Se ne va il “signore dei libri”, Giuseppe Celestino, una vita in Biblioteca

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Non era soltanto per la sua eleganza che lo chiamavano “il Barone“. Giuseppe Celestino, il signore dei libri, deus ex machina della Biblioteca Scarabelli, dispensava con grande disponibilità la sua conoscenza dettagliata del patrimonio librario della città, sopra tutto disponibile con i giovani e gli studiosi.

Capace di trovare un fascicolo in un volume miscellaneo con tutt’ altro titolo, sapeva cercare nel labirinto degli scaffali, superando errori di catalogazione, di ortografia, che nei tempi lontani della Biblioteca spesso si ritrovavano negli schedari.

Sapeva riconoscere con uno sguardo l’interesse autentico o la confusione mentale degli eterogenei visitatori della “Scarabelli” e risolvere problemi di ricerca bibliografica di studenti alle prime armi, o anche fronteggiare con glaciale indifferenza gli inevitabili “disturbatori”.

Si è identificato, in una vita tra i volumi, come il genius loci di un luogo fondamentale della città , anche negli anni lunghi e difficili della ristrutturazione, e poi della sistemazione dei nuovi arredi, dal 2009 in poi, quando la Scarabelli ha riconquistato la maestosità del tempio della cultura cittadina.

È stato uno dei pochissimi dipendenti comunali praticamente inamovibile dalla sua postazione, come la chiave di volta di un’ arcata, a cui è affidata la solidità della costruzione. Se n’è andato a 71 anni, dopo pochissimi anni di pensione, lontano dalla “sua” Biblioteca, di cui era stato l’anima, per tutta la vita.

foto di Ettore Garozzo

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