Una battaglia civile che interroga le Istituzioni: la storia di Giuseppe Pasqualetto

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da M.E.D.A. riceviamo e pubblichiamo:

Il M.E.D.A. (Movimento Europeo Diversamente Abili), attraverso il suo Segretario Nazionale Massimo Nigro, lancia un appello potente e urgente alle istituzioni locali e al Direttore Generale dell’Istituto INPS, affinché venga verificata con attenzione la situazione del Sig. Giuseppe Pasqualetto di Caltanissetta 

Giuseppe, 62 anni, è un uomo che ha affrontato un calvario inimmaginabile, tra ricoveri incessanti e dipendenze quotidiane, una realtà assolutamente inaccettabile per chi, come lui, vive in una condizione di non autosufficienza. Ma la sua storia non è solo personale; essa solleva interrogativi fondamentali sulla giustizia sociale e sui diritti di ogni cittadino.

Dopo aver trascorso 90 giorni in coma vegetativo, oggi Giuseppe convive con disfagia ai liquidi, gravi difficoltà motorie, tremori e dolori costanti. Non è più l’uomo autonomo che era una volta; ora ha bisogno di assistenza anche per le azioni più basilari: bere, mangiare e muoversi. Le statistiche parlano chiaro: un punteggio di ADL 1/6 e IADL 1/8 testimonia una dipendenza quasi totale, ma questo non sembra sufficiente a coloro che decidono sul suo diritto all’accompagnamento.

Questa ingiustizia pesa su di lui, ma la sua voce, carica di indignazione e umanità, risuona forte: “Perché le strutture pubbliche certificano la mia condizione, mentre INPS e tribunale continuano a negare l’accompagnamento?”

La richiesta di Giuseppe va oltre il suo singolo caso. È un appello a tutti noi, una chiamata alla coerenza, alla giustizia e all’ascolto, principi fondamentali che dovrebbero guidare ogni sistema. Ogni giorno, Giuseppe vive in un corpo fragile, in un sistema che pare non riconoscerlo. La sua lotta è una battaglia civile che interpella le istituzioni, richiamandole al loro dovere di cura e protezione verso i più vulnerabili.

Il M.E.D.A. sarà al suo fianco e si impegnerà a coinvolgere tutti gli addetti ai lavori affinché a Giuseppe venga riconosciuto il diritto che gli spetta. La storia di Giuseppe è quella di un uomo che ha dato molto alla comunità, ha lavorato e costruito con dignità. Ora, mentre affronta una fragilità inaccettabile, ci ricorda che nessuno dovrebbe mai essere lasciato solo in una condizione di vulnerabilità.

Siamo di fronte a un problema collettivo: il diritto alla salute, alla dignità e a un intervento adeguato devono essere garantiti a tutti. Non chiediamo privilegi, ma giustizia. È tempo di attivare urgentemente i percorsi di sostegno previsti dalla legge, di esaminare le omissioni che hanno portato a questa condizione e di garantire un intervento umano e tempestivo. Non possiamo girarci dall’altra parte mentre qualcuno ha bisogno di noi: proteggere i vulnerabili è un compito che appartiene a ciascuno di noi e alle istituzioni che ci governano.

Chiediamo alle autorità competenti di prendere consapevolezza della propria responsabilità e di restituire a Giuseppe Pasqualetto ciò che ogni persona merita: ascolto, protezione e dignità. Facciamo sentire la nostra voce in questa battaglia civile, perché il benessere di ognuno di noi dipende dalla capacità della nostra comunità di guardare oltre e prendersi cura di chi ha bisogno.

Massimo Nigro
Segretario Nazionale

La Lettera è stata inviata al Sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro e al Tribunale per i diritti del malato

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