San Cataldo: Il Sindaco denuncia il silenzio assordante di ASP e Regione sulle proposte di riorganizzazione sanitaria territoriale

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dal Comune di San Cataldo riceviamo e pubblichiamo:

Il sindaco Gioacchino Comparato rompe il silenzio sulla “precarietà del sistema sanitario territoriale”. Al centro della protesta l’assenza di risposte da parte dell’Asp a un progetto complessivo di riorganizzazione inviato dall’Amministrazione nel 2025.

Il documento dell’amministrazione delinea un piano strutturato per restituire funzionalità ai servizi sanitari della città ma, nonostante l’urgenza dei bisogni della popolazione, “la proposta è rimasta nel vuoto, senza alcun riscontro ufficiale”.

La proposta dell’amministrazione comunale, che va letta come visione strategica dell’intero presidio ospedaliero, prevede di concentrare a San Cataldo l’intera chirurgia ambulatoriale multispecialistica, per decongestionare il carico del Sant’Elia di Caltanissetta e abbattere i tempi d’attesa per gli interventi di minore complessità, ottimizzando così l’efficienza dell’intero Distretto Sanitario CL1.

Il rilancio delle strutture esistenti consentirebbe così il passaggio da una sanità “di carta” (rappresentata dalla sola presenza fisica di Case e Ospedali di Comunità) a una sanità di servizi reali ed efficienti.

Il progetto di valorizzazione non si ferma alla sola chirurgia. Prevede anche l’attivazione di un’Unità Vascular Team, per la gestione degli accessi vascolari. Ed anche l’implementazione della telemedicina per l’integrazione digitale tra gli ospedali del Distretto e l’introduzione di modelli innovativi come la “Montagna Terapia“, già sperimentata con successo dall’ASP di Trapani, per pazienti oncologici e persone con dipendenze patologiche.

“Queste soluzioni, discusse in sede di Conferenza dei Sindaci e reiterate nelle assemblee di luglio e settembre, non hanno ancora ricevuto un riscontro ufficiale. Un silenzio che, per il primo cittadino, collide con l’esigenza di trasparenza e prossimità che il Sistema Sanitario Nazionale dovrebbe invece garantire’. “La misura è colma”, ha detto, definendo inaccettabile l’inerzia di ASP e Regione di fronte alle richieste formali dell’amministrazione comunale e al diritto alla salute della popolazione.”

“Pur essendo vero che ogni riorganizzazione richiede tempi tecnici di valutazione,” spiega, “è difficile sostenere la validità di un’attesa che dura da anni a fronte di strutture già idonee e pronte per essere attrezzate.

“Ciò è evidente se si guarda all’interno dell’ospedale Raimondi, dove non mancano gli spazi e dove l’amministrazione ha richiesto con insistenza il potenziamento dei reparti di riabilitazione, hospice e lungodegenza, denunciando una carenza di medici e infermieri che rende queste strutture incapaci, oggi, di garantire la funzionalità dei servizi e di rispondere ai bisogni della popolazione”.

La dimostrazione di questo blocco è il caso dell’odontoiatria speciale, che “inserita nel piano di riorganizzazione e richiesta reiteratamente, resta un servizio paralizzato nonostante esista una via d’uscita immediata attraverso una convenzione con l’ASP di Catania, che permetterebbe di far partire il servizio. Il fatto che tale soluzione non sia stata ancora colta suggerisce che l’ostacolo non sia legato alla mancanza di risorse o di soluzioni tecniche, bensì a un’inspiegabile inerzia amministrativa”.

Per questo, l’amministrazione comunale avvisa che “non resterà più in attesa di risposte che non arrivano. Dopo questo appello pubblico, l’istanza per la salute dei cittadini di San Cataldo verrà portata avanti con ogni mezzo possibile, dai canali istituzionali ai social media, affinchè la comunità sia consapevole delle ragioni per cui servizi essenziali restano bloccati. La riforma della sanità territoriale non può essere un processo astratto ma deve tradursi in prestazioni concrete. Alla fine, l’unico modo per garantire il diritto alla salute è smettere di restare immobili, conclude il primo cittadino”

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