Centro storico, dubbi e criticità: FP CGIL e COBAS CODIS contrari al trasferimento del Centro per l’Impiego

redazione
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dai Sindacati FP CGIL e COBAS CODIS riceviamo e pubblichiamo:


In merito a quanto emerso sulla stampa negli ultimi giorni riguardo al trasferimento delle lavoratrici e dei
lavoratori del Centro per l’Impiego nei locali della Banca Tonioli e San Michele di Corso Umberto I
a
Caltanissetta, le OO.SS. FP CGIL e COBAS CODIS chiariscono con fermezza la propria posizione.
Siamo pienamente favorevoli alla rivitalizzazione del centro storico del capoluogo nisseno. Tuttavia,
riteniamo che l’operazione prospettata non sia in grado di produrre alcun reale impatto economico e
sociale.
Si tratta, infatti, di un trasferimento che riguarderebbe al massimo circa 60 unità, considerando entrambe
le sedi di via D’Acquisto e via Sallemi. Un numero esiguo che, peraltro, si inserisce in un contesto di utenza
caratterizzata da una limitata capacità economica,
trattandosi prevalentemente di persone in cerca di
occupazione.
Ci chiediamo, pertanto: può davvero questa operazione rappresentare lo slancio annunciato per il rilancio
del centro storico?

A nostro avviso, il risultato sarebbe opposto: maggiori disagi per utenti e lavoratori, senza alcun beneficio
concreto per il territorio.
Riteniamo necessario affrontare la questione con serietà e trasparenza, ponendo interrogativi
fondamentali. In particolare, rispetto alle risorse del PNRR (Missione M5 – Inclusione e coesione,
Componente C1 – Politiche del lavoro, Intervento 1.1), ci chiediamo se e in che misura i Comuni possano
orientare gli avvisi pubblici con scelte di natura politica, come la delimitazione di specifiche aree urbane.

Quanti Comuni, tra quelli interessati a livello nazionale, hanno adottato criteri così restrittivi? È previsto il
trasferimento anche della sede di via Sallemi, con conseguente cessazione dei contratti di locazione
in
essere? Quanti immobili, nella sola zona A1, possiedono realmente i requisiti richiesti? È possibile emanare
un bando “esclusivo”, cioè che escluda, anziché creare la più ampia concorrenza, quindi “inclusivo”?

Sono alcune delle domande legittime, che meritano risposte chiare, al fine di evitare letture superficiali e
polemiche sterili.
Suggeriamo, pertanto, di aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti economici interessati, comprese
le OO.SS.
, con l’obiettivo di contribuire concretamente a un progetto serio e strutturato di rilancio del
centro storico,
che riguardi in modo organico sia la zona A1 sia la zona A2, nel pieno rispetto delle norme vigenti.

S: Pagaria (FP CGIL) – P. Licari – S. Rugnone (COBAS CODIS)

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