dal Partito Democratico di Caltanissetta riceviamo e pubblichiamo:
Per il governo regionale, la sonora bocciatura della rete ospedaliera e l’ennesimo attacco del governo
nazionale alla Regione e ai suoi abitanti sarebbero soltanto un fatto tecnico, semplici osservazioni a
cui rispondere entro un massimo di dieci giorni. Una minimizzazione inaccettabile.
Il presidente Schifani prova a ridurre tutto a un passaggio burocratico, come se in questi mesi non
fosse accaduto nulla nel suo governo e, in particolare, nella sanità siciliana. Eppure, le note vicende
che hanno riguardato Iacolino, uomo di fiducia del governatore, per anni assessore ombra, ispiratore
e responsabile della politica sanitaria del centrodestra, raccontano esattamente il contrario.
La verità è che la sanità siciliana è diventata il luogo in cui la politica, prima ancora di occuparsi dei
bisogni della cittadinanza, si concentra nel riequilibrare i rapporti di forza tra i partiti della
maggioranza.
I bisogni della popolazione, l’offerta sanitaria, le liste d’attesa e il diritto alle cure sembrano passare sempre in secondo piano, dopo le faide interne e la spartizione del potere.
In Sicilia manca una vera programmazione sanitaria. E quando la programmazione viene imposta dall’alto, spesso non viene neanche rispettata. Le criticità che emergono vengono affrontate in modo estemporaneo, fissando obiettivi occasionali ai Direttori generali che, a loro volta, sono costretti a obbedire per non essere messi da parte al turno successivo. Il risultato finale ricade, come sempre, sui lavoratori e le lavoratrici della sanità, già allo stremo per la carenza di organico e per un’organizzazione insufficiente.
I numeri, del resto, parlano chiaro. In Sicilia sono state programmate 154 Case di comunità, ma
soltanto 12, pari al 7,8%, risultano avere almeno un servizio dichiarato attivo: insomma mancano i
medici e l’attivazione delle procedure che trasformino le Case di comunità, dalla semplice funzione
di poliambulatorio, a momento di accoglienza e presa in carico dei cittadini per indirizzarli a seconda
dei loro bisogni specifici. La media nazionale, al 31 dicembre 2025, è del 45,5%. Gli Ospedali di
comunità previsti sono 46 e, secondo gli ultimi dati disponibili, solo 4, pari al 9%, risultano attivi,
contro una media nazionale del 27%.
Sono dati che descrivono in modo inequivocabile una sanità distante dai cittadini e incapace di
rispondere ai bisogni reali delle persone.
La battaglia per i diritti, che vede il Partito Democratico in prima linea, non è soltanto una questione
di principio. Il diritto alla salute è il più importante dei diritti, perché riguarda proprio la vita delle
persone ed è un diritto che oggi viene sistematicamente negato ai cittadini e alle cittadine siciliane.
Non possiamo fare altro che registrare l’ennesima figuraccia di un governo incapace, che continua a
usare la sanità per occupare poltrone invece di garantire il diritto alla salute delle siciliane e dei
siciliani. E quando questo governo andrà a casa, sarà comunque troppo tardi per i danni che ha
prodotto.
Lilly Corda Responsabile Sanità PD CL
Greta Tassone Segretaria cittadina PD CL


