di Edvige Presti
Stamattina, tra l’alba e l’aurora, sul profilo dei monti il cielo è color dell’oro, proprio come ci suggerisce il termine “aurora” che deriva dal latino aurum, che significa “oro”.
Nubi grigio-blu, sottili come dita che accarezzano, si sovrappongono in alcuni punti al color oro, cosicché i due colori sembrano giocare tra loro creando un’intesa simile a una musica. Riecheggiano le parole di Omero, che già ci parlava dell’aurora dalle “lunghe dita rosate”. La parola che mi suggerisce oggi il sorgere del giorno è “Armonia”.
Armonia era una divinità greca, figlia di Ares, dio della guerra, e Afrodite, dea della bellezza e dell’amore; una figura associata alla concordia e all’equilibrio. Armonia come concordanza di elementi diversi che si uniscono tra loro creando un insieme piacevole e coerente. Si capisce allora come le differenze non debbano “spaventare”, anzi possano essere un arricchimento perché, trovando il giusto accordo tra di loro, danno origine a una perfetta sintesi. Questa, infatti, deriva dall’unione di elementi diversi che trovano un loro equilibrio gradevole come una sinfonia.
Vivere in comunione con il mondo e con gli altri richiede allora un’apertura e un’accoglienza delle differenze, un rapportarsi all’esterno cercando sempre aggiustamenti per trovare un accordo con esso; è un po’ come una sorta di danza che nel movimento ricerca equilibrio e armonia (evocando La Danza di H. Matisse).
In fondo tutta la nostra vita è una danza leggera in cui cerchiamo un punto di incontro con gli altri e con il mondo, un’intesa non sempre immediata, anzi talvolta difficile, perché si tratta di valorizzare l’altro ma senza annullare noi stessi; e come in un’orchestra strumenti diversi si intonano per suonare un’unica musica, così anche noi abbiamo bisogno di “accordarci” al mondo contribuendo, attraverso il nostro personale e irripetibile suono, a creare un’unica, universale armonia.
La visione del cielo di stamattina mi invita dunque a cercare la mia personale “melodia”, accarezzando il mondo come fa l’aurora dalle “lunghe dita rosate” di Omero.
Edvige Presti
nell’immagine un disegno di Edvige Presti

