CGIL Caltanissetta, commercio e turismo: l’illusione dell’estate e la politica sorda ai diritti dei lavoratori

redazione
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da Filcams CGIL riceviamo e pubblichiamo:

Anche nei mesi estivi, tra l’incubo della siccità e le temperature roventi, ipermercati e nei pochissimi centri commerciali della provincia di Caltanissetta restano tra i pochi luoghi affollati. Per molti rappresentano una parentesi climatizzata in cui rifugiarsi. Per centinaia di lavoratrici e lavoratori nisseni, invece, l’estate coincide con turni estenuanti, orari spezzati e la rinuncia al diritto al riposo.

È il grande paradosso dell’entroterra siciliano: il consumo e la risposta ai bisogni della collettività si reggono sulle spalle di chi un’estate serena non può permettersela.

L’assenza della politica: il silenzio su aperture festive e autonomia regionale

Da anni il sindacato e i lavoratori chiedono a gran voce un intervento legislativo chiaro che ritorni a disciplinare le aperture domenicali e festive. Una regolamento indispensabile per fermare una “deregolamentazione” selvaggia che non ha né aumentato i consumi né creato nuova occupazione stabile, ma ha solo distrutto i tempi di vita delle persone e delle rispettive famiglie.

La delusione è doppia se si guarda alle istituzioni:

A livello nazionale: le diverse maggioranze di governo che si sono succedute hanno sempre accantonato qualsiasi proposta di riforma del settore, lasciando il commercio in balia del far west degli orari.

A livello regionale: la Sicilia, pur essendo una Regione a Statuto Autonomo con competenze esclusive in materia di commercio, ha scelto di voltarsi dall’altra parte. La politica regionale continua a ignorare l’opportunità di utilizzare la propria autonomia per approvare una legge speciale sulle aperture e dare risposte concrete al territorio.

La sensazione diffusa è che la politica sia drammaticamente distante dagli interessi e dalle reali esigenze di chi lavora, più attenta alle logiche della grande distribuzione che alla tutela delle persone.

Tra GDO e Turismo: la piaga del lavoro povero, nero e grigio al Sud

In un territorio come quello nisseno, piagato da tassi di disoccupazione ai vertici nazionali e da un costante spopolamento giovanile, il commercio e il turismo — potenziale volano di sviluppo — sono scivolati in una spirale di svalutazione del lavoro.

Se nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO) domina la trappola del part-time involontario, con contratti da 18-24 ore imposti che generano stipendi da fame al di sotto degli 800 euro al mese, nel settore turistico e ricettivo si consuma il dramma del lavoro grigio, contratti formalmente a tempo parziale o full time a fronte di turni reali di 10-12 ore al giorno, con la differenza pagata “fuori busta” o del tutto negata.

Lavoro nero, mansioni svolte in totale assenza di contratti, tutele, contributi o garanzie di sicurezza, sfruttando il ricatto della mancanza di alternative occupazionali.

Nelle strutture alberghiere, nei B&B e nella ristorazione della provincia, così come nelle casse dei centri commerciali, le principali vittime di questo sistema restano le donne e i giovani.

Servono regole, legalità e dignità

Non possiamo accettare che la risposta alla crisi occupazionale del Sud sia la rassegnazione al lavoro povero o la totale deregolamentazione degli orari. Servono regole certe. Chiediamo da tempo una legge nazionale e un intervento legislativo della Regione Siciliana che regolamenti le aperture festive e restituisca dignità al lavoro. Dietro ogni cassa aperta a Ferragosto e dietro ogni stanza d’albergo riordinata ci sono persone che chiedono salari dignitosi, contratti veri, rispetto della legalità e la possibilità di conciliare il lavoro con la propria vita personale.

Rimettere al centro la qualità del lavoro, approvare una normativa sulle aperture commerciali, potenziare i controlli contro il lavoro sommerso e garantire contratti a tempo pieno e dignitosi: per la provincia di Caltanissetta non si tratta più solo di rivendicazioni sindacali, ma dell’unica strada per dare un futuro e una prospettiva di dignità a chi ha scelto di restare in Sicilia, come ad esempio la creazione di consorzi intercomunali per far nascere percorsi virtuosi che possano intercettare turisti facendoli transitare dal centro della Sicilia fino allo sbocco al mare che si trova a Gela cosicché si possano creare percorsi storico balneari che che incentivino il turismo e il lavoro regolare, noi siamo assolutamente pronti a dare il nostro contributo fatturo e le nostre idee 

Nuccio Corallo  Segretario generale  Filcams Cgil Caltanissetta

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