E’ stata bocciata, dopo una lunga e movimentata discussione durante il Consiglio comunale del 12 novembre, la mozione a firma dei consiglieri del gruppo del Partito democratico, Francesca Cammarata e Marco Imera, sulla richiesta di un’ordinanza comunale sugli orari delle attività danzanti e musicali. La proposta di ritirare la mozione per rinviarne la trattazione è stata rifiutata. L’esito della votazione è stato di 6 favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti.
Ad intervenire il capogruppo del centro sinistra sancataldese, Maurizio Lombardo che in un comunicato scrive: “Comprendiamo perfettamente come, seppure con largo anticipo, sia iniziata a suon di propaganda la lunga volata che condurrà San Cataldo alle prossime amministrative. Ne è prova l’ennesima boutade del locale PD che, vedendosi bocciata dal Consiglio Comunale una mozione finalizzata a regolamentare ”gli orari delle attività danzanti e musicali”, non ha perso tempo per tacciare di “immobilismo e mancanza di visione” i consiglieri di maggioranza e non, che avevano sollevato diversi dubbi sulla richiesta avanzata. Dubbi peraltro, a nostro giudizio piuttosto fondati, rispetto ai quali gli stessi consiglieri che si erano poi visti costretti a respingere la mozione, avevano invitato il PD a ritirarla e ad approfondire con scienza e coscienza assieme a tutti gli altri gruppi consiliari l’impatto di una dilatazione notturna delle attività in parola rispetto alle statuizioni vigenti. E sì, perché i consiglieri PD dimenticano forse che una disciplina comunale esiste già e, più precisamente, l’Ordinanza Sindacale n. 11 del 28 luglio 2023 che regolamenta, tra le altre, le attività di intrattenimento musicale e danzante sul territorio comunale, occupandosi in particolare: degli orari di inizio e termine della diffusione di musica (in atto 20:00–01:00 in estate e 20:00–24:00 in inverno); delle soglie di impatto sonoro ovvero dei c.d. requisiti acustici (max 70 dB fino alle 22:00 e 60 dB dopo le 22:00) imposti dal D.P.C.M. 16 aprile 1999 n. 215 che regolamenta la materia in attuazione alla Legge 447/1995. Non che tali limiti temporali e non già quelli immodificabili di inquinamento acustico rappresentino il Vangelo; certo se ne può discutere, ma certamente non si può accusare di remare contro i giovani o gli imprenditori del settore, chi dissente o più semplicemente vuole valutare con maggior giudizio l’effetto su chi il giorno dopo deve alzarsi per andare a lavorare o su un neonato, un allettato e chi più ne ha più ne metta, ovvero garantire il sacrosanto diritto al riposo. Troppo semplice e se non è propaganda questa, allora cos’è? Siamo sfiorati dall’idea che la ferma determinazione a portare avanti la mozione nella piena consapevolezza della sua bocciatura, fosse stata ampiamente prevista per poi atteggiarsi a vittime di un pensiero di retroguardia. Non si può ridurre il tutto in uno scontro tra giovani musicofili dediti al ballo e chi di notte vorrebbe riposare. Ci sia consentito di affermare che gli attuali orari siano ragionevoli, ma certamente non ci sentiamo, come ci hanno definiti, immobili e privi di visione; stiamo semplicemente, guidati dal buon senso, con i piedi per terra. Altra piccola chiosa riguarda la differenziazione tra musica dal vivo o mediante apparecchi di diffusione sonora ed i trattenimenti danzanti. La prima è consentita, senza alcuna procedura autorizzativa, all’interno di locali pubblici o all’aperto nelle aree di pertinenza, nel pieno rispetto dei requisiti acustici regolamentati dalla legge e non certamente attraverso Ordinanze Sindacali e nel rispetto degli orari, questi sì, stabiliti dal Sindaco.La seconda tipologia di attività, ovvero il trattenimento danzante, soggiace invece al regime autorizzativo previsto dal Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), ancorché nel pieno rispetto delle diverse normative di settore regolanti la materia, quali quelle di sicurezza demandate ai Vigili del Fuoco, quelle sanitarie delegate all’ASP, quelle di natura urbanistico-edilizia di competenza del Comune ed infine (e sicuramente non per ultime)quelle relative al rispetto dei requisiti acustici all’esterno dei locali da dimostrare con apposita perizia fonometrica, sia in sede di richiesta di autorizzazione che al sopralluogo della Commissione sui locali di pubblico spettacolo in caso di capacità ricettiva superiore a 200 persone. Ed anche nel caso della procedura semplificata prevista per i locali di capacità ricettiva inferiore a quest’ultima soglia, ovvero con istanza, progetto e perizia giurata di un tecnico da prodursi allo Sportello Unico del Comune (SUAP), la normativa di settore può essere disattesa. E non ce ne voglia il PD, per i balli all’aperto potremmo invece attenerci alla regolamentazione del Carnevale di Rio de Janeiro. In conclusione, invece di farla così lunga, prima con mero atteggiamento propagandistico e poi con censure fuorvianti e sterile vittimismo, sarebbe bastato chiedere al Consiglio di pronunciarsi sul prolungamento delle attività di cui si parla fino alle ore piccole. Nel ribadire che tutto risulta già ampiamente ed univocamente regolamentato, non pensiamo affatto che il risultato del voto, anche in quest’ultima ipotesi, sarebbe stato diverso da quello dell’altra sera”.
Anche il Movimento 5 Stelle di San Cataldo è intervenuto sulla questione: “Attività danzanti: quando la realtà disturba la propaganda. A San Cataldo, a quanto pare, è già Carnevale. E non per le danze, ma per le maschere politiche che si indossano quando si vuole far passare una bocciatura per censura, e una mozione inconsistente per visione strategica. Il PD locale ha presentato una mozione per regolamentare gli orari delle attività danzanti. Peccato che quegli orari… siano già regolamentati. Da un’ordinanza comunale, la n. 11 del 28 luglio 2023, che stabilisce orari, limiti acustici e rispetto delle normative nazionali. Ma si sa, leggere le ordinanze è meno scenografico che gridare all’immobilismo. Eppure le ordinanze sono scritte in perfetto italiano!! La mozione, peraltro, era incompleta, priva di analisi, e utile quanto un ombrello in una giornata di vento!! Non tutelava né chi lavora nel settore, né chi ha diritto al riposo. E invece di aprire un confronto serio, si è preferito il teatrino con i soliti spot propagandistici che a distanza di anni ci hanno davvero stancato. Una narrazione comoda, quanto falsa ed è questa purtroppo la qualità di contributi che il PD sta apportando all’Amministrazione. Un’altra “prova” del perché hanno abbandonato la maggioranza quando potevano governare, per andarsi a rifugiare ai banchi dell’opposizione da dove è molto più semplice demandare ad altri le scelte fondamentali. Una logica fuori da ogni logica. Peccato però per loro perché proprio tra quei banchi di opposizione, ci sia anche chi nonostante abbia un ruolo di opposizione, riesca comunque ad emergere con interventi e idee brillanti che li fanno sfigurare anche tra quei banchi!! Chi ha chiesto di approfondire non è un guastafeste, non è privo di iniziativa o di visioni a lungo termine, non è contro i giovani, né contro chi lavora nel settore come urlato al megafono propagandistico!! È qualcuno che pensa anche a chi la mattina si alza presto per andare a lavorare, a chi ha un neonato e anche e soprattutto a chi è malato!! Ma anche a chi lavora nei locali che ha bisogno di regole chiare e non di slogan! La musica dal vivo? Consentita, nei limiti di legge. Gli intrattenimenti danzanti? Soggetti ad autorizzazioni, per motivi di sicurezza, salute pubblica e rispetto acustico. Inoltre forse qualcuno del PD pensa che basti un post su Facebook per cambiare il Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Siamo tentati di pensare che la mozione, sia stata pensata apposta per essere bocciata, così da poter dare adito a questo atteggiamento a vittime del “sistema”. Soprattutto, dopo che i consiglieri che l’hanno bocciata, si erano anche resi disponibili a rivederla insieme quindi una vera assurdità!! Ma forse è solo un caso.. O forse no.. Ma un riconoscimento invece gli va fatto.. su come siano stati bravi a fare il copia e incolla di due interventi durati diversi minuti riprendendo soltanto alcune parole del discorso, distorcendo il significato su un argomento di senso compiuto diverso!! In ogni caso, se davvero si voleva discutere di un’estensione degli orari, bastava dirlo. Senza effetti speciali. Senza vittimismi. Senza trasformare il Consiglio Comunale in un palcoscenico. Noi restiamo con i piedi per terra. Con il buon senso e con la ferma volontà di tutelare tutti: chi lavora, chi riposa, chi investe, chi vive. E se proprio si vuole ballare… almeno che si balli sulle note della verità”

