Se ne va Sandro Mazzola, “bandiera eterna” del calcio in Italia e nell’Inter

fiorellafalci
fiorellafalci 97 Views
2 Min Leggere

Bandiera eterna: così l’Inter ha comunicato la scomparsa di Sandro Mazzola, uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, icona di un calcio di sostanza, fatto di fatica e impegno atletico costante, poco mediatizzato ma molto più popolare di oggi. Il calcio dell’ Italia del miracolo economico, gli anni ’60 di un paese che era uscito dalla guerra e dalla povertà e stava riscattando con il lavoro la sua posizione nel mondo.

La grande Inter di Helenio Herrera lo ha avuto come suo capitano: 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe intercontinentali per Sandro, 17 anni in prima squadra, per sempre neroazzurro, 163 goal e 570 partite. Nato con il calcio nel DNA, figlio del grande Valentino Mazzola capitano del mitico Torino del dopoguerra scomparso a Superga, Sandro è stato capocannoniere in Italia e in Europa, sempre con stile, equilibrio, correttezza sul campo e fuori. In Nazionale trascinava la squadra, superando la rivalità con Rivera in un gioco di squadra intenso, pensato,, come nella “partita del secolo” Italia Germania 4-3 a Città del Messico nel 1970 che ha rilanciato il calcio italiano nell’ orizzonte mondiale, dopo i trionfi lontani degli anni ’30.

È stato un atleta esemplare Mazzola, icona di un calcio ancora pulito, esempio per milioni di ragazzi che non erano soltanto tifosi, ma leggevano nel calcio una metafora della vita sociale, della conduzione non violenta dei conflitti, della competizione leale, fatta di preparazione rigorosa e di generosità sul campo.

È stato un esempio di classe dirigente costruita sul lavoro, sulla capacità di coordinare, di costruire il gioco di squadra, che valorizzasse tutti i talenti, portati avanti insieme, come una comunità. Mai “primadonna”, sempre leader costruttore esemplare, come una classe dirigente dovrebbe essere. Non solo nel calcio

Condividi Questo Articolo