San Cataldo, l’opposizione chiede di dichiarare le regole di gestione della Villa Comunale

Chiara Milazzo
Chiara Milazzo 98 Views
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“Regole diverse a seconda di chi organizza?” è questa la domanda che si pongono tutti gli 11 consiglieri dell’opposizione sancataldese chiedendo che l’Amministrazione faccia chiarezza sulle modalità dell’evento conclusivo di Intrafest che si è svolto lo scorso sabato alla Villa comunale. Il comunicato diffuso dai gruppi Partito Democratico, Le Spighe, Forza Italia , Tre Colombe , Tradizione e futuro, Scrusciu , Riprendiamoci la città e Vassallo Sindaco esordisce con i complimenti agli organizzatori della manifestazione e a coloro che hanno contribuito alla serata che ha riscosso successo e partecipazione, coinvolgendo giovani e famiglie “dimostrando – scrivono – quanto San Cataldo abbia bisogno di iniziative capaci di creare aggregazione e di far vivere gli spazi pubblici”. Dopo questa plauso i consiglieri precisano che la critica è nei confronti dell’Amministrazione e dell’Assessore competente.

“Le fotografie e i video della serata – scrivono ancora – mostrano infatti qualcosa che non può passare inosservato: il prato della Villa Comunale è stato ampiamente utilizzato e calpestato durante la manifestazione. E allora una domanda sorge spontanea: perché in occasione di manifestazioni organizzate da altre associazioni e gruppi cittadini il prato non era calpestabile, perché in occasione degli eventi precedenti il prato era considerato intoccabile, al punto da impedirne l’accesso persino ai bambini, mentre sabato sera è diventato improvvisamente calpestabile? Non contestiamo che il prato sia stato utilizzato. Contestiamo la disparità di trattamento.Se esiste una regola a tutela del prato della Villa Comunale, quella regola deve valere per tutti. Se invece il prato può essere utilizzato per eventi e manifestazioni, allora la stessa possibilità deve essere garantita, alle medesime condizioni, anche alle associazioni e agli altri soggetti che ne fanno richiesta.

Non è accettabile avere un prato ‘vietato’ per alcuni e ‘disponibile’ per altri”.

Inoltre, viene posta all’attenzione anche un’altra questione che riguarda la vasca. Secondo i consiglieri “in occasione della manifestazione, la vasca della Villa è stata riempita in tempi rapidissimi per consentire l’accensione e i giochi di luce delle fontane per rendere più suggestiva la serata. Peccato che, secondo quanto abbiamo potuto riscontrare, prima del riempimento non sarebbe stata neppure adeguatamente ripulita dai rifiuti presenti al suo interno. E soprattutto chiediamo: che fine farà quell’acqua dopo la manifestazione?

Se, come risulta, già nelle ore successive la vasca viene nuovamente svuotata, riteniamo doveroso spiegare ai cittadini perché si sia proceduto a riempirla esclusivamente in occasione dell’evento per poi svuotarla immediatamente dopo. E non basta rispondere che si tratta di acqua proveniente da un pozzo. Anche l’acqua di pozzo è una risorsa. Per prelevarla, movimentarla e gestirla vengono utilizzati impianti ed energia e, soprattutto, una Pubblica Amministrazione dovrebbe essere la prima a dare l’esempio contro ogni spreco.

Il problema che emerge, quindi, è più ampio. Perché la Villa comunale sembra ricevere attenzioni straordinarie quando serve per una manifestazione organizzata o sostenuta dal Comune, mentre in altre occasioni cittadini e associazioni devono fare i conti con divieti e limitazioni?”. Infine chiedono all’Amministrazione e all’Assessore competente di chiarire pubblicamente quali siano le regole per l’utilizzo del prato, chi abbia autorizzato le modalità di svolgimento della manifestazione del 26 settembre e quali siano state le modalità di riempimento e successiva gestione della vasca e dell’acqua utilizzata.

“Non chiediamo privilegi per nessuno – concludono – Chiediamo qualcosa di molto più semplice: coerenza, trasparenza e le stesse regole per tutti. Perché delle due l’una: o il prato non è calpestabile, e allora non lo è per nessuno; oppure è calpestabile, e allora deve esserlo per tutti alle stesse condizioni. L’Amministrazione comunale è chiamata ad amministrare un bene pubblico nell’interesse di tutti, garantendo imparzialità e parità di trattamento, senza discriminazioni, favoritismi o regole applicate diversamente a seconda di chi organizza. La Villa Comunale non è dell’Amministrazione di turno: è della città. Chi temporaneamente ha la responsabilità di governarla deve custodirla e gestirla nell’interesse dell’intera comunità. Ed è proprio per questo che chiediamo chiarezza. Non vorremmo che l’avvicinarsi della scadenza elettorale trasformasse gli spazi pubblici in strumenti di visibilità politica, con regole più elastiche quando l’iniziativa è riconducibile al Comune e più rigide quando a chiedere gli stessi spazi sono associazioni, gruppi o cittadini. Se così non è, l’Amministrazione ha un modo molto semplice per dimostrarlo: renda pubblici i criteri adottati e spieghi perché ciò che negli eventi precedenti era vietato, persino ai bambini, il 26 settembre è stato consentito. Perché amministrare significa applicare le stesse regole a tutti, non decidere di volta in volta quando una regola vale e quando può essere derogata”.

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