Botta e risposta tra i consiglieri comunali de “Le Spighe” e quelli di Movimento 5 Stelle San Cataldo e Centro Sinistra Sancataldese dopo le due sedute di consiglio comunale andate deserte. Il civico consesso convocato in prima seduta il 27 maggio e in seconda il giorno successivo non si è tenuto per mancanza del numero legale.
Secondo il movimento civico “San Cataldo non può essere ostaggio di una maggioranza che non esiste più, non possiamo rimanere in silenzio davanti allo spettacolo indecoroso delle ultime due sedute del Consiglio comunale andate deserte. La presenza di soli 5 consiglieri su 16 è la prova provata del fallimento politico e amministrativo della giunta guidata dal sindaco Gioacchino Comparato. Il nostro gruppo consiliare, con il capogruppo Mario Lupica e il consigliere Massimo Emma, era come sempre presente in aula, pronto a lavorare per la città. Ma una forza civica seria non può e non deve prestarsi a fare da stampella a una maggioranza fantasma. Se i consiglieri che sostengono il Sindaco e lo stesso primo cittadino e la sua vice sono i primi a disertare l’aula, perché dovrebbe l’opposizione garantire il numero legale? Le accuse che in passato ci sono state rivolte crollano davanti alla realtà dei fatti: questa amministrazione non ha più i numeri, non ha una programmazione e sta solo contando i giorni che la separano dalla scadenza del mandato nel maggio 2027. Un trascinarsi stanco che rischia di far perdere al nostro comune importanti finanziamenti e scadenze amministrative cruciali. Continueremo a vigilare e a difendere gli interessi dei sancataldesi – concludono – È tempo che l’amministrazione prenda atto del proprio isolamento e faccia le dovute valutazioni per il rispetto della città”.
A rispondere con un comunicato congiunto il Movimento 5 Stelle San Cataldo e Centro Sinistra Sancataldese che ritengono come “emerge, ancora una volta, la distanza tra la realtà dei fatti e la narrazione che si tenta di costruire per meri fini propagandistici. Parlare di “maggioranza fantasma” e di “fallimento politico” sulla base di una seduta rinviata per il venir meno del numero legale significa voler deliberatamente trasformare un episodio contingente in una presunta crisi politica. È sufficiente ricordare che nel corso della seduta di mercoledì scorso, tra il primo e il secondo appello, erano presenti consiglieri diversi: alcuni presenti alla prima chiamata non erano presenti alla seconda e viceversa. Soltanto la concomitanza di impegni personali, lavorativi e motivi di salute di alcuni consiglieri ha determinato l’impossibilità di proseguire i lavori e il conseguente rinvio al giorno successivo. Tentare di rappresentare questo episodio come la certificazione di una presunta fine della maggioranza significa costruire una tempesta in un bicchiere d’acqua, alimentando un dibattito basato più sul gossip politico che sull’interesse della città. Ancora più grave appare l’atteggiamento di chi preferisce affidarsi ai comunicati anziché assumersi le proprie responsabilità istituzionali. È noto a tutti che due consiglieri giovedì erano presenti al Palazzo comunale e hanno scelto consapevolmente di non entrare in aula, pur sapendo che alcuni consiglieri sarebbero arrivati con lieve ritardo e che altre assenze erano dovute a motivi di salute o di lavoro fuori sede. Questa scelta ha prodotto un danno concreto alla comunità sancataldese. All’ordine del giorno erano infatti previste importanti variazioni di bilancio legate a trasferimenti per circa 160 mila euro, risorse che l’Amministrazione è riuscita a intercettare e che, a causa del rinvio della seduta, subiranno inevitabilmente un ritardo nell’utilizzo a favore della collettività. Colpisce inoltre la contraddizione di chi oggi accusa i gruppi che sostengono l’Amministrazione di non avere i numeri, dimenticando che l’attuale situazione numerica del Consiglio è frutto proprio di tradimenti e posizionamenti politici che hanno determinato, ormai quattro anni fa, l’uscita dalla maggioranza proprio del gruppo Le Spighe.Da allora, tuttavia, la quasi totalità dei gruppi consiliari di opposizione ha scelto un approccio costruttivo, confrontandosi sui temi di interesse cittadino e contribuendo, quando necessario, all’approvazione degli atti utili alla comunità. Tutti, tranne il gruppo “Le Spighe“, che continuano a privilegiare una sterile contrapposizione politica rispetto all’interesse generale. I cittadini meritano serietà, senso delle istituzioni e responsabilità. Non servono comunicati ad effetto né tentativi di delegittimazione. Servono fatti, lavoro quotidiano e collaborazione nell’interesse esclusivo di San Cataldo. L’Amministrazione continuerà a operare con determinazione per intercettare risorse, realizzare progetti e dare risposte concrete alla città, lasciando ad altri il compito di alimentare polemiche prive di qualsiasi utilità per la comunità”.
Il Consiglio comunale tornerà a riunirsi il prossimo 9 giugno. Il nuovo appuntamento riproporrà all’ordine del giorno i punti già previsti nella precedente convocazione, ai quali potranno aggiungersi eventuali ulteriori argomenti.
Tra i temi principali figurano le variazioni al bilancio di previsione 2026/2028, la gestione del debito fuori bilancio, la stabilizzazione del personale ASU, le misure di adattamento ai cambiamenti climatici e la questione legata alla salvaguardia del parco Dubini.

