Il Presidente del Consiglio comunale di Bompensiere, dott. Salvatore Maria Saia, ha proposto alle istituzioni cittadine il conferimento della Civica Benemerenza al Signor Carlo Diliberto, nato a Bompensiere il 3 febbraio 1958, chiedendo di attivare l’iter istruttorio previsto dall’apposito Regolamento comunale.
Pubblichiamo la scheda biografica di Carlo Diliberto e la relazione documentata che ne motiva la proposta:
Carlo Diliberto possiamo definirlo, per Bompensiere e non solo, uno «storico»!
Lo testimonia il suo essere autore di un voluminoso saggio storico su Bompensiere e dintorni, realizzato in due tomi ed avente titolo «La Baronia di Bompensiere dei Principi Lanza di Trabia (Dalla fondazione all’anno 1820)».
Oltre mille pagine il cui editore è lo stesso autore mentre la stampa è stata eseguita presso la stamperia editoriale Lussografica di Caltanissetta.
È la «Storia» di Bompensiere! E nello stesso tempo una preziosa raccolta di memoria archivistica e tradizionale anche dei territori circostanti e collaterali di questo nostro piccolo centro.
Carlo Diliberto, da autodidatta ha seguito l’«università della vita», che lo ha portato ad appassionarsi alla storia e all’archeologia in genere. E della sua Bompensiere in modo particolare.
Verosimilmente uno storico, quindi. Che varrebbe doppio, per il territorio e la storia di Bompensiere e dei territori e della gente che in un qualche modo si sono interconnessi con la nostra identità storico-sociale!
La sua attività di appassionato storico è coincidente con la sua assunzione al Comune di Bompensiere nel 1979 in relazione agli esiti ed attuazione della legge 285 del 1977, nota come legge sull’Occupazione Giovanile, che mirava a incentivare l’assunzione straordinaria di giovani in vari settori (agricoltura, artigianato, commercio, servizi) attraverso contratti di formazione e lavori socialmente utili, istituendo anche un fondo speciale e liste speciali di collocamento. Il progetto era denominato a tal proposito «beni culturali».
Come afferma nella premessa della sua opera «la decisione di indagare sulle vicende storiche del nostro paese è scaturita solo ed esclusivamente dalla mia voglia di sapere e le ricerche hanno avuto inizio dall’archivio comunale del nostro paese, constatando che non esisteva alcun documento storico antecedente l’anno 1820».
Carlo, appassionato anche all’archeologia del territorio, comincia il suo percorso di apprendimento e ricerca, in quanto dipendente del Comune di Bompensiere, proprio nell’archivio comunale e nell’estenuante ricerca di reperti ed indizi sul territorio.
La sua ricerca prosegue nell’archivio parrocchiale della Chiesa SS. Crocifisso in Bompensiere, negli archivi dello Stato (Caltanissetta, Palermo, Roma), nell’archivio della Curia vescovile di Agrigento in quanto Bompensiere con la sua Parrocchia «apparteneva» alla Diocesi di Agrigento fino al 1844, anno in cui Bompensiere sottende alla «istituita nuova» Diocesi di Caltanissetta. Anche questo archivio è stato esplorato dal Diliberto.
Spulciando anche le varie pubblicazioni sia a carattere locale che di diffusione di un più vasto livello territoriale, ponendo sempre al centro la territorialità di Bompensiere.
Il lavoro, come egli afferma sempre nella premessa, ha richiesto anni di ricerche, catalogazione, traduzione, verifiche e correzioni, gran parte del puzzle era stato completato, ma nel frattempo l’originario piano di lavoro si era arricchito di un’ulteriore voce quale l’esposizione delle vicende storiche ai lettori, voce finora non contemplata perché le ricerche erano dettate solo dalla mia voglia di sapere, che non prevedeva una eventuale pubblicazione, peraltro impensabile; infatti la decisione di condividere con i lettori quanto appreso è maturata nel corso degli anni, considerando che la documentazione era troppo importante per non essere posta a disposizione della cittadinanza e degli studiosi…
La sua era ed è una sfida, con sé stesso e con la storia del suo piccolo comune scoprendone una tradizione storica e documentale poderosa. È, allo stesso tempo, un partire da una micro per avviarsi verso una «grande storia», un raccontare di vicende che altrimenti sarebbe rimaste sepolte tra gli scaffali degli archivi per i reperti e i documenti più antichi, e nella scarna e labile memoria di qualche anziano vivente anche testimone delle vicende degli ultimi decenni scorsi tra il XX e il XXI secolo dell’era moderna.
Riprendendo sempre dalla premessa ai due volumi, il Diliberto e citando Giuseppe Sorge (autore di una monumentale storia di Mussomeli), riprende: «se per sentimento di modestia o per presentare al pubblico opera imperfetta, ognuno, che abbia raccolta larga messe di utili notizie, crede di tenere in serbo per sé ciò che dovrebbe essere patrimonio degli studiosi, provvederà magari con prudenza alla sua reputazione, ma non farà, certamente, nell’interesse pubblico opera commendevole, a sgomberare il campo dai dubbi residui; questa fase finale del progetto era la più importante poiché fino ad ora avevo provveduto a scoprire tanti documenti, ma se non avessi provato a raccontare le vicende quotidiane della nostra comunità, il tutto sarebbe rimasto una raccolta documentale sconosciuta ed inedita, assolutamente improponibile al lettore ed impresentabile come storia locale.»
Raccontare, in maniera così minuziosa, Bompensiere, ed il centro abitato inserito in quel suo cosiddetto antico feudo Nadore o Naduri, raccontare, documentare, la sua storia è, per questa comunità, un servizio davvero encomiabile. Rende il lavoro del Diliberto pregevole in quanto dimostra il percorso di una comunità che transita dalla storia e si inserisce nella storia, sia pur in situazione non sempre esaltante nei numeri e nell’economia dei suoi abitanti. In ogni caso riesce a farlo emergere in tutta la sua logica di presenza e di organico tassello nel complesso puzzle della Storia.
È assolutamente palese il Servizio che il Diliberto ha reso a questa comunità! Una comunità proditoriamente resa «piccola» dalle vicende economico-sociali di questa terra di Sicilia che si è saputa riscattare, forse con fatica, …da venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee… (citazione dal Gattopardo di Tommasi di Lampedusa nel colloquio tra il Principe Salina e l’inviato del Governo dei piemontesi Chevalley).
Siamo piccoli, negli abitanti, ma Carlo, è da credere, ha provato a renderci grandi, «scavando» nella lunga tradizione storica e di convivenza civile, che non è affatto dissimile da altre realtà della Sicilia.
La motivazione che spinge alla richiesta di benemerenza, ai sensi del Regolamento approvato con atto C.C. n. 27 del 24/07/2023, rimane ben palese in questa e per questa opera, frutto esclusivo dell’amore per Bompensiere, il proprio nostro paese. Il paese che gli ha dato i natali, nel quale vive con la sua famiglia e per il quale si è speso in sacrifici lavorativi ed operativi per rendere omaggio alla nostra comunità.
Possiamo definire quest’opera un amarcord storico? Di fatto ,però, ce lo presenta privo di riferimenti nostalgici cui potrebbe far pensare il concetto dei ricordi che comunemente definiamo amarcord, e ciò perché riesce ad adattarsi su un percorso di memoria e tradizioni, su citazioni e fatti estratti da documenti, ricercati, e trovati, con certosina perizia.
Il Diliberto, con questo pregevole lavoro, non intende interrompere o stoppare il suo lavoro di ricerca.
I due volumi sono fermi, volutamente dall’autore, all’anno 1820. Anno nel quale avvennero, anche a Bompensiere, dei disordini che hanno portato alla distruzione di tutti i documenti esistenti nell’archivio comunale.
Continua, quindi, a scavare nei diversi archivi istituzionali e religiosi nella consapevolezza che copia della stessa documentazione vi può essere ancora depositata in attesa di essere valorizzata da studiosi ed appassionati della scienza della ricerca.
Di converso, per questo corposo lavoro di produzione letteraria, la riconoscenza della nostra comunità è tutta da riconoscere ed offrire…, ed il riconoscimento della benemerenza civica diventerebbe, conseguentemente, un fatto dovuto!
Il documento allegato o da allegare?
È tutto racchiuso in oltre mille pagine di una storia, fatta anche di racconti, aneddoti e documenti, ed è tutto nell’allegato documentale dei due tomi che Carlo ci ha donato.
E di questo lavoro si riportano, in citazione allegata, le copertine dei due tomi.
IL PRESIDENTE del Consiglio Comunale
Salvatore Maria Saia

