Seni, coseni e angurie! Il cantalupo e il suo fascino predatorio!

Tonino Cala
Tonino Cala 61 Views
5 Min Leggere

Mi sembra indubbio il dato antropologico che l’attuale società è ancora segnata dal patriarcato maschilista. In passato, la società lo era maggiormente. Non lo dimostrano solamente i femminicidi per cui sarebbe necessaria una educazione sessuale affettiva nelle scuole, quale azione preventiva affinché la cultura possa incidere sulla formazione dei giovani.

Noi maschi, siamo inconsciamente predatori e desideriamo la donna oggetto in una posizione di sottomissione che le precluda la libertà di desiderare e di realizzarsi autonomamente. Ho studiato me stesso come maschio ed ho capito la confusione maschilista dentro di me, anche in presenza di una disposizione all’amore nei confronti della donna e della sua femminilità.

Ci vuole coraggio ad ammettere che il maschio non è uomo sino a quando non scopre dentro di sé la delicatezza femminile che lo riguarda e, quindi, il vero rispetto per la donna. Sapendo che le donne sono tutte diverse e che nessuna è uguale all’altra. Il vero amore è slegato dal possesso, per cui un vero uomo ama una donna per quella che è e non la possiede! Donne e uomini. Una vera donna, desiderando la sua libertà, una per una.

Poi ci sono le donne che odiano le donne! Leggo sui social che alcune donne definiscono, con tono dispregiativo, “nana” la Meloni. Tutti quelli che non condividono la politica della Meloni fanno riferimento alle sue negative qualità fisiche e caratteriali. D’altronde, la stessa Meloni si era presentata in campagna elettorale con due meloni seni, con evidente allusione sessuale.

Può essere il seno femminile un argomento politico? Forse, il seno materno che piace tanto ai maschi? O piace anche alle donne? Molte donne sono consapevoli del proprio potere seduttivo che esibiscono per essere adulate, corteggiate, amate. Non è così? Non dovrebbe essere così. Non si spiega il successo elettorale di una donna che si presenta in Tv e sui social con due meloni per farsi la propaganda politica.

Le donne e gli uomini riflettono abbastanza? Mi sembra di No! Nella società dell’immagine l’ossessione del corpo diventa totalizzante sino ad offuscare la mente umana! A Silvio Berlusconi piaceva molto il cantalupo, sapendo che piaceva molto anche alla maggioranza degli italiani, notoriamente popolo di mammoni e di mammi. Ricordate la trasmissione “Drive In”?

La questione è molto seria e circa il rapporto sesso potere ci sono molti studi di psicoanalisti, filosofi, antropologi, sociologhi. Si sa che finita la sbornia si ritorna a riflettere!

Per Foucault, la sessualità non è un semplice dato naturale, ma un costrutto sociale che è stato profondamente influenzato da meccanismi di potere. Egli sfida l’idea che la sessualità sia stata repressa nella società moderna, sostenendo invece che essa sia stata oggetto di una crescente attenzione e regolamentazione. La sessualità è stata, infatti, messa al centro di un’intera rete di dispositivi (leggi, medicina, religione, educazione) che l’hanno analizzata, codificata e normata. Ad esempio, il potere ha creato la categoria di “devianza sessuale”, distinguendo ciò che è “normale” da ciò che è “anormale”.”

Quindi, esiste una stretta correlazione critica tra sessualità e potere, un condizionamento inconsapevole che agisce sulle masse. La Meloni conosce Michel Foucault? Non penso proprio. Conosce, dopo avere frequentato per tanti anni le stanze del potere, i meccanismi inconsci per adulare e raccogliere i suoi consensi politici, comportamento non originale e risaputo con l’espressione usata dal noto galantuomo Totò Riina: “Il comandare è meglio del fottere!”, appartenente ad un’altra famiglia politica: la mafia.

Questo per dire che i meccanismi del potere e dell’ascesa allo stesso si ripetono nella Storia, anche se non sempre con le stesse modalità realizzative, perché il potere procura consenso e godimento personale e collettivo, anche più dei soldi che si guadagnano.

E chi paga per le pulsioni incontrollate del plus godere dei politici rampanti e non democratici? Pagano tutti i cittadini, anche quelli che dissentono. Non ci sembra giusto che il tanto sbandierato “Bene collettivo” altro non sia che il desiderio smodato di successo e potere con danno evidente per l’amata patria. Povera patria! Ma si, diciamolo pure: viva la Patria!

Tonino Calà    

TAGGED:
Condividi Questo Articolo