgato informazioni nominative su partecipanti e rinunce, di concorsi pubblici, attinenti a una procedura amministrativa, questione che ad ogni modo demanderò agli organismi competenti in materia di anticorruzione e privacy.

Resta fermo che le affermazioni del Presidente Tesauro, poiché evidentemente false e ben lontane dall’essere una legittima critica politica, si risolvono nell’attribuzione alla sottoscritta di un fatto specifico e determinato, presentato come verità; circostanza questa che mi impone ogni tutela nelle sedi competenti, anche in sede penale, a protezione della mia reputazione ma, soprattutto,  della funzione istituzionale che esercito e che, sappia Tesauro e tutti i suoi accoliti, non è suscettibile di condizionamenti ritorsivi da parte di chicchessia.

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