Obesità malattia sociale al centro di un Convegno scientifico a Caltanissetta

fiorellafalci
fiorellafalci 127 Views
5 Min Leggere

E’ la patologia della “società del benessere”, anche se nei secoli in cui in Occidente prevaleva la povertà, poteva essere considerata segno di buona salute: l’obesità, che alcuni studi internazionali valutano come la prima causa di morte prevedibile nel mondo, è stata oggetto di un Convegno scientifico promosso da Federica Vinciguerra e Carlo Casile, rispettivamente componente del direttivo regionale e referente regionale dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame), con il responsabile scientifico Vincenzo De Geronimo.

Al Centro culturale “Michele Abbate” di Caltanissetta specialisti e studiosi hanno discusso su “L’obesità come patologia cronica: una sfida condivisa per superare lo stigma e integrare la cura”, proponendo già nel titolo i due concetti chiave: patologia cronica da curare e stigma sociale che segna pesantemente chi ne è affetto, portando con sé tante altre conseguenze patologiche. Sempre più emergenti le connessioni tra obesità e depressione, insicurezza psicologica, crisi di autostima e di adattamento al contesto sociale.

L’obesità può essere associata a oltre duecento complicanze. Prima di tutto il diabete. Oggi la medicina affila le armi e consegna ai professionisti farmaci efficaci, oltre alla chirurgia bariatrica, in un intersecarsi tra medicina territoriale e centri specialistici.

“L’obesità – afferma Federica Vinciguerra – è riconosciuta come malattia. Le evidenze scientifiche dimostrano che ha delle basi biologiche, non è una scelta di vita e l’innovazione terapeutica fornisce farmaci molto efficaci. Ciò ci consente di trattare il paziente con obesità esattamente come trattiamo i pazienti affetti da altre malattie croniche”.

La sala gremita al centro Abbate, d’altronde, ha dimostrato quanto sia importante discutere sull’obesità,
considerata “una pandemia mondiale riconosciuta in Italia come patologia – dichiara Gianfranco Gruttadauria, responsabile dell’unità operativa di Diabetologia all’Asp di Caltanissetta – Diabete e obesità sono strettamente correlati perché l’obesità rappresenta il principale fattore di rischio per sviluppare il diabete, specialmente in soggetti che hanno familiarità. È necessario, dunque, intervenire molto prima della possibile insorgenza del diabete, specialmente in un soggetto ad alto rischio”.

La complessità della tematica interessa la medicina in maniera trasversale, chiamando in causa competenze diverse e spesso la necessità di un approccio multidisciplinare. E’ quanto ha sostenuto il dottor Giovanni D’Ippolito, presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Caltanissetta

L’obesità “deve essere considerata – dettaglia Giovanni D’Ippolito – una malattia cronica ed evolutiva e l’importanza di parlarne è duplice: la formazione per gli addetti ai lavori e l’informazione sull’importanza di sani stili di vita”. Stile di vita che è alla base di tutte le terapie.

Alimentazione e corretti stili di vita rivestono un’importanza assolutamente strategica, in quanto ognuno di noi “sceglie come alimentarsi e come muoversi – spiega Lucia Frittitta, professore ordinario di Nutrizione umana all’Università di Catania – Questo è importante quanto svolgere una regolare attività fisica che ci consente di vivere in salute e anche più a lungo”.

Non secondari gli effetti negativi della diffusione dell’obesità sull’efficienza del sistema sanitario nel suo complesso.

L’obesità “ha un’elevata prevalenza, è la più diffusa e ha anche una maggiore incidenza in ambito dell’endocrinologia metabolica – sottolinea Roberto Baratta, medico endocrinologo nel reparto di Endocrinologia all’Arnas Garibaldi a Catania e presidente regionale dell’associazione Medici diabetologi– ed
è anche associata a una serie di complicanze, se ne contano oltre 200, che hanno un impatto sul sistema
sanitario e sulla necessità delle persone che soffrono di questa malattia. Oggi abbiamo a disposizione dei nuovi farmaci efficaci e sicuri per il trattamento di questa malattia cronica in tutte le fasce d’età”.

Strategico il trattamento contro l’obesità per prevenire tutta una serie di altre patologie, come ha argomentato Silvio Buscemi, presidente della Società Italiana Obesità: Curando l’obesità “si prevengono e si curano tante altre malattie come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e perfino i tumori. Ad oggi c’è un’ampia fetta di popolazione che non ha una diagnosi di obesità. Basti pensare che solo il 40 per cento della popolazione obesa ha ricevuto una diagnosi. Dalla diagnosi, alla cura, al trattamento. Ma c’è tanto da fare. La qualità è un percorso, certo, che non si può realizzare dall’oggi al domani. Ma se ci rimbocchiamo le maniche e ci lavoriamo, andremo sicuramente nella direzione giusta”.

Condividi Questo Articolo