Due gruppi di auto-mutuo-aiuto per i caregiver: uno spazio di cura, ascolto e condivisione

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di Claudia Marchese Ragona

L’Associazione Noi per la Salute Tina Anselmi ha intrapreso un importante percorso operativo dedicato ai caregiver di persone con disabilità fisica e mentale, attraverso l’avvio di due gruppi di auto mutuo aiuto. Un’iniziativa che nasce dal riconoscimento del valore della cura di chi cura: perché sostenere una persona con disabilità significa spesso affrontare, giorno dopo giorno, responsabilità complesse, preoccupazioni, fatica emotiva e bisogni personali che rischiano di rimanere in secondo piano.

I gruppi rappresentano uno spazio concreto di autocura, condivisione e sostegno reciproco, nel quale le persone possono sentirsi accolte e comprese senza il timore di essere giudicate. Non si tratta soltanto di incontrarsi e raccontare la propria esperienza, ma di costruire relazioni significative tra persone che, pur vivendo situazioni diverse, conoscono da vicino il peso e la profondità del ruolo di caregiver.

Sin dai primi incontri, i gruppi hanno mostrato dinamiche molto positive. I partecipanti hanno potuto esprimere vissuti, dubbi, difficoltà e risorse personali in un contesto capace di favorire fiducia e vicinanza umana. La condivisione delle esperienze ha reso evidente un aspetto fondamentale: molte difficoltà che possono essere vissute in solitudine trovano, nel confronto con gli altri, nuove parole, nuovi significati e possibili strategie per essere affrontate. Sentirsi ascoltati da chi comprende realmente alcune fatiche quotidiane può alleggerire il senso di isolamento e rafforzare la consapevolezza delle proprie risorse.


Nei primi incontri sono emersi alcuni elementi particolarmente significativi:
 La possibilità di raccontarsi liberamente, rispettando i tempi e i confini personali di ciascuno.
 Il riconoscimento reciproco tra partecipant
i, fondato sull’esperienza condivisa del prendersi cura.
 La nascita di un clima di fiducia, nel quale anche le emozioni più complesse possono trovare spazio.

Il sostegno tra pari, che permette di sentirsi meno soli davanti alle difficoltà quotidiane.
 La valorizzazione delle competenze e delle strategie che ogni caregiver sviluppa nella propria storia.
 L’apertura verso nuove prospettive, grazie allo scambio di esperienze, parole e punti di vista.

Clima sereno, ambiente protetto, accoglienza, sostegno, ascolto, empatia e riservatezza sono gli ingredienti alla base di questo percorso. Ogni incontro si fonda sul rispetto della persona e della sua storia. La riservatezza tutela ciò che viene condiviso; l’ascolto attento permette a ciascuno di sentirsi riconosciuto; l’empatia crea ponti tra esperienze apparentemente diverse; il sostegno reciproco trasforma il gruppo in una risorsa reale, capace di accompagnare le persone anche oltre il momento dell’incontro. Questo rappresenta un risultato prezioso, perché la qualità relazionale di un gruppo è la base su cui può svilupparsi un processo autentico di mutuo aiuto. Quando le persone si sentono al sicuro, possono avvicinarsi con maggiore fiducia ai propri bisogni, riconoscere le proprie emozioni e trovare, insieme agli altri, nuove modalità per affrontare il quotidiano.

Un contributo fondamentale alla buona riuscita del percorso, è dato dalla preparazione dei facilitatori. La loro presenza non sostituisce il valore della relazione tra pari, ma accompagna e tutela il processo gruppale, favorendo una comunicazione rispettosa, equilibrata e partecipata.

I facilitatori sono stati abilmente formati dal dott. Giuseppe Lombardo, dalla dott. Claudia Marchese Ragona, dalla dott. Lucia Genco Russo e dal dott. Pietro Cavaleri, professionisti che hanno offerto competenze, strumenti e indicazioni preziose per la conduzione dei gruppi di auto mutuo aiuto. Grazie a questa formazione, i facilitatori possono sostenere il gruppo nel rispetto dei suoi tempi, favorire la partecipazione di tutti, accogliere le emozioni che emergono e contribuire alla costruzione di un contesto affidabile e non giudicante. La loro funzione è particolarmente importante nel garantire che il gruppo rimanga uno spazio di ascolto, confronto e valorizzazione delle risorse personali e collettive.

Un ulteriore valore aggiunto del progetto è rappresentato dalla creazione di uno spazio dedicato ai facilitatori. Anche chi accompagna i gruppi, infatti, può entrare in contatto con racconti intensi, emozioni profonde e situazioni umanamente impegnative. Disporre di un luogo di confronto, permette ai facilitatori di condividere dubbi e riflessioni, chiedere spiegazioni, approfondire le dinamiche emerse negli incontri e alleggerire il carico emotivo connesso al proprio ruolo. Questo momento di supervisione e sostegno contribuisce a preservare il benessere dei facilitatori stessi e, al tempo stesso, a garantire una presenza sempre più consapevole, competente e attenta nei confronti dei partecipanti.

L’Associazione Noi per la Salute – Tina Anselmi crede che la cura non possa essere considerata un’esperienza individuale e solitaria. Creare spazi di auto mutuo aiuto significa riconoscere dignità, valore e bisogni a chi quotidianamente si prende cura di un familiare o di una persona cara con disabilità. I due gruppi avviati costituiscono quindi un primo, significativo passo verso una comunità più vicina alle persone, più capace di ascoltare e più attenta al benessere di chi spesso, silenziosamente, sostiene gli altri.

dott. Claudia Marchese Ragona, psicologa e psicoterapeuta

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