Un progetto di formazione-lavoro a Casa Rosetta per cinquanta utenti delle comunità terapeutiche

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Casa Rosetta si accinge ad attuare un progetto di formazione-lavoro per offrire possibilità di reinserimento sociale e lavorativo a cinquanta persone che hanno compiuto o stanno completando nelle comunità terapeutiche dell’Associazione il percorso di affrancamento dalla dipendenza. Il progetto è denominato “Verso un futuro possibile”, è stato finanziato con la quota dell’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale. Mercoledì 30 settembre alle 9,30 Casa Rosetta terrà nel salone della propria sede amministrativa di via Ortoleva (traversa di via Due Fontane contrada Bagno) un incontro con imprese, organizzazioni datoriali, centri per l’impiego ed enti del territorio per illustrare il progetto e condividere anche le possibili forme di collaborazione.
Il progetto – del quale è partner la cooperativa sociale “Oltre” – prevede due corsi professionalizzanti in diversi settori dell’artigianato: un corso di tessitura a telaio e sartoria, che durerà cinque mesi e sarà rivolto principalmente alle persone che hanno compiuto il percorso di recupero nella comunità femminile La Ginestra, e un corso per florovivaisti che sarà condotto nella serra-laboratorio già operativa nella comunità Villa Ascione e si articolerà in sei moduli per cinque mesi. I laboratori sono pensati per diventare attività produttive vere, capaci di stare sul mercato delle piccole imprese artigiane. Nel tempo potranno dare lavoro agli ex utenti formati e continuare a servire come ergoterapia nel programma terapeutico.
Le attività formative saranno gestite da Casa Rosetta secondo procedure e moduli previsti dalla norma UNI ISO 9001-2015. Concluso il periodo di tirocinio/stage, otto corsisti selezionati sulla base del profitto, delle capacità e attitudini e dalla motivazione saranno avviati all’esperienza di lavoro con una borsa lavoro di otto mesi.
“Il lavoro – sottolinea il presidente di Casa Rosetta, Giorgio De Cristoforo – è anche parte del percorso terapeutico in comunità ed è pilastro fondamentale per il definitivo reinserimento sociale ed economico di una persona. Alla fine del percorso in comunità molte persone restano in condizione di svantaggio sociale. Gli ostacoli più frequenti sono bassa scolarità e scarsa qualifica professionale, timore di essere riconosciuti e stigma sociale, poca abitudine ai tempi e ai ritmi del lavoro, precarietà e breve durata di esperienze lavorative che raramente diventano occupazione stabile. Queste difficoltà possono favorire le ricadute. Un lavoro stabile, un contratto rispettato e l’autonomia economica sono invece fattori di protezione. Per questo l’inserimento lavorativo è insieme uno strumento di inclusione e di prevenzione delle recidive.

Oltre alla realizzazione dei percorsi formativi e delle esperienze lavorative, il progetto “Verso un futuro possibile” tende quindi a sensibilizzare il territorio, informare imprese artigiane, comunità locale e famiglie, per creare opportunità di lavoro e ridurre lo stigma sulla dipendenza patologica. Coerentemente con i valori fondanti di Casa Rosetta e le sue finalità statutarie, il progetto tende una mano concreta alle persone in trattamento nelle comunità di Casa Rosetta con azioni centrate sulla persona e sul principio della massima inclusione, e i laboratori sono pensati per diventare attività produttive vere, capaci di stare sul mercato delle piccole imprese artigiane”.

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