“La salute della persona anziana”, due giorni di dibattito e proposte su una priorità del nostro sistema sociale

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La salute della persona anziana: Cronicità, Diritti, Caregiving”, due giorni di analisi e di dibattito al Convegno dell’APS “Noi per la salute – Tina Anselmi” insieme all’Ordine dei Medici di Caltanissetta, intorno ad un tema fondamentale per la comprensione dei cambiamenti sociali in atto nel paese europeo più anziano, l’Italia, e nella città in cui gli over 65 sono 13.823 su 58.045, il 23,5% della popolazione.

Gli anziani sono dunque una componente fondamentale della società nissena, più numerosi dei bambini e ragazzi (da 0 a 19 anni sono 10.546, solo il 17,8% della popolazione), ancora più eloquente la differenza tra nascite (378 nel 2024) e decessi (659) con un saldo negativo di 281 unità all’anno.

A fronte di questi dati emergono preoccupanti le criticità del sistema socio-sanitario, che sono state l’argomento del Convegno, al quale hanno partecipato, portando il loro saluto, il Vescovo, Mons. Mario Russotto, il Sindaco Walter Tesauro e l’assessore alle politiche sociali Ermanno Pasqualino, mentre significativamente assenti tutti i vertici dell’ASP e delle strtitture sanitarie.

Puntuali nella documentazione e nelle proposte costruttive tutte le relazioni. Sabato 30 gennaio sono intervenuti Giuseppe Pastorello (presidente di “Noi per la salute-Tina Anselmi), Giovanni D’Ippolito (presidente dell’Ordine dei Medici), Michele Rizzo (“Stratificazione della popolazione come strumento della programmazione sanitaria”), Giuseppe Paruzzo (“La testimonianza della Caritas”), Federica Falzone (“Il valore dell’anziano nella rete sociale e culturale. L’esperienza in Emilia Romagna”), Maurizio Nicosia (“Anzianità e disabilità”). Moderatore lo psicologo Piero Cavaleri.

Giuseppe Lombardo, anche lui psicologo, ha moderato i lavori della giornata di sabato 31 gennaio, a sottolineare l’approccio multidisciplinare di intervento sulla condizione anziana. Interventi di Marco Trabucchi, psicogeriatra (“La vecchiaia non fa paura”), Claudia Marchese Ragona (“Problematiche dell’assistenza alla persona anziana”), Luigi Scarnato (“La cura del cuore nella terza età”), Gaetano Aloisi (“Geriatria per acuti. Curare ed avere cura. Esperienza di un ospedale della Lombardia”) e Mariapia Garavaglia, Ministra della Sanità nel 1993-1994 (“Il Servizio Sanitario Nazionale: continuità della legge 833/78 e valore della storia di Tina Anselmi”).

L’impostazione di tutto il dibattito ha puntato a inquadrare la condizione dell’anziano e di tutte le sue patologie nel contesto sociale in cui vive, con un approccio olistico e la prevenzione come priorità.

Il dottor Michele Rizzo, vicepresidente di Noi per la salute-Tina Anselmi, ha scandito un percorso alternativo di presa in carico e di follow up proattivo, precoce e personalizzato, che valuti anche le caratteristiche psico-sociali e comportamentali dell’anziano, stratificando i diversi livelli di rischio, di cronicità e di fragilità dei soggetti e la complessità dei bisogni di salute e di benessere a 360°. Emerge la necessità di un’assistenza personalizzata, che riduca l’ospedalizzazione e garantisca l’equità nell’accesso ai servizi.

Purtroppo la Regione Sicilia non tiene il ritmo richiesto dal Piano Nazionale Cronicità, la cui attuazione fa registrare grandi discrepanze tra le diverse regioni, con uno svantaggio del Meridione ormai consolidato.

In Sicilia il Fascicolo Sanitario Elettronico per ogni assistito  è ancora un miraggio, così come i reparti di geriatria, occorrerebbe un cronoprogramma definito con tappe intermedie, che razionalizzi e incrementi le risorse e metta in pratica monitoraggio e valutazione dei risultati per superare e correggere le criticità.

Ben diverse le realizzazioni di altre regioni: la dott. Federica Falzone ha illustrato la sua esperienza in Emilia Romagna, dove è stata costruita una rete di servizi anche socio-culturali e buone pratiche di arteterapia che hanno dato ottimi risultati. Il dottor Gaetano Aloisi ha riferito della sua esperienza di specialista geriatra nell’ospedale di Brescia, dove il “prendersi cura” degli anziani, anche in casi acuti, è sempre organizzato in sinergia con i servizi territoriali e molti livelli di prestazioni sanitarie si cominciano a svolgere anche a domicilio. Geriatri anche nei pronto soccorso e “codice argento” per le patologie degli anziani ed un approccio multidisciplinare e multiprofessionale.

La giornata di sabato ha visto l’intervento di due personalità importanti di livello nazionale: il prof. Marco Trabucchi, caposcuola della geriatria in Lombardia e l’on. Mariapia Garavaglia, parlamentare e ministro della Sanità nel governo Ciampi 1993-94.

Il prof. Trabucchi ha scandito le componenti dell’approccio terapeutico all’anziano fragile: soma, psiche, ambiente e relazioni, indicando gli obiettivi (conservare l’autonomia del soggetto, comprensione vera del bisogno, accompagnare le solitudini, evitare il dolore delle famiglie, evitare l’ageismo di una società che scarta i fragili, e formare i caregiver, “angeli del nostro tempo”). Fondamentale è analizzare e comprendere la complessità, senza semplificare, ma con attenzione verso la sofferenza, curiosità culturale, generosità. L’Intelligenza Artificiale sarà utilissima per ricostruire l’anamnesi e le possibili esperienze terapeutiche da considerare, ma non dovrà sostituirsi alle scelte che determinano il futuro della cura, perchè assumerebbe un ruolo prevaricatore che annienterebbe la responsabilità del medico.

L’on. Mariapia Garavaglia, ricordando la figura di Tina Anselmi, madre della riforma sanitaria (legge 833/78) ha sottolineato come il diritto alla salute, sancito nell’art. 32 della Costituzione, sia l’unico diritto ad essere definito “fondamentale” e come la sua piena realizzazione sia un requisito qualificante per la democrazia. In questo orizzonte la legge 833, con l’universalismo sostanziale del Sistema sanitario Nazionale, è stata una rivoluzione democratica, ma soltanto nel 1993 è stato varato il Piano Sanitario nazionale, per cui “la nostra accidia ha consentito alla politica di non attuare tutta la legge 833”. Oggi si richiede un salto di qualità, non spezzettare in ministeri diversi le competenze (salute, disabili, ecc) ma integrarle in un unico Ministero della Sicurezza Sociale (sanità, disabilità, competenze sanitarie di INPS, INAIL, etc) perchè curare il benessere e la dignità delle persone richiede un approccio integrato e non burocratico-amministrativo.

Molto partecipato e vivace il dibattito in tutte due le sessioni di lavoro, che ha coinvolto numerosi esponenti del mondo associativo impegnato nel territorio sui temi della salute.

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