“Il Visibile e l’Invisibile. Emozioni” è il titolo scelto per la mostra di Atanasio Giuseppe Elia, promossa dall’associazione culturale “Giuseppe Amico Medico”, che sarà allestita nel foyer dell’Auditorium “Gaetano Saporito” di San Cataldo, con ingresso libero dal 16 al 24 maggio, dalle 10 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 19,30.
L’inaugurazione, sabato 16 maggio alle 18, prevede gli interventi del curatore Salvatore Falzone e di Claudio Arcarese, presidente dell’associazione impegnata, da quasi cinquant’anni, nella promozione dell’arte e della cultura come bene condiviso, costruendo nel tempo un percorso fatto di mostre, concorsi e grandi eventi che hanno coinvolto artisti, scuole e territorio, con particolare attenzione alle arti visive, come testimoniano le numerose iniziative realizzate nel tempo: dai concorsi di arte sacra al progetto Secundi Millennii Jubilaeus, che coinvolse i licei artistici e gli istituti d’arte della Sicilia in occasione del Giubileo del 2000; dalla personale dello stesso Elia del 2006 fino all’evento dedicato a Caravaggio nel 2022. Questa esposizione si inserisce in questo cammino e ne rappresenta una nuova tappa.
“Ci sono momenti in cui una comunità si riconosce nello sguardo che riesce a posare su sé stessa.- si legge in una nota di Arcarese –
In queste occasioni, l’arte non è soltanto espressione estetica, ma diventa strumento di conoscenza, occasione di dialogo, spazio di crescita condivisa.
Le opere esposte, realizzate su tela, carta e supporto fotografico, delineano un itinerario visivo e interiore in cui il tema de “Il Visibile e l’Invisibile. Emozioni” si intreccia con un ciclo di lavori recenti dai titoli evocativi – Silenzi, Silenzi e Voci, Ricordi di stasi, Spazi di resilienza, I Colori del Silenzio – che non si limitano a descrivere, ma suggeriscono, aprono varchi, invitano alla sosta e alla riflessione.
La pittura di Elia si muove lungo un sottile confine tra percezione e interiorità, tra realtà e immaginazione, dando forma a un linguaggio visivo capace di coinvolgere lo spettatore in un dialogo intimo e profondo.Nella sua ricerca artistica, il visibile non coincide mai con ciò che appare: è piuttosto soglia, traccia, indizio di una dimensione più profonda. L’invisibile, dal canto suo, non è assenza, ma presenza sottile, che si rivela nelle pieghe del colore, nelle sospensioni dello spazio, nelle vibrazioni della materia. Ne scaturisce una pittura capace di dialogare con l’interiorità dello spettatore, evocando emozioni che spesso sfuggono alla parola e che, proprio per questo, risultano autentiche.
A quanti varcheranno la soglia di questa esposizione rivolgiamo l’invito a lasciarsi attraversare dalle opere, senza fretta, accogliendo il dialogo silenzioso che esse propongono. È proprio in questo incontro, intimo e irripetibile, che il visibile e l’invisibile trovano la loro più compiuta sintesi”.

