da Roberto Gambino riceviamo e pubblichiamo:
I fatti recenti che hanno riempito le pagine dei giornali, non evidenziano un “sistema Cuffaro” ma un sistema politico generalizzato di cui Totò Cuffaro è solo la punta dell’iceberg.
Gli ultimi sviluppi sul fronte aperto dal caso Amata, legato ad altro sistema in cui risulta protagonista anche il presidente Galvagno, rendono finalmente chiarezza su altre connivenze e affari di famiglia di cui si sono resi protagonisti altri componenti della maggioranza che supporta il governo Schifani, questa volta appartenenti a Fratelli D’Italia.
La dichiarazione dell’ex presidente Nello Musumeci più di un’ammissione di responsabilità, la definirei la ufficializzazione di un sistema gestito da tutte le parti politiche, incluso il suo governo.
Non c’è destra e non c’è sinistra, il governo Crocetta non penso fosse esente da queste condotte, soprattutto se si analizza l’attività del senatore della porta accanto Lumia ed i collegamenti con il sistema Montante attraverso l’assessore alle attività produttive Vancheri.
Detto questo è più che evidente che non è una singola parte politica ad essere malata ma è l’intero sistema e il sistema non si cambia soltanto mettendo in galera i responsabili, ci saranno altri che resteranno a farlo sopravvivere.
Il sistema lo devono cambiare gli stessi partiti presenti nell’odierno scacchiere politico, ma prima gli stessi devono cambiare al loro interno.
Non è vero che i partiti sono tutti uguali, non è vero che i politici sono tutti ladri, ci sono dei buoni politici che lavorano esclusivamente per il bene comune e non si fanno corrompere, ci sono politici che si rifiutano di raccomandare per fare vincere un concorso, ci sono politici che si rifiutano di entrare nel merito di gare d’appalto, ci sono politici che non raccomandano nessuno per fare superare le liste d’attesa, ci sono politici onesti.
La soluzione esiste e sta nella moralizzazione della politica, oggi tutti gridano allo scandalo per il “sistema Cuffaro” ma lo stesso sistema sino ad una settimana fa era ritenuto normale.
Era normale raccomandare una persona in un concorso, era normale nominare i manager della sanità in base al loro “padrino” politico, era normale nominare il presidente dell’AST cedendo di fatto i voti di una formazione politica a Schifani trasformandoli in tessere di Forza Italia, era normale lottizzare la più prestigiosa spiaggia di Palermo con l’ausilio di imprese in odor di mafia, era normale nominare staff improbabili all’interno della nuova organizzazione del libero consorzio, era normale assumere in una partecipata al 100% pubblica dipendenti senza un briciolo di pubblica evidenza e l’elenco del “era normale” potrebbe estendersi all’infinito.
A questo punto possiamo sicuramente affermare che tutto questo non è normale e che non si limita esclusivamente al “sistema Cuffaro” che non esiste perché è l’intero sistema politico ad essere messo sotto accusa, perché si è finalmente capito che tutto ciò che sembrava normale non lo è affatto.
A questo punto cosa è opportuno fare?
Innanzitutto deve dimettersi immediatamente Schifani perché i frutti del “sistema politico”, sono in atto in piena attività e non basta sbattere in galera i politici responsabili, occorre fare pulizia generale senza distinzione di bandiere.
Occorre andare subito al voto, scegliendo candidati alla presidenza e assessori specchiati, incensurati, con esperienza di gestione politica di alto livello anche negli enti locali, ma anche i candidati nelle liste devono avere le medesime caratteristiche e non bastano i certificati penali ed i carichi pendenti, i partiti devono avere il coraggio di buttare fuori i “campioni di voti” che ricattano i loro elettori con metodi illegali e talvolta anche mafiosi, occorre tagliare la testa alla politica sporca e farlo con il coraggio di cambiare.
Tangentopoli cambió l’Italia alcune decine di anni fa, anche allora era tutto “normale”.
Dobbiamo trasformare ciò che ieri era ritenuto “normale” in politicamente immorale e questo devono farlo i partiti dal loro interno se vogliono sopravvivere.
A questo punto, in mancanza di un serio esame di coscienza da parte della politica a cui dovrebbe seguire la conclusione di questa legislatura, il popolo dovrebbe assaltare il palazzo ma il popolo ha un’arma più forte, la scheda elettorale.
Adesso gli elettori sono consapevoli e possono cambiare sicuramente il corso degli eventi.
Nei momenti di maggiori crisi non ci sono strategie politiche che tengano, in questi momenti decide il Popolo e io spero che il Popolo decida prima possibile.
Roberto Gambino (ex sindaco e consigliere comunale di Caltanissetta)

