Una storia quasi sconosciuta quella degli IMI (Internati Militari Italiani) i 600.000 soldati dell’esercito italiano che durante la seconda guerra mondiale furono arrestati e deportati nei campi di concentramento tedeschi. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’Italia venne occupata dall’esercito nazista e i militari italiani che si rifiutarono di combattere sotto il comando tedesco furono deportati, non considerati prigionieri di guerra ma “internati” e trattati senza nessuna garanzia della Convenzione di Ginevra del 1929, esclusi persino dagli interventi della Croce Rossa internazionale.
Alcuni di loro furono arrestati perché scelsero la Resistenza rifiutando di schierarsi con i nazifascisti e subendo la prigionia nei campi di concentramento. Pochi riuscirono a tornare a casa, molti morirono tra la fame, le sevizie, le condizioni di lavoro disumane e le sofferenze fisiche e psicologiche.
Le vicende di questi soldati sono state ricordate a Riesi, all’Istituto “Carlo Maria Carafa” nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio, attraverso la presentazione del libro del prof. Carmelo Locurto, docente e giornalista, che ha studiato le vicende degli IMI di Serradifalco e le ha pubblicate in un volume che è stato presentato agli studenti.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Anpi di Riesi retta dal dott. Giuseppe Calascibetta e con l’Istituto scolastico superiore riesino retto dalla dirigente scolastica dott. Adriana Quattrocchi. A moderare l’incontro è stata la prof. Maria Tina Piazza.
In apertura la dott. Quattrocchi ha sottolineato l’importanza di alimentare la memoria attraverso momenti di riflessione che consentano ad ognuno di costruirsi una propria identità storica, sociale e culturale.
La storia degli IMI ha da subito riscosso interesse e curiosità negli studenti, anche perché quasi tutti i presenti hanno ammesso di non averne mai sentito parlare. Il dott. Calascibetta, invece, ha rimarcato il ruolo della memoria per la crescita delle future generazioni ed ha sottolineato come gli Imi costituiscono un patrimonio storico e culturale da ampliare.
E’ stato annunciato che, prossimamente, sarà pubblicato un libro sulla storia degli IMI di Riesi. Il prof. Carmelo Locurto ha parlato di alcune delle loro storie, e in particolare, di quella di Cataldo Migliore, cavia umana sottoposta a esperimenti sulla malaria a Dachau, ma anche le vicende di Imi costretti a subire violenze e sopraffazioni. A conclusione dell’evento, ha invitato gli studenti alla riflessione e a coltivare la memoria come patrimonio di valori irrinunciabile per tutti e per ognuno mettendo in guardia sul fatto che la storia può ripetersi e che spetta ad ognuno di noi evitare che ciò accada.



