Settimana Santa di Caltanissetta: il Comune ringrazia e archivia…

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La Settimana Santa di Caltanissetta si è conclusa (salvo un’appendice della Scinnenza rinviata al 17 aprile per il maltempo) e l’Amministrazione Comunale ha pubblicato un ringraziamento a tutte le Associazioni, la Diocesi e la cittadinanza “per la riuscita delle manifestazioni”.

Al di là del garbo istituzionale, un’Amministrazione che avesse avuto un progetto di promozione dell’evento più importante, antico e prestigioso, iscritto nell’identità cittadina e capace di richiamare migliaia di persone ogni anno, avrebbe dovuto presentare un report delle azioni programmate e realizzate dall’istituzione cittadina per comunicare e promuovere la città come polo di attrazione turistico culturale a livello nazionale ed internazionale, realizzando un modello di marketing territoriale efficace, adeguato al patrimonio inestimabile che le sacre rappresentazioni costituiscono.

Il valore economico della Pasqua nissena è stato persino studiato da un’architetta nissena, Stefania Lo Piano, che ha illustrato il suo studio in un evento dedicato al Lapidarium Moncada, come utile sollecitazione a considerare il nostro patrimonio antropologico, devozionale e culturale come una risorsa fondamentale per un modello di sviluppo del territorio.

Ma al di là delle parole e dei ringraziamenti formali chi amministra la nostra città non sembra avere le idee chiare su come valorizzare questa “materia prima” inestimabile, prodotta dalla tradizione secolare e dall’impegno di centinaia di protagonisti, radicata nella pietà popolare, intorno alla quale costruire un progetto di economia dei beni immateriali che potrebbe essere un punto di forza, e di speranza, per il futuro immediato del nostro territorio.

Stendiamo un velo pietoso sulla comunicazione degli eventi, che andrebbe curata tutto l’anno e in tutta Italia ed Europa, non nei giorni immediatamente precedenti con un irrisorio stanziamento per la copertura social, e proviamo a rispondere alla domanda: Come portare a Caltanissetta, nelle settimane della Pasqua e durante tutto l’anno, un flusso turistico costante ed economicamente significativo?

La pubblica amministrazione di questo dovrebbe occuparsi, non solo di elargire qualche contributo e sfilare ufficialmente nelle manifestazioni di popolo.

Quanti tour operator nazionali sono stati contattati e coinvolti per inserire Caltanissetta negli itinerari turistici organizzati?

Quali agenzie di turismo religioso italiane ed europee?

Quali organizzazioni degli emigrati e degli Italiani all’estero?

Esiste un progetto di marketing territoriale sulla fruizione dei beni culturali del territorio (almeno di quelli fruibili, sorvolando, per il momento sul disastro delle zone archeologiche nissene)?

Quanti studi specialistici di antropologia culturale, sociologia delle religioni, marketing turistico e dei beni culturali sono stati sollecitati all’attenzione delle università italiane ed europee (non solo con i concorsi scolastici locali) per fare conoscere al mondo accademico, che costruisce stabilmente la conoscenza, questo nostro patrimonio?

Quale programmazione sulla valorizzazione di edifici storici per musealizzare adeguatamente il patrimonio artistico legato alla Settimana Santa e renderlo interessante e fruibile tutto l’anno?

Quale ricerca di finanziamenti, regionali, nazionali ed europei, è in campo, specialmente ora che non arrivano più le “mance” della Regione che alimentavano il “sistema” su cui sta indagando l’autorità giudiziaria?

A che punto è la candidatura all’UNESCO di alcune manifestazioni (Scinnenza e Real Maestranza) che negli anni scorsi era stata avviata di concerto con altre Regioni e di cui non si hanno più notizie?

Quali rapporti sono stati costruiti con altre realtà analoghe italiane ed europee per una internazionalizzazione efficace?

L’amministrazione Comunale nissena si avvale di un Assessorato alla Settimana Santa, di un Assessorato allo Sviluppo Economico, di un Assessorato alla Cultura, di un Assessorato al Patrimonio e di uno ai Lavori Pubblici e, dulcis in fundo, di un Assessorato alla Identità Nissena, che in due anni avrebbero potuto costruire un progetto a avviarlo, mettendo a sistema tutto quello che le associazioni e i soggetti protagonisti della Settimana Santa producono autonomamente.

Di questo progetto di sistema non c’è traccia, anche se nel comunicato l’Amministrazione ha dichiarato che “Da domani saremo già al lavoro per l’edizione 2027, con l’obiettivo di rendere i nostri riti un patrimonio sempre più accessibile e conosciuto nel mondo”.

Sarebbe interessante conoscere in cosa consisterà questo “lavoro”. Non quello di chi la Settimana Santa la fa vivere, volontariamente, negli eventi e nelle celebrazioni, ma quello di chi dovrebbe e potrebbe farla diventare un motore di sviluppo economico del territorio e ancora sembra non avere le idee chiare rispetto a questa mission, che è prettamente politica, amministrativa, culturale.

Non è un lavoro per gli Uffici, per la macchina burocratica, a cui è sempre facile delegare. E’ un lavoro di pensiero, di progettazione, di costruzione di relazioni con gli operatori economici e sociali, in una parola è un lavoro della politica, che ha come compito principale trasformare le potenzialità e le risorse del territorio in realizzazioni di sviluppo, fatti innovativi, adeguati ai tempi.

Riusciranno i nostri Amministratori a immaginare e soprattutto a realizzare questo lavoro?

Non vorremmo essere costretti a rispondere negativamente

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