Gino Paoli, canzoni di pensiero che hanno raccontato la nostra vita e la nostra anima

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Gino Paoli ha attraversato quasi un secolo di storia italiana e ha lasciato nella musica popolare il segno di una svolta: ha trascritto il pensiero nelle sue canzoni, la riflessione sull’amore lontana dalla retorica, in quei primi anni ’60 in cui l’Italia si scopriva proiettata verso un benessere sconosciuto, che rischiava di mangiarle l’anima.

Cantautore, tra i primi, ha rivoluzionato lo stile dei cantanti tradizionali, abbandonando il tono tenorile e quello sdolcinato dei concorrenti, pur avendo mezzi vocali straordinari, privilegiando il ragionare cantando, l’introspezione delle vite complicate, come la sua, con i suoi tanti amori, le crisi, il tentativo di uccidersi, la pallottola che per tutta la vita ha continuato ad abitare nel suo cuore.

Smontare la retorica della canzone popolare è stata un’operazione rivoluzionaria, che ha fatto scuola: quella scuola genovese che ha espresso grandi artisti e grandi autori, con De Andrè, Lauzi, Tenco, i fondamentali della canzone d’autore italiana.

Si può cantare l’amore e rappresentare le trasformazioni di una società mutante, i cambiamenti delle mentalità, le contraddizioni che ci attraversano nel nostro vissuto, senza proclami ideologici ma implacabilmente rigorosi con i sentimenti che ci abitano e che riflettono un sentire condiviso, anche se quasi sempre inespresso, non sempre leggibile, a noi per primi. L’artista ha il compito di raccontarli nelle sue storie per farceli comprendere, e Paoli lo ha fatto come pochi altri.

Impegnato anche nella società civile, deputato della Sinistra Indipendente per una legislatura, spirito libero ma disponibile per le cause difficili, come quella dell’Armenia o del terremoto de L’Aquila, o per la difesa dei diritti degli autori contro la pirateria musicale.

Le sue canzoni, scritte negli ultimi 70 anni, raccontano da sempre la vita di chi le ascolta, senza tempo, ancora oggi, classici fuori dai canoni, parole libere che liberano il cuore. Senza falsa allegria

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