dal Direttore responsabile della testata online Caltanissetta401.it , Sergio Cirlinci, riceviamo e pubblichiamo:
La nostra testata e, in particolare, il profilo del Direttore Responsabile, sono da troppo tempo oggetto di una campagna di segnalazioni e blocchi sistematici e inaccettabili sulle piattaforme social, con l’evidente scopo di silenziarci e impedire il libero svolgimento dell’attività giornalistica.
Una storia che si ripete, ma con un’intensità preoccupante.
I continui tentativi di bloccare il profilo Facebook, e non solo, del Direttore lo hanno costretto a creare svariati profili alternativi, tutti regolarmente e successivamente bloccati. Ma il bersaglio non è solo il singolo.
Una storia di ostruzionismo che si ripete
La prima grave intimidazione risale al settembre 2019, quando il gruppo Facebook originale, “Caltanissetta 4.0”, fu fatto chiudere dopo una raffica concertata di segnalazioni. L’amministratore, senza perdere tempo, creò lo stesso giorno l’attuale gruppo, “Caltanissetta 4.01“, che a oggi vanta circa 8.000 iscritti. Tuttavia, da quel momento, le segnalazioni e i blocchi temporanei non hanno mai avuto tregua anche se diradati nel tempo.
L’escalation ha toccato un punto inquietante quando, oltre ai fastidiosi ma costanti “consigli amicali” di essere più “calmi”, l’amministratore trovò nella cassetta della posta una lettera dal tono inequivocabilmente minaccioso, atto che lo costrinse a presentare poi formale denuncia alle autorità competenti.
L’attacco al giornale online
Nell’agosto del 2024, divenuto nel frattempo giornalista, ha fondato questa testata online, consapevole che l’attività del gruppo social era costantemente “legata a un filo”. Dopo un periodo di relativa calma, le attività di ostruzionismo e segnalazione su Facebook sono riprese con veemenza dal maggio scorso, come da alcuni screenshot pubblicati sotto, arrivando a essere oggi giornaliere.
L’azione di disturbo ha però superato i confini del singolo social network. I recenti tentativi di blocco hanno preso di mira persino l’accesso ai servizi di Google, Microsoft e Instagram, con tutti i gravi problemi operativi che ne conseguono. Sebbene la situazione sia al momento sotto controllo, grazie a misure immediate che hanno risolto il tutto, è chiaro che siamo di fronte a un’azione mirata, non solo scorretta e moralmente deprecabile, ma che, nei casi di hackeraggio, diventa pienamente illegale.
La nostra posizione è una: Nessun passo indietro
Riteniamo che questo genere di attività debba cessare immediatamente. Tali manovre non sono più riconducibili a un semplice “giochino” social, ma rappresentano un pericoloso segnale che si sta cercando di impedire la pubblicazione non solo sui social, ma di limitare o addirittura impedire lo svolgimento della nostra attività giornalistica sul giornale online.
La nostra determinazione riguarda sia una questione di principio, quella cioè di far valere il sacrosanto diritto alla libertà di espressione e di stampa e anche un atto di rispetto nei confronti di tutti coloro che ci seguono sui social e che ci leggono direttamente su internet.
Stiamo mettendo in campo azioni concrete volte a identificare l’autore o gli autori di questi blocchi e, non appena i loro nomi saranno noti, verranno immediatamente denunciati alle autorità competenti e pubblicamente.
Questo attacco frontale alla diffusione di informazioni costituisce un grave segnale e brutto precedente, un segnale che dovrebbe richiamare l’attenzione e la solidarietà dei colleghi giornalisti e degli organismi di controllo sulla libertà di stampa.
Non ci faremo intimidire. La nostra voce non verrà spenta.
E’ nostra intenzione, non appena avremo elementi validi di rivolgerci alla Polizia Postale, al Garante per la Protezione dei Dati Personali (Garante Privacy), pur sapendo che si occupano principalmente di altro, ma può essere un utile in caso di cyberbullismo o diffusione non autorizzata di dati personali.
Segnaleremo questa situazione anche all’Ordine dei Giornalisti, considerato che questi blocchi e le minacce sembrano volti a impedire l’esercizio dell’attività giornalistica, chiedendo all’Ordine di prendere atto della situazione e di intervenire nelle forme che riterrà più opportune per la tutela dell’attività professionale e al quale segneremo anche il mancato ricevimento di alcuni comunicati ufficiali.
Di fronte a questa inaudita e costante aggressione alla libertà di informazione, come comunicato in questo articolo abbiamo deciso di adottare un segnale forte.
In sintesi come segno di protesta e per richiamare l’attenzione di tutte le autorità e degli organismi di controllo, il gruppo Facebook “Caltanissetta 4.01” e la testata giornalistica online Caltanissetta401.it hanno sospeso ieri ogni pubblicazione a partire dalle ore 14:00 alle alle ore 06:00 di questa mattina.
Siamo tornati online per continuare a fare il nostro lavoro, con la determinazione di sempre e la volontà di identificare e denunciare gli autori di queste azioni.
La Redazione e l’amministratore del gruppo social

