Usa e Israele attaccano l’Iran, raid su scuola nel sud: “Oltre 50 morti”. Teheran risponde con missili, Medio Oriente in fiamme

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La rappresaglia ha preso di mira Israele e obiettivi americani in tutta l’area del Golfo. L’ayatollah Khamenei trasferito “in una località sicura”, sua residenza distrutta. Un morto ad Abu Dhabi

ADNKRONOS – Usa e Israele hanno lanciato oggi sabato 28 febbraio un attacco all’Iran. Esplosioni a Teheran, ma anche a Isfahan, Qom, Karaj, Kermanshah e nella città di Tabriz. Teheran ha risposto lanciando a più riprese missili contro Israele e basi americane nel Golfo.

Raid su scuola, oltre 50 morti

Un raid di Stati Uniti e Israele nel sud dell’Iran ha colpito una scuola femminile: il bilancio è di 51 morti, ha reso noto la tv di Stato, che cita il governatore della contea di Minab, secondo cui altre 60 persone sono rimaste ferite.

“L’edificio distrutto è una scuola primaria femminile nel sud dell’Iran. È stato bombardato in pieno giorno, quando era pieno di giovani alunne”, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “Decine di bambini innocenti sono stati uccisi solo in questo sito – ha denunciato su X – Questi crimini contro il popolo iraniano non resteranno senza risposta”.

Gli obiettivi dell’attacco all’Iran

L’Esercito israeliano ha annunciato oggi di aver colpito nell’ovest dell’Iran “centinaia di obiettivi militari iraniani, compresi lanciamissili”, negli attacchi lanciati con gli Stati Uniti.

Sia la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, che il presidente, Masoud Pezeshkian, erano obiettivi dei raid che Israele ha condotto questa mattina sulla Repubblica islamica. Lo hanno riferito funzionari israeliani ad Axios. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Irna, Pezeshkian è “sano e salvo e non ha alcun problema”.

L’obiettivo dei raid condotti da Israele e Stati Uniti è “creare tutte le condizioni per la caduta del regime iraniano”, ha spiegato un funzionario israeliano di alto livello ad Axios, precisando che “il nostro obiettivo è l’intera leadership iraniana – politica e militare – passata, presente e futura. Gli sviluppi dipenderanno anche dalla misura in cui il popolo iraniano si ribellerà”.

Israele ritiene che sia stato eliminato il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, Mohammad Pakpour. Lo scrive il sito di notizie israeliano Ynet. Pakpour era stato scelto da Ali Khamenei come nuovo comandante dei Pasdaran, dopo la morte del predecessore Hossein Salami, ucciso in un raid israeliano durante la guerra dei 12 giorni della scorsa estate.

Secondo quanto riporta l’emittente israeliana Channel 12, che cita fonti israeliane coperte da anonimato, la residenza di Ali Khamenei è stata completamente distrutta. L’emittente precisa che non è chiaro se Khamenei si trovasse nel complesso. Il New York Times ha sottolineato come da immagini satellitari emergano danni importanti al compound di Khamenei a Teheran e come risulti il crollo di alcune strutture all’interno del complesso. In precedenza una fonte iraniana precisava che Khamenei non è a Teheran ed è stato trasferito “in una località sicura”.

E’ stata colpita anche la casa dell’ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejdad, riferisce sempre la tv israeliana Canale 12, senza precisare le sorti dell’ex presidente.

Israele stima poi “con alta probabilità” che nei raid aerei su Teheran sia stato eliminato Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di difesa dell’Iran e consigliere politico di Khamenei, riferisce Canale 12, che descrive Shamkhani come “l’uomo forte dietro il programma nucleare dei Pasdaran” e “tra le figure più estremiste del regime”.

Ma l’Iran fa trapelare che “godono di perfetta salute” i leader del Paese, compresi il presidente, Masoud Pezeshkian, il capo del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani. La notizia, diffusa dall’agenzia iraniana Fars, viene rilanciata dalla tv satellitare al-Jazeera.

“Mentre fonti israeliane hanno sostenuto che sono stati presi di mira il presidente e leader iraniani, fonti ufficiali all’interno del Paese riferiscono che godono di perfetta salute esponenti del regime, compresi i capi delle Forze Armate”, è la ‘risposta’ della Fars secondo la tv satellitare. Notizie in tal senso fatte uscire dall’Iran vengono rilanciate anche dal sito di notizie israeliano Ynet e includono anche la Guida Suprema, Ali Khamenei, e il capo della magistratura iraniana.

La risposta di Teheran

I Guardiani della rivoluzione hanno fatto scattare la risposta ai raid con un’ondata di “attacchi con missili e droni” contro Israele. Esplosioni sono state avvertite anche a Gerusalemme e Tel Aviv.

Il Medio Oriente è in fiamme. Secondo le tv satellitari arabe, la rappresaglia missilistica delle forze dei Pasdaran ha preso di mira obiettivi americani in tutta l’area del Golfo. Si segnalano attacchi, infatti, contro le basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.

Secondo quanto riferito da fonti iraniane, le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno preso di mira la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base di Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati e la base della Quinta Flotta in Bahrein.

Almeno una persona è rimasta uccisa ad Abu Dhabi, dopo che diversi missili sono stati lanciati dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa emiratina, mentre il governo ha denunciato l’attacco come “una flagrante violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale: ci riserviamo il pieno diritto di rispondere a questa escalation”. Diverse esplosioni sono state udite anche a Dubai, riferiscono troupe della Cnn a Dubai.

Diverse esplosioni sono state inoltre avvertite nei pressi del consolato degli Stati Uniti a Erbil, nel nord dell’Iraq. Lo hanno riferito all’Afp testimoni sul posto.

Trump: “Non avrete mai arma nucleare”

“I militari degli Stati Uniti hanno avviato grandi operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere gli americani eliminando le minacce imminenti provenienti dal regime iraniano”, ha affermato Donald Trump in un video diffuso su Truth. “Questo regime terroristico non potrà mai avere un’arma nucleare. Lo dico di nuovo, non potranno mai avere un’arma nucleare”, ha scandito il presidente Usa.

“Hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alle loro ambizioni” nel programma “nucleare” e “non possiamo più tollerarlo”, ha detto Trump nel video diffuso su Truth in cui ha accusato le autorità di Teheran di aver “tentato di ricostituire il loro programma nucleare” e di continuare “a sviluppare missili a lungo raggio”. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria – ha affermato – Annienteremo la loro Marina”.

Il presidente ha lanciato anche un messaggio ai Pasdaran. “Ai componenti dei Guardiani della Rivoluzione”, i Pasdaran iraniani, “alle Forze Armate, alla Polizia dico che dovete deporre le armi e avrete una immunità totale o sarà morte certa“, ha avvertito il presidente americano.

Quindi l’appello al popolo iraniano: “Prendete il controllo del vostro governo. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo, sarà vostro. Probabilmente sarà la vostra unica occasione per generazioni”. “L’ora della vostra libertà è a portata di mano“, ha scandito Trump invitando il popolo iraniano a stare al sicuro, a “non lasciare le case” perché “bombe cadranno ovunque”.

Poi, parlando al Washington Post ha ribadito: “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo. Voglio una nazione sicura, ed è quello che avremo”.

Israele: “Attacco preventivo”

Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di Israele“, aveva annunciato questa mattina il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.

Più tardi è intervenuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video diffuso su X secondo le dichiarazioni rilanciate dal sito di notizie Ynet: “Israele e Usa hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale rappresentata dal regime terroristico in Iran”.

“E’ giunto il momento per tutti i settori della società iraniana” di “liberarsi dal giogo della tirannia e creare un Iran libero e amante della pace”, ha affermato il premier israeliano. “Il nostro intervento congiunto – ha continuato in riferimento agli Stati Uniti – creerà le condizioni affinché il popolo iraniano coraggioso prenda in mano il proprio futuro”. “Il regime terroristico, sanguinario – ha scandito ancora – non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’umanità intera”.

“E’ un passo drastico e storico e ringrazio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per la decisione nella speranza porti un cambiamento storico per noi e per tutto il Medio Oriente”, le parole in un post su X del presidente israeliano, Isaac Herzog.

Il nome dell’operazione

 Il nome scelto da Israele per l’operazione è ‘Ruggito del Leone’, ha riferito il sito di notizie Ynet. Mentre ‘Operation Epic Fury’, ‘Operazione furia epica’, è il nome indicato dal Dipartimento della Difesa Usa per l’attacco all’Iran. Lo riporta il New York Times.

Lavrov parla con Araghchi: “Usa e Israele cessino attacchi”

Dura condanna della Russia agli attacchi americani e israeliani contro l’Iran. In una nota, il ministero degli Esteri di Mosca li ha definiti un'”avventura pericolosa” che minaccia la regione di una “catastrofe” e mira a ‘distruggere’ il governo iraniano perché si è rifiutato di sottomettersi al loro “diktat”.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con il collega iraniano, Abbas Araghchi, durante il quale ha sottolineato “la necessità di porre fine immediatamente agli attacchi” statunitensi e israeliani contro l’Iran e “di riportare la situazione verso una soluzione politica e diplomatica”.

“La guerra di Netanyahu e Trump contro l’Iran è del tutto non provocata, illegale e illegittima”, ha affermato Araghchi, in un post su X. Poi, parlando alla tv iraniana, ha avvertito che tutti i siti coinvolti nelle operazioni militari lanciate da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran sono “obiettivi legittimi”.

“Le forze armate iraniane considerano obiettivi legittimi i siti da cui sono state condotte le operazioni americane e sioniste, così come i luoghi legati a tutte le azioni intraprese contro le operazioni di difesa iraniane”, ha dichiarato Araghchi.

Sono sgomento. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi“, ha commentato in un post su X il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi – che ancora due giorni fa ha mediato l’ultimo round di colloqui tra Teheran e Washington – dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. “Né gli interessi degli Stati Uniti né la causa della pace globale sono ben tutelati da questo. E prego per gli innocenti che soffriranno. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra”, ha scritto il ministro, che ieri aveva incontrato il vice presidente JD Vance.

Quanto durerà l’attacco

Ufficiali degli Stati Uniti, si legge sul New York Times, affermano di prevedere che l’attacco all’Iran sarà molto più esteso rispetto ai raid Usa dello scorso giugno contro siti del programma nucleare della Repubblica Islamica.

Israele si prepara a diversi giorni di operazioni contro l’Iran e “anche di più, se necessario”, ha detto una fonte israeliana alla Cnn e anche due fonti Usa hanno confermato che le forze degli Stati Uniti si preparano a diversi giorni di raid.

Ma per il primo vice presidente dell’Iran, Mohammad Reza Aref, è “tutto sotto il controllo del governo”, afferma in dichiarazioni riportate dai media iraniani e rilanciate da quelli israeliani.

Houthi annunciano ripresa attacchi a navi nel Mar Rosso

Intanto gli Houthi, il movimento filo-iraniano che controlla ampie zone dello Yemen, tra cui la capitale Sana’a, hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi commerciali che transitano attraverso il Mar Rosso. Lo hanno riferito fonti ad al-Arabiya.

Il Consiglio politico supremo degli Houthi in una nota ha espresso “piena e ferma solidarietà alla Repubblica Islamica dell’Iran, alla sua leadership, al suo governo e al suo popolo”, condannando l'”aggressione criminale statunitense-israeliana”.

La nota di Palazzo Chigi

“In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”, si legge in una nota di Palazzo Chigi. “Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”, scrive Palazzo Chigi.

“Alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto questa mattina una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence”, si legge nella nota. Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente.

“Il Governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina“, scrive Palazzo Chigi.

Farnesina

“L’Unità di Crisi della Farnesina segue l’evoluzione degli eventi a seguito dell’attacco israeliano di questa mattina a Teheran”, riferisce l’account X della Farnesina, evidenziando i numeri che gli italiani possono contattare in caso di “emergenze”: l’Ambasciata d’Italia a Teheran al 00989121035062, l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv al 00972548803940, il Consolato Generale a Gerusalemme al 00972505327166 o la stessa Unità di Crisi al 0636225 o via mail all’indirizzo unita.crisi@esteri.it.

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