“San Cataldo: una città per tutti”. Studenti in carrozzina per capire le barriere: “L’accessibilità è un diritto, non un favore”

Chiara Milazzo
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San Cataldo. Una mattinata intensa ed educativa quella vissuta mercoledì da alcuni studenti dell’Istituto Carducci, protagonisti del “Progetto di Vita Indipendente”, promosso da Federica Raimondi insieme all’associazione NessunOstacolo ODV, presieduta da Giuseppe Palermo. Sono i giovani alunni della 2 E della scuola secondaria di primo grado con i professori Umberto Ilardo e Giuseppe Sberna e gli scolari delle 2 E e F della primaria accompagnati dalle docenti Valentina Urso, Clementina Giallombardo, Laura Amoribello e Giusy Cammarata, che hanno preso parte a un’esperienza di cittadinanza attiva che li ha portati a confrontarsi direttamente con il tema dell’accessibilità urbana.

Un laboratorio esperienziale in cui gli studenti, divisi in due gruppi, si sono alternati nell’uso delle carrozzine e anche di passeggini, sperimentando in prima persona ostacoli quotidiani come marciapiedi senza scivoli, strettoie, dislivelli e altri come automobili posteggiate sulle banchine o vegetazione, parcheggi per disabili occupati abusivamente.

Scopo finale dell’iniziativa, accolta con entusiasmo dal dirigente scolastico Salvatore Parenti, è l’inserimento dei dati raccolti nell’applicazione creata appositamente “Mappatura delle barriere”, scaricabile dal sito nessunostacolo.org e dove ogni cittadino può inserire descrizione e anche immagine della barriera architettonica o dell’eventuale accessibilità. Successivamente saranno gli operatori a verificare e convalidare la segnalazione.

I giovani “Mappatori di cittadinanza” hanno, dunque, osservato e classificato. I “Percorsi di Educazione Civica”, iniziati partendo dalle due scuole interessate, il plesso Carducci e il plesso San Giuseppe, hanno interessato alcune delle principali vie cittadine, grazie alla collaborazione dei Vigili urbani. Una “Caccia alle barriere” che ha permesso di individuare le criticità: marciapiedi impraticabili, attraversamenti non accessibili e parcheggi selvaggi, ma sono stati segnalati anche alcuni esempi virtuosi di attenzione all’inclusione.

A emergere è stata soprattutto una nuova consapevolezza.

Ci siamo resi conto – hanno detto i ragazzi – di quanto difficile sia per un disabile fare anche pochi metri per raggiungere un luogo. Spesso hai bisogno dell’aiuto degli altri. Oggi abbiamo imparato a guardare la città con occhi diversi e a capire che ciò che per noi è normale, per altri può essere un ostacolo enorme”.

Nei prossimi giorni con i materiali raccolti sarà redatta una Relazione tecnica per realizzare contenuti informativi e future proposte, e verrà consegnata all’amministrazione comunale per la redazione del Peba, Piano di eliminazione delle Barriere Architettoniche. L’esperienza si è conclusa con un incontro nella sala Borsellino del Comune di San Cataldo per un momento di riflessione su un’iniziativa di restituzione collettiva. Ad intervenire il comandante della Polizia Municipale, Umberto Ilardo, che scusandosi per quello che non si è ancora riusciti a realizzare, ha elencato anche ciò che è stato fatto: “Noi continueremo a lavorare e collaborare, nonostante siamo pochi, e cercheremo di migliorare”.

Per l’Amministrazione comunale e anche per l’ex assessore alle Politiche sociali Salvatore Citrano, era presente l’assessore Marcello Frattallone, che ha confermato la disposizione alla collaborazione da parte dell’amministrazione, ringraziando i promotori per il progetto e i ragazzi per il contributo: ”E’ per voi un’esperienza che si traduce in impegno per il territorio”.

Il presidente di “NessunOstacolo”, Giuseppe Palermo, dopo avere presentato l’associazione ha affermato: “A noi interessa il cambiamento culturale e per questo motivo coinvolgiamo i giovani. E’ necessario abbattere le barriere culturali, oltre che quelle architettoniche”.

“Lavoro, sono mamma e voglio fare tutto in autonomia – ha affermato Federica Raimondi, promotrice e ispiratrice del Progetto di “Vita indipendente”– ho tre obiettivi principali: abbattere le barriere; coinvolgere le attività commerciali, per esempio intervenendo su accessibilità e carrelli della spesa; e la sensibilizzazione civica con la promozione e la diffusione di locandine e con progetti, come per esempio ‘Vigili per un giorno’”. Durante l’incontro si è parlato anche delle mancanze di rampe nei pressi dei posteggi per disabili e dell’utilizzo, a volte scorretto, del pass.

Prima della consegna delle targhe al Comune di San Cataldo e alla scuola Carducci per la collaborazione, il prof. Umberto Ilardo è intervenuto complimentandosi con gli studenti per il senso di responsabilità e l’attenzione. “Fatevi promotori con i vostri coetanei e con i vostri parenti e conoscenti di ciò che avete appreso oggi – ha detto – Spero che l’esperienza sia utile anche nel lungo periodo. L’obiettivo non era solo mostrare le difficoltà, ma far nascere empatia e i ragazzi hanno risposto con grande sensibilità e partecipazione”.

Un’esperienza che lascia il segno e ribadisce un messaggio chiave, condiviso dai partecipanti: l’accessibilità non è un favore, ma un diritto. E costruire una città inclusiva è un compito che riguarda ogni cittadino. Una città diventa davvero di tutti quando ciascuno impara a vedere anche gli ostacoli degli altri.

Un’iniziativa che potrebbe riproporsi anche in altre realtà della provincia per rendere le città più vivibili per tutti.

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