Sergio Iacona: le ragioni del SI

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dall’avvocato Sergio Iacona riceviamo e pubblichiamo:

Durante questa campagna referendaria ho convintamente sostenuto le ragioni del SI. I dibattiti a cui ho partecipato, spesso con magistrati, sono stati contrassegnati da correttezza e lealtà e sono consistiti in una contrapposizione dialettica sul contenuto della riforma. Mi amareggia profondamente la scorrettezza delle forze politiche che hanno invece trasformato il dibattito in un processo sul proponente anziché in un confronto sul merito della proposta.

È sconcertante la diffusione di vere e proprie falsità dirette ad ingannare gli elettori. Si possono ovviamente sostenere le ragioni che inducono a dire no alla riforma ma lo si deve fare correttamente. È totalmente falso che questa riforma preveda la sottoposizione della Magistratura al potere politico. Nessun magistrato nel corso degli incontri ha potuto negare che le norme della Costituzione che tutelano l’indipendenza e l’autonomia della magistratura non vengono assolutamente toccate. Gridare al pericolo che venga intaccata la separazione dei poteri è assolutamente scorretto perché contrario al vero.

Così come attribuire alle nuove norme intenti punitivi nei confronti della Magistratura è altrettanto falso in quanto il nuovo sistema disciplinare prevede negli organismi preposti sempre una assoluta maggioranza di magistrati. Le ragioni della riforma stanno molto semplicemente nell’intento di completare il percorso intrapreso con l’approvazione del nuovo codice di procedura penale ispirato al modello processuale accusatorio.

Percorso continuato con l’inserimento nella Costituzione del principio del giusto processo che prevede la parità tra l’accusa e la difesa di fronte ad un giudice che si vuole terzo. Oggi si vuole perfezionare tale terzietà separando la carriera del Pubblico Ministero da quella del Giudice. L’obiettivo è soltanto aumentare le garanzie per il cittadino e potenziare i suoi diritti.

Il sistema del sorteggio previsto per la composizione dei due nuovi CSM mira a liberare la Magistratura, composta da persone preparate e corrette, dalle logiche correntizie che, come rivelato dal caso Palamara, premiano coloro che sono politicizzati a discapito di chi produce sentenze, ordinanze, decreti. La giustizia penale è uno strumento profondamente invasivo che può distruggere un cittadino al pari della più grave delle malattie. Aumentare le garanzie, scongiurando le condanne di innocenti come Enzo Tortora, e fermare l’uso politico della Giustizia, prassi che tristemente ha afflitto il nostro Paese, non può che essere un avanzamento sul piano della civiltà.

Votare SI permetterà di collocare l’Italia nello stesso gruppo di democrazie mature ed evolute in cui esiste la separazione delle carriere.

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