Riceviamo e pubblichiamo da un cittadino:
“Dopo aver subito un grave incidente stradale, il medico ortopedico mi ha prescritto una risonanza magnetica con priorità ‘entro 10 giorni’, necessaria per accertare i danni riportati e avviare le cure riabilitative.
Ma la risposta ottenuta dal CUP dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta ha il sapore dell’assurdo: la prima disponibilità per eseguire l’esame sarebbe tra sei mesi, e non nei tempi previsti dalla prescrizione.
È una vera ingiustizia sociale, mi ritrovo immobilizzato, con dolori e incertezza sulla reale entità delle lesioni, e sono costretto a mio malgrado a rivolgermi al settore privato. Oltre al danno dell’incidente, anche la beffa di una sanità che non riesce a tutelare chi ha bisogno immediato di cure.
Una vicenda che non riguarda solo il singolo, ma rappresenta uno spaccato delle difficoltà di migliaia di cittadini. L’accesso agli esami diagnostici in tempi congrui non è un favore, ma un diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela la salute come ‘fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’.
Il paradosso è che, per lo stesso esame, il sistema privato offre date immediate, ma a costi elevati, creando di fatto una sanità a doppia velocità: chi può permetterselo paga, chi non può resta bloccato in liste d’attesa interminabili. I privati convenzionati sono disponibili per maggio 2026. Oppure a pagamento domani.
Un problema che, a Caltanissetta come in tutta la Sicilia, continua a generare rabbia e sfiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie, mentre i cittadini restano vittime di un sistema che sembra tradire la sua missione più alta: curare chi soffre. La sanità pubblica continua a mostrare crepe profonde, al punto da trasformare in odissea ciò che dovrebbe essere un diritto garantito dalla Costituzione: il diritto alla salute”.
David Alú
Pochi giorni fa il Direttore generale dell’Asp di Caltanissetta ha annunciato le strategie messe in atto, fino ad azzerare, le liste d’attesa.
Si legge nella nota: “Seguendo le indicazioni dell’Assessorato della Salute, le nuove strategie rivestono carattere innovativo, rispetto a quelle utilizzate nel passato, che hanno comunque consentito all’ASP di Caltanissetta di garantire la totalità delle prestazioni (viste ed esami strumentali) classificate in ‘U’ (urgenti secondo la metodologia RAO – Raggruppamento di Attesa Omogenei, che devono essere erogate entro 72 ore ) e che hanno determinato nel tempo, per le prestazioni classificate in ‘B’ (Brevi , da erogare entro 10 giorni dall’accesso al CUP) livelli di performance maggiori dell’83%.
A tale scopo è in fase di realizzazione un ‘percorso dedicato’, per quegli utenti con richiesta di prestazioni con priorità ‘Breve’ previste dal Piano nazionale di Garanzia dei Tempi di Attesa (PNGLA) , rappresentato dalla creazioni di Agende Fast Trach .
Per la redazione del suddetto programma, che sarà attivo già dai primi giorni di ottobre, e che attualmente è in fase di sperimentazione e verifica per alcune Agende, è stato coinvolto il personale medico, infermieristico e tecnico dell’ASP , consentendo già oggi di non creare ulteriori liste d’attesa per le prestazioni ‘Brevi’.
Inoltre sono stati avviati i tavoli tecnici con l’Ordine dei Medici di Caltanissetta, le principali sigle sindacali dei MMG/PLS ed i Direttori di Struttura Ospedalieri delle principali patologie che rivestono carattere di specifico rischio di cronicità (Diabete, BPCO, Ipertensione Arteriosa, etc) al fine di definire i bisogni di salute secondo i modelli di stratificazione della popolazione come previsto dal DM 77/2022, mirando ad una sempre più concreta integrazione dei servizi territoriali ed ospedalieri, che si completeranno tra l’altro, con quanto già offerto dal Privato Accreditato, con l’obiettivo nel medio periodo di ottimizzare le risorse disponibili dando una migliore qualità in termini di offerta di salute”.

