Una nuova stella è nata nel cielo notturno della Musica

Tonino Cala
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In Sicilia è nata una stella della musica: Delia Buglisi. Ascoltate i testi: una rivoluzione anticonformista e sovversiva, un libero pugno tirato allo stomaco della banalità di una Sicilia tutta mafia e ignoranza nera! Contro tutti i luoghi comuni di una Sicilia patriarcale e maschilista! Libera e solare è l’isola di Trinacria, la terra piena di vita abitata dalla cantante catanese!

Le dolci melodie e i ritmi dei tamburi martellanti sono quelli di una sicilianità arcaica, quasi tribale, “cantu” dei carrettieri di strada o dei banditori di pesce, di frutta e di verdura. Con la voce sanguigna che fa immaginare i volti accaldati e coloriti dei passanti, il lavorio quotidiano di una fatica enorme che non dà pace e non dà riposo.

È la Sicilia di Delia nel ricordo prossimo che incontra la sofferenza e il perdono di una isola bellissima e sfortunata che non si arrende al malaffare e alla mafia. Una terra nera, tra mare e cielo azzurri, nel grido di dolore che si fa vita, accorato appello al vivere, canto dolce e solare tra lutti e scomparse. E i giovani, traditi nella loro fiducia, che vanno via per assenza di prospettive. Costretti e non per libera scelta.

È questa la maledetta terra che ha il sapore del paradiso e tiene il lume della ragione nella notte oscura della tragedia greca, il vanto orgoglioso della “sicilitudine”, tra invettiva urlata al potere e “amuri di cori”, avrebbe recitato il poeta di popolo Ignazio Buttitta, non rassegnato né attraversato dal pessimismo illuministico dell’anarchico Leonardo Sciascia.

E non è forse questa la particolarità originale dell’essere siciliani, tra vita e morte, tutti cantori del maledetto destino e pur ansiosi di riscatto dallo stesso, in questo paradiso Sicilia abitato dai diavoli?

Con l’artista Delia Buglisi ci ritroviamo perché ci fa deliziare all’ascolto delle sue melodie, balli scatenati e inviperiti, sguardi sensuali e attraversati dall’eros, nel luogo terreno che più assomiglia all’eden della creazione divina!

Anche i morti parlano con gioia, quando la musica di Delia inonda lo spazio vitale della quotidianità per arricchirci con la sua voce, le sue sonorità, i suoi testi colti e pieni di riflessione che ci inducono alla speranza e ci spingono verso la vita.

Circa poi la polemica della sostituzione della parola partigiano con essere umano in “Bella ciao”, cantata da Delia al concertone del primo maggio 2026, siamo certi della buona fede della cantante siciliana, anche perché il partigiano era un essere umano e semmai non lo erano i fascisti degli esseri umani, ciò che distingue la sana lotta politica dalla violenta dittatura!

Trovo anche discutibile che un fascista possa amare la vita come fa Delia nelle sue canzoni e nelle sue esuberanti esibizioni artistiche.

Oggi celebriamo una grande artista, una grande cantante: Delia Buglisi, “fimmina” verace di Sicilia. Voce singolare e piena di vitalità, nel tanto imbambolato tran-tran del vivere quotidiano e del paludato e grigio spettacolo della musica e della politica.

Se il compito dell’arte è quello di smuovere le coscienze e i corpi sonnacchiosi dei cittadini e degli spettatori, Delia riesce con la sua musica ad offrirci stimoli culturali e speranze concrete per un futuro sociale migliore e a dimensione umana. Restiamo umani.

Tonino Calà

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