dal prof. Claudio Vassallo, Coordinatore provinciale di Più Uno, riceviamo e pubblichiamo:
Sabato 10 ottobre a Roma il movimento nato su iniziativa di Ernesto Ruffini diventerà ufficialmente soggetto politico.
Un percorso, quello che porterà all’assemblea nazionale di PIÙ UNO, che ha potuto contare sin da subito sul prezioso sostegno dell’onorevole Bruno Tabacci e ultimamente anche su quello dell’ex Prefetto Franco Gabrielli, oltre che su quello di quei tanti e tante che hanno voluto sposarlo nel corso di quest’ultimo anno e mezzo.
Ma giorno 10 non può essere, e non sarà, soltanto un punto di arrivo, di cui essere soddisfatti, ma soprattutto un esaltante punto di nuova partenza.
Esaltante poiché consentirà a tutti coloro che con impegno e generosità, hanno già abbracciato e abbracceranno i valori e la visione di PIÙ UNO, di sentirsi parte di un cammino politico, che punti dritto alla speranza.
Si. Occorre tornare a sperare, perché un Paese non abitato dalla speranza è un Paese già finito.
Ed è indispensabile tornare a generare speranza, iniziando da coloro che avendone ammainato la bandiera, non li si trova più nemmeno dentro le cabine elettorali, poiché ormai convinti che tutto sia inutile, anche il voto.
Invece un Paese più giusto si può realizzare e per farlo bisogna, innanzitutto, crederci.
Un Paese in cui ognuno possa trovare l’occasione per realizzarsi, mettendo a frutto e a disposizione ciò che possiede in termini di idee energie e impegno; in cui il coinvolgimento nelle scelte sia la regola e non l’eccezione. Un Paese che sia un luogo di incontro, all’interno del quale torni ad essere normale il confronto tra i diversi pensieri e contributi.
Confronto serio e pacifico, che abbia quale unico fine l’intento di costruire e che non sia, come purtroppo appare sempre più oggi, un continuo campo di battaglia, buono solo ad alimentare divisioni e generare nemici.
Ma per coinvolgere necessita disporre di una chiara visione da proporre, costruita su valori e principi ben definiti e corredata di azioni realmente possibili e non solo da raccontare all’occorrenza, nonché di concrete strategie da attuare.
Per fare ciò servono: serietà, coerenza, impegno e generosità.
Sarà facile? Certamente no, ma non è di certo una novità che le cose importanti siano spesso anche le più difficili.
È però possibile ed allora anche doveroso provarci.
Il nuovo soggetto sarà all’altezza di questo compito? Più Uno “cosa sarà” dal 10 ottobre in poi?
Sarà semplicemente quello che costruiremo noi, perché tutti i soggetti politici (tutti!) sono scatole vuote da riempire, la cui essenza e il cui valore dipendono da quello (valori, principi e azioni) che dentro si c’è messo.
C’è tanto da fare. Facciamolo.
Claudio Vassallo
Coordinamento provinciale Più Uno



