La guerra civile è terminata tanti anni fa! Da docente democratico e liberale quale sono, per l’insegnamento della Storia, nelle scuole di ogni ordine e grado, ho parlato del fallimento dei tre Totalitarismi: fascismo, nazismo e comunismo!
Laicamente e senza pregiudizio, ho fatto lezione sulla lotta liberazione dei partigiani contro il nazifascismo e sulle Foibe, ricordando gli italiani infoibati dal regime di Tito, parlando dei principi e dei valori costituzionali della nostra Repubblica democratica.
Lo sanno i colleghi che votano e che hanno votato a destra! Per conoscenza ho fatto ascoltare anche “Faccetta nera” e “Bella ciao”! Anche se di sinistra, sono stato un docente democratico bipartisan! Fuori dalla scuola facevo politica di sinistra.
Il Giorno della Memoria e il ricordo dell’Olocausto dovrebbe riguardare tutti i democratici. Gli alunni, quando cresceranno, decideranno loro per chi votare e con chi schierarsi. La Storia va raccontata tutta.
Non ho mai incontrato uno di destra che fosse convinto di insegnare la lotta antifascista contro il nazifascismo! Contro il comunismo sì, e non a caso, perché andava bene parlare degli orrori di Stalin e non di Mussolini e di Hitler!
Mi chiedo: ha un senso oggi, nell’anno di grazia 2026, manipolare la Storia a proprio piacimento per motivi di propaganda politica? I tre totalitarismi sono stati sconfitti! I fatti della Storia sono quelli che sono e non possono essere cambiati! Noi siamo per le libertà democratiche e dovremmo essere tutti concordi sui principi e sui valori della democrazia. Se fosse così, bisognerebbe capire a chi conviene fare certi discorsi odiosi e divisivi?
Per quale motivo bisogna contrapporsi sui temi ideologici del passato, violenti e fanaticamente faziosi, che dovrebbero essere superati quando i problemi politici e sociali dell’attualità sono ben altri? Si vogliono agitare i fantasmi dell’autoritarismo poliziesco per minacciare il pubblico dissenso e tacitare il pensiero critico e democratico?
Il tema razzista di “Faccetta nera” non è il tema della vera libertà dalle dittature di “Bella ciao”. I vincitori e i vinti potevano essere la stessa cosa per la Storia? I morti di entrambi le parti, fascisti e oppositori per la libertà democratica, potevano essere la stessa cosa? Si poteva avere pietà per chi aveva sbagliato ed era morto per una causa sbagliata!
A distanza di tantissimo tempo si può affermare che la guerra civile fu una grande tragedia, senza azzerare le differenze storiche e senza cancellare i diversi destini politici della Storia.
Il 10 maggio 1996, dopo la sua elezione a Presidente della Camera, Luciano Violante pronunciò un famoso discorso che rappresentò una svolta storica mirata alla riconciliazione nazionale. Nel suo discorso di insediamento, Violante propose di rileggere la storia italiana, superando le divisioni ereditate dal fascismo e dalla guerra fredda, riconoscendo dignità anche alle storie di parte avversa, pur ricordando vincitori e vinti, chi era dalla parte giusta e chi era dalla parte sbagliata. Gli italiani non hanno mai fatto i conti con la loro Storia recente!
Oggi la Destra, la destra erede del MSI, è al potere e governa l’Italia. Le sue politiche sembrano riproporre antichi schemi e vecchie battaglie ideologiche che sono in contrasto con la post-modernità della società attuale. La premier ci sembra indisponibile al confronto democratico sulle questioni di merito quali il lavoro, la giustizia, la sanità, la scuola, il fisco, l’età pensionabile, i diritti civili, la laicità dello Stato e tanto altro.
Allora, con spirito laico e non partigiano, ci chiediamo cosa intende fare la Meloni: se restare in mezzo al guado di una resistenza ideologica che si nega al cambiamento o se desidera spezzare l’incantesimo regressivo della contrapposizione politica per mero vantaggio propagandistico ed elettorale?
Tonino Calà



