Sono 15 i Comuni della provincia di Caltanissetta dichiarati Comuni Montani dalla delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026 (pubblicata in GU n. 42 del 20 febbraio), il capoluogo e quasi tutta la zona nord: Acquaviva, Bompensiere, Caltanissetta, Delia, Marianopoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, Resuttano, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sutera, Vallelunga Pratameno e Villalba.
Quindici Comuni su 22 della provincia nissena e su 57 new entry (quasi il 30%) in totale in Sicilia. Questo delinea una serie di nuove possibilità per le zone interne dell’isola, le più colpite dallo spopolamento e dalla desertificazione economica, dalla fragilità del territorio e dalla fatiscenza delle infrastrutture.
Identificare un territorio con politiche di promozione dello sviluppo richiede però, urgentemente, capacità di progettazione coordinata tra gli Enti Locali, fare rete e individuare di priorità condivise: pensiamo al sistema della viabilità, delle comunicazioni, alla tutela del territorio, alla valorizzazione economica del patrimonio culturale e ambientale.
Il Libero Consorzio dei Comuni della provincia di Caltanissetta sarà in grado di svolgere questa funzione strategica, mettendo in campo una apposita task-force al servizio dei Comuni?
I Comuni daranno priorità, negli obiettivi dei propri uffici, alla ricerca dei finanziamenti possibili e all’istruzione dei progetti e delle pratiche relative?
O sarà l’ennesima occasione mancata di una Sicilia che non riesce a trasformare le sue potenzialità in concrete politiche di sviluppo?
In particolare gli interventi finanziabili prevedono:
Tutela del territorio
- l’adozione di linee guida per il recupero e la valorizzazione dei sistemi agro-silvo-pastorali;
- la promozione della certificazione delle foreste e delle produzioni agroalimentari locali;
- la tutela degli ecosistemi montani;
- iniziative per prevenire e mitigare gli effetti del cambiamento climatico e affrontare le criticità legate alla disponibilità di risorse idriche;
- contributi sotto forma di credito d’imposta per imprenditori agricoli e forestali.
Sviluppo economico
- credito d’imposta per piccole e microimprese guidate da giovani imprenditori sotto i 41 anni;
- agevolazioni per il lavoro agile nei Comuni montani;
- incentivi per l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni principali per soggetti sotto i 41 anni;
- contributi una tantum per ogni figlio nato o adottato residente in comuni montani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
- Servizi pubblici
- Il personale scolastico e sanitario che opera nei territori montani potrà beneficiare di:
- credito d’imposta per l’affitto di immobili ad uso abitativo;
- punteggio aggiuntivo nelle graduatorie provinciali di supplenza per chi presta servizio nelle scuole di montagna;
- ulteriori agevolazioni per il personale sanitario.
I requisiti per essere classificati Comuni montani corrispondono ad almeno uno dei seguenti criteri:
a) almeno il 20% della superficie del territorio comunale al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline, e almeno il 25% della superficie del territorio comunale con pendenza superiore al 20%, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline;
b) altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 350 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline, e almeno il 5% della superficie del territorio comunale con pendenza superiore al 20%, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline;
c) altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 400 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline;
d) altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri sul livello del mare;
e) i comuni con altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 300 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline, appartenenti a province con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri, riconosciute ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge 7 aprile 2014, n. 56, o della normativa regionale vigente alla data di entrata in vigore della legge 12 settembre 2025, n. 131.
La legge 131/2025 che ha normato la materia prevede ora una selezione ulteriore per individuare i Comuni destinatari delle agevolazioni fiscali, che renderanno attrattivi i territori per gli investimenti delle imprese e che potenziano le opportunità di finanziamenti per opere e servizi pubblici, con misure dedicate per i Comuni. Per esempio, permetterà agli Enti locali di attingere al Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), somme che, per l’erogazione del 2025, oscilleranno tra i 50 e i 70 mila euro per Comune, fondi destinati a servizi essenziali, incentivi per l’occupazione, manutenzione delle infrastrutture e contrasto allo spopolamento.
La rideterminazione dei confini dei Comuni montani ha un impatto diretto anche sul sistema scolastico, influenzando diversi aspetti organizzativi e normativi. Innanzitutto, le scuole situate nei nuovi territori classificati come montani ottengono automaticamentelo status di “scuole di montagna”, aprendo la strada a una serie di benefici previsti dalla normativa, tra i quali deroghe relative agli organici, che permettono di mantenere un numero di insegnanti superiore rispetto alle norme standard, e facilitazioni per la formazione di classi più numerose rispetto alla normativa generale, modifiche nei punteggi GPS, fondamentali per le graduatorie di istituto, migliorando le possibilità di assunzione e mobilità per i docenti che desiderano lavorare nelle aree montane.

