Il vecchio gasometro di via Angeli è finalmente in via di ristrutturazione. Uno dei simboli della modernità della Caltanissetta ottocentesca, capitale industriale dello zolfo, abbandonato per decenni al degrado, sta per essere restituito alla città, ed è prevista la sua destinazione a Museo dell’Identità Cittadina.

In questi giorni Ettore Garozzo, già assessore al Centro Storico per alcuni mesi nella Giunta di Roberto Gambino, ha rilanciato sui media una sua proposta di istituzione di una Fototeca cittadina, che raccolga le immagini significative per la storia e l’identità della Caltanissetta degli ultimi due secoli. Immagini istituzionali e immagini in possesso delle famiglie nissene, che possano ricomporre una “carta di identità” visiva, una memoria da studiare e tramandare come documentazione della vita pubblica e privata del territorio.
Le fotografie sono documenti preziosi per la storiografia degli ultimi due secoli, importanti quanto i documenti cartacei e maggiormente capaci di restituire la visione della vita reale aprendo nuovi percorsi alla ricostruzione storica e sociologica della vita delle comunità.
Abbiamo chiesto ad Ettore Garozzo di illustrare meglio la sua idea.
Come nasce l’idea della fototeca cittadina nel vecchio gasometro?
Da fotografo ritengo opportuno e necessario che una collettività si prenda cura di raccogliere, curare, catalogare e rendere fruibili le immagini che nel tempo si sono accumulate e si accumulano attorno agli accadimenti che la coinvolgono.
Durante il mio breve incarico da Assessore al Centro Storico di Caltanissetta per la Giunta Gambino, lavorai affinché il ristrutturando Ex Gasometro della città potesse divenire “Museo della Storia e dell’Identità Cittadina” e quindi luogo di raccolta, consultazione ed esposizione anche delle immagini che nel tempo hanno creato il grande patrimonio esistente.
Come coinvolgere i cittadini e le famiglie nissene nel condividere e selezionare le immagini significative in loro possesso?
La costituzione della Fototeca Cittadina sarebbe l’occasione per raccogliere e catalogare le immagini che i singoli privati e i fotografi vorranno condividere con la collettività in vario modo. Per fare questo occorre ovviamente la disponibilità dell’Amministrazione attiva la quale, oltre ad essere “proprietaria” dei luoghi, dovrebbe finanziare e strutturare l’iniziativa.
Come rendere la Fototeca un luogo vivo, frequentato dai giovani e dagli studiosi, come esporre le immagini per renderle fruibili?
Accumulate e rese fruibili, le immagini rappresenteranno una utilissima “banca” a disposizione di chiunque vorrà conoscere i cambiamenti che la città e il nostro territorio hanno avuto nel tempo. Ovviamente l’iniziativa sarebbe una ottima occasione per rendere coesa la collettività attorno al desiderio di andare a ritroso nel tempo con la propria narrazione per immagini.

Come potrebbe essere gestita la fototeca?
La gestione della Fototeca Cittadina dovrebbe essere basata sull’uso delle nuove tecnologie a disposizione e si dovrebbe basare sulla esperienza accumulata dalla Biblioteca Scarabelli con la quale dovrebbe collaborare a stretto contatto. Altre città in Italia hanno già da anni una o più fototeche e questo può essere d’aiuto per avere modelli gestionali ai quali fare riferimento.

Render dello studio dell‘arch. Giuseppe Rumeo

