“Non ci sono più i Festival di una volta”…

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dal post di Ivana Baiunco

Non ci sono più i festival di una volta signora mia.” Quello di quest’anno è noiosissimo. Al netto di Uvetta Budini di Raso della splendida Pilar Fogliati che ha portato un po’ di aristocrazia e ironia, sul palco, niente di niente.

Gli abiti usciti dal peggior armadio vintage che si possa aprire. Anche ieri sera Laura Pausini non ha convinto. Stabilito che sta meglio in pantaloni il black e white della performace con Lauro è stata l’unica nota positiva dei due giorni di outfit.

Pilar Fogliati in Armani alla prima uscita abito sbagliato effetto bagnato, stoffa sbagliata colore che non le donava non mi chiedete il nome del colore che nonostante conosca quasi tutto il pantone a memoria non riesco a decifrarlo. Too much orecchini e spille. Unico abito da sera visto sul palco è stato quello indossato per la seconda uscita firmato da Cavalli, nero, un ritorno al glamour più classico, contaminato da elementi che lo smorzavano la seriosità.

Tutto il resto è stato tanta banalità da Lillo che non ha fatto ridere nonostante lo sforzo, che non si rinnova in repertorio e stile, ormai i suoi balletti alla moonwalking li conosciamo a memoria. Il sussulto se così lo possiamo chiamare ce lo ha dato Lauro in total white con camicia annodata con fiocco di gran tendenza ma il pezzo forte era la collana di Damiani che ci ha fatto sognare, diamanti rubini e una pietra di opale da 60 carati. Achille Lauro è sexy. Forse il ricciolo sulla fronte è un po’ demodé oramai.

È sceso dalla scala anche Gianluca Gazzoli sul pantalone troppo largo per essere da smoking: ho poco da dire giacca in velluto presa al supermercato. Il re dei podcast sul palco, marito, padre, strizza l’occhio ad un pubblico giovane da un lato ed a quello di Dio, patria e famiglia dall’altro. Dargen D’Amico novello Otelma e Fulminacci con un completo comprato a Porta Portese e vestito al buio.

Patty Pravo stupenda in velluto rosso. Ma quanto dona questo stile retrò a Levante: il verde acqua che tra l’altro è un colore difficilissimo; eppure, lo indossava da Dio. Vi stupirò. Elettra Lamborghini è l’unica che ha dietro le spalle uno studio di immagine serio; che possa piacere o meno lei è kitsch ma è tutto ragionato anche la polemicuccia sui festini collaterali.

Il coro dei ragazzi dell’Anfas unico momento magico e il ritorno all’incoraggiamento a Niscemi “un abbraccio deve resistere.” Mi aspettavo molto di più dalle Bambole di Pezza, come dice una mia amica sembravano vestite ognuna per andare in un posto diverso. Ci vestiamo per dare un messaggio è vero, ciascuno lo fa, ma vestirsi da uomo e fare le portavoce del femminismo in conferenza stampa, bah anche quello ha un po’ stancato.

Prima o poi si finirà pure di dire e Carlo Conti è un campione in questo: la mamma d’oro ad una atleta olimpica che ha vinto la medaglia d’oro a San Remo. Povere sono donne e fanno anche le campionesse oltre alle mamme che è la funzione reale per la quale sono nate. Che retorica della banalità. Ridateci Drusilla Foer e la sua ironia, Marco Mengoni, Loretta Goggi che canta maledetta primavera. Oppure date una bella ripulita a Sanremo scrostatelo della patina di antico e di un pò di muffa camuffata da nuvole e chiamte intanto con nuovi autori , vestitelo di scrittura e rendetelo moderno.

Ivana Baiunco facebook 26 febbraio 2026

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