“Sei tutto quello che ho” romanzo fantasy di Mariella Buono presentato a San Cataldo

Chiara Milazzo
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E’ stato presentato il nuovo romanzo di Mariella Buono, esattamente il nono libro della scrittrice sancataldese, alla Sala Borsellino del Comune di San Cataldo, luogo che si presta in maniera ricorrente ad incontri culturali, come hanno affermato nei saluti istituzionali il sindaco Gioacchino Comparato e la vicesindaco e assessora alla Cultura Marianna Guttilla, presenti all’incontro, soffermandosi sulla soddisfazione di ospitare questa volta una concittadina.

Sei tutto quello che ho” è il titolo scelto, dal quale è partito il giornalista Gandolfo Maria Pepe, relatore dell’incontro. “Ci sono libri che si leggono e libri che si sentono – ha detto – 283 pagine da leggere tutto d’un fiato, in cui si parla di una famiglia siciliana che nasconde un segreto e dell’Amore con la A maiuscola” – ha continuato, prestando attenzione a non svelare l’intrigante trama.

Moderatore dell’incontro è stato l’ingegnere Gaetano Alù, presidente dell’associazione Prima Vera, che ha proposto ai numerosi partecipanti un profilo dell’autrice.

Già dalla copertina del libro, edito dalla casa editrice In.edit di Lorenzo Franzoni-Bologna, si evince il conflitto: alle spalle di una donna un lupo bianco e un lupo nero. In ognuno di noi c’è il lato “buono”, una possibilità di salvezza dal “cattivo”.

Nucleo dell’incontro, arricchito dalle letture di Monica Cazzetta e Sarah e Sophia Bonanella, è stato il dialogo tra l’autrice e la professoressa Gabriella Di Carlo, presidente del Club Rotary San Cataldo.

Il romanzo è un genere nuovo per la scrittrice. Si tratta infatti di un fantasy, ma – ha affermato – è soprattutto una storia di legami, eredità emotive e di scelte. Il soprannaturale è il linguaggio per raccontare qualcosa di profondamente umano. La mia musa è stata mia nipote Giulia a cui ho dedicato il libro, una promessa a lei, che anni fa mi ha chiesto di scrivere un fantasy”.

Le vicende di una famiglia segnata dal sangue dei licantropi, dove la protagonista Anastasia scopre una verità che cambierà la sua vita, si svolgono sulle scogliere del Tindari. “Il luogo, il mare, la luna sono anch’essi personaggi vivi del romanzo – ha detto l’autrice – C’è la Sicilia in questo libro, dove traspare amore. Quel posto lo conosco bene ed è bellissimo, quindi non ho avuto difficoltà. E poi ci sono la mia terra, le mie radici. Ho visto il promontorio sotto un altro aspetto, quello della magia, del mito, della leggenda. E’ un luogo perfetto, di confine tra luce e oscurità, dove le famiglie si amano e si proteggono con il silenzio di un segreto scomodo, mentre una tragedia aleggia. C’è un amore impossibile che mette in discussione tutto, ma lei, siciliana, sceglie di combattere anche quando amare fa male, quando il destino è beffardo, pur di salvare la vita del figlio Andrea”. La donna protagonista è sempre una figura ben delineata, che affronta i problemi, non viene salvata ma combatte per spezzare una maledizione su suo figlio: “Noi Possiamo scegliere chi essere”. L’umanità convive con il mito dei licantropi e viene fuori il lato buono, le forze che coesistono dentro di noi.

Mariella Buono vuole suscitare emozioni che spingono ad andare avanti, al centro c’è qualcosa di umano e il cuore pulsante della storia è la maternità. Ciò che noi ereditiamo senza sceglierlo, la protagonista lo cambia combattendo. “Questo libro parla a chiunque abbia mai amato fino a perdersi”.

“Non è stato solo parlare di un libro – ha concluso – È stato un condividere di emozioni interiori delle forze che agiscono dentro di noi. Il linguaggio per raccontare qualcosa di profondamente umano. Parlare della nostra Sicilia ha evocato le radici della nostra terra”.

A conclusione dell’evento culturale l’artista Giovanni Gurrieri ha donato un ritratto alla scrittrice.

Tra i ringraziamenti finali, è emerso quello al professore Nuccio Mula, che ha curato la prefazione alla saga, docente universitario, giornalista, scrittore e poeta, scomparso da qualche settimana, a cui Buono ha voluto dedicare l’incontro

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