Più Uno: “I siciliani hanno diritto di sapere che fine hanno fatto i loro soldi”

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dal movimento PIU’ UNO riceviamo e pubblichiamo:

Il ciclone Harry ha devastato la Sicilia. Due miliardi di danni stimati. Lungomare cancellati. Ferrovie interrotte con rotaie sospese nel vuoto. A Niscemi, 1.500 persone sfollate per una frana che ha reso il paese a rischio isolamento. A Lampedusa, la banchina commerciale – unica arteria vitale dell’isola – rischia il collasso. Linosa è letteralmente tagliata fuori, con la viabilità cancellata.

Più Uno Sicilia e il suo leader – Ernesto Maria Ruffini – non accettano la retorica dello ‘Stato vicino ai cittadini’. Non accetta che si nomini l’ennesimo commissario ‘con ampi poteri’ come se fosse un favore e non un dovere istituzionale. Non accetta che si parli di ‘segnale di solidarietà‘ quando famiglie, imprese e intere comunità hanno perso tutto“.

È quanto si legge in una nota del movimento. “I siciliani – sottolinea Ruffini hanno diritto di sapere che fine hanno fatto i loro soldi. Senza trasparenza sulla spesa passata, ogni promessa futura è aria fritta. La Sicilia non è una periferia da dimenticare tra un’emergenza e l’altra. È il cuore del Mediterraneo, esposto in prima linea alla crisi climatica. Trattarla da emergenza permanente invece che da priorità strategica è un errore politico prima ancora che morale“.

PIÙ UNO – San Cataldo Claudio Vassallo

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