Un Sogno per la giustizia e per la pace

Tonino Cala
Tonino Cala 99 Views
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Sogno del 10.03.2026

Avevo letto una intervista fatta al costituzionalista Gustavo Zagrebelsky sulla prepotenza della politica governativa e dei politici di destra, nazionali e internazionali. Una intervista ragionata e serafica, argomentata e convincente. Nulla che potesse intimorire. Un confronto non acceso. Una riflessione pacata dell’ex presidente emerito della Corte costituzionale sulle distorsioni e sulle manipolazioni della maggioranza governativa.

Sognavo delle parole, un discorso che parlava contro le polemiche nel Paese, nella Nazione, nel Parlamento, nei social, in tv, dove qualcuno chiedeva di abbassare i toni e di non provocare l’avversario politico. Forse, era il saggio ed equilibrato Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. E c’erano degli applausi per chi sosteneva le Ragioni del No contro la prepotenza e il bullismo di una certa politica avventurosa e irresponsabile, come quella del presidente Donald Trump. Forse, vedevo il simbolo degli applausi di Whatsapp. Poi sentivo il ruggito di un Leone che scompariva nella notte.

Era coraggioso colui che si opponeva alla prepotenza dei politici della maggioranza politica, come era l’atteggiamento e la postura errata del presidente del Senato Ignazio La Russa che alzava la voce su tutti. Indegno gridare a quel modo, una carica istituzionale che dovrebbe rappresentare tutto il popolo italiano! Non si poteva ascoltare la retorica su Mussolini e sul fascismo, come se nulla fosse accaduto, le migliaia di morti inermi e la distruzione di una intera nazione. I partigiani avevano combattuto per la libertà e per la democrazia. Ma tanti cittadini erano caduti per l’ignoranza credulona nei confronti di un regime falso e violento.

Ma lo fanno tutti? Non penso. Sono urlatori? Sono banditori di pesce? Perché urlano se credono di avere ragione? Forse, è vero il contrario: non hanno ragione! Le ragioni del No al referendum sulla giustizia era, di fatto, un No alla prepotenza del potere politico e di governo. Urlare non è un argomento politico e non lo è l’offesa un argomento politico. Perché farsi del male?

Il mio era un sogno contro tutte le guerre e contro tutti i bulli per ottenere la pace. I politici di destra, nei loro dibattiti televisivi, potevano avere tutti ragione con quel frastuono di parole, in quella confusione di discorsi e di pensieri? Le persone mature sono persone responsabili, sono persone sagge e desiderano la pace, desiderano la serenità del dialogo tra posizioni diverse e contrastanti! Non c’era bisogno di urlare! E da sveglio mi veniva da pensare allo scritto “Per la pace perpetua” di Immanuel Kant. Non era semplice ottenerla.

Ma tutte quelle urla nei talk show disturbavano le mie orecchie e il mio sogno. Prima non riuscivo a dormire. Poi, di colpo, i toni si erano abbassati, come quando si fa zapping e si cambia canale alla ricerca di qualche programma rilassante o si riduce con il telecomando il volume della Tv. C’ero riuscito. Mi svegliavo tranquillo e riposato!”

da “Racconti apolidi” di Tonino Calà

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