“Un saluto per due artisti”

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di Tina Duminuco

Pensavo di scrivere un saluto per Franco Spena che se n’è andato qualche giorno fa, anche se altri prima e meglio di me l’hanno già fatto, quando mi è arrivata la notizia che anche Turi Salamone ci ha lasciati…

Ha seguito le sue tracce come faceva da anni, quando all’interno del “Gruppo di Caltanissetta” creavano percorsi individuali, mentre cercavano insieme nuove strade. Se n’è andato appresso a lui con passo lento.  

Sto guardando la foto di gruppo in cui Franco suona il piano e Turi sorride sornione dentro la sua barba folta. Certo ognuno ha il suo destino ma a volte gli amici decidono, forse senza saperlo, e si danno strani appuntamenti.

Tante immagini che compongono discorsi sempre nuovi si affacciano alla mia mente: ricerca pittorica, ricerca poetica e filosofica portata avanti attraverso mostre spesso itineranti. Elementi grafici che diventano grafemi di un linguaggio universale perché nuovo e antico nello stesso tempo. Semi che diventano parole ma che potrebbero diventare alberi o cibo solo se volessero. Codici antichi ricostruiti ritagliando lattine e ridando così nuova vita allo scarto di questa società dei consumi.

Alcune di queste mostre si sono realizzate a Montedoro in quello che era un Centro Sociale e Culturale (oggi ristorante” Le Cupolette Rosse”) per iniziativa di Franco Spena e il contributo dell’amministrazione dell’allora sindaco Federico Messana:

1994 “Sensi di pace annunciata”

1995 “Lumina /Limina”

2002 “Parole in Vista” – momenti della scrittura visiva e del libro d’artista in Italia

2008 “Varial “-appunti per un discorso provvisorio

e,poi

2007 “ Riciclart” Liceo Scientifico “A.Volta” Cl

2007 “il Sacro nell’Arte Contemporanea” ufficio scolastico provinciale CL

Ad alcune di queste mostre ho partecipato anche io con grande piacere e questo mi ha stimolato in seguito a realizzare delle nuove esperienze proprio sulla relazione tra l’immagine e la parola (poesia visiva) e in seguito anche sul rapporto tra suono e segno perché ognuno cerca se stesso dentro ogni relazione.

La cultura, come un sasso gettato nell’acqua, crea cerchi che si allargano sempre di più, lo stimolo e il rapporto con le esperienze degli altri ci aiutano a crescere ed aprire nuove finestre e scoprire nuovi orizzonti.

Con Turi Salamone eravamo compagni di scuola all’Istituto d’ Arte F. Juvara. Ragazzi e ragazze, pieni di sogni e di entusiasmo in quegli anni in cui volevamo cambiare il mondo… e in qualche modo abbiamo provato a farlo con l’impegno politico e la ricerca artistica. Chi più e chi meno.

L’immagine che mi piace ricordare di Turi di è la performance realizzata per la mostra “Libertando” quando esce da una scatola in cui era “impacchettato”.

Rompere le scatole del perbenismo, dell’indifferenza, del qualunquismo, del potere, liberarsi e liberare. Creare, modificando sé stessi e gli altri.  

Entrambi questi artisti hanno lasciato segni del loro passaggio, costruito rapporti e generato cultura e bellezza. Ora liberi da un corpo che a volte diventa prigione staranno continuando, forse, a discutere e comporre immagini ritagliando pezzi di nuvole.

Buon viaggio amici.

Tina Duminuco

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