Delia, la scuola elementare e i lavori da realizzare, oltre gli annunci

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da “Delia è partecipazione” riceviamo e pubblichiamo:

Oggi i consiglieri di minoranza hanno effettuato un sopralluogo presso la Scuola Elementare, riscontrando la situazione che vedete nelle foto.

Il sotterraneo della scuola, dove si trova la mensa, presentava ancora tracce dell’allagamento avvenuto nei giorni scorsi. Al momento non è dato sapere se l’acqua provenga dalle caditoie per la raccolta delle acque piovane o dalla rete fognaria — il sindaco per minimizzare come al solito sostiene che sono acque “bianche e non è un problema fognario”. Peccato però che le acque bianche confluiscano anche nel sistema di smaltimento fognario. Intanto, negli ambienti ispezionati si avverte un odore nauseabondo.

È inevitabile chiedersi: la mensa riuscirà ad aprire da lunedì, come previsto? Ci saranno condizioni igieniche tali da poterlo fare?

L’assessora Gallo e il sindaco garantiscono che la sede sarà pulita, ma non è banalmente una questione di pulizia, piuttosto di sicurezza. Se tornasse a piovere, siamo certi che una situazione del genere non si ripresenti nuovamente? Cosa intende fare l’Amministrazione per prevenirla?

In una delle sue ultime uscite, il sindaco Gianfilippo Bancheri ha cercato di sminuire, con tono canzonatorio, le nostre critiche, sostenendo che non valga la pena risponderci. Eppure, nel farlo, ci risponde.

Il problema è come: anziché entrare nel merito delle questioni sollevate, il discorso viene spesso spostato sui finanziamenti ottenuti. Ma tra lavori mai iniziati, non ancora conclusi, interventi sulla cui esecuzione abbiamo espresso perplessità e strutture non ancora fruibili, ci sarebbe molto da chiarire.

Noi, intanto, continuiamo a porre domande precise sui tempi di completamento dei lavori nei plessi scolastici del territorio. Domande alle quali, ad oggi, non abbiamo ricevuto risposte.

Annunciare finanziamenti per il boschetto, dopo quasi quindici anni di abbandono, o nuovi fondi per la scuola elementare non basta a rispondere alle questioni che solleviamo.

Restano, infatti, interrogativi importanti sulla sicurezza degli edifici scolastici, soprattutto alla luce dei crolli verificatisi e della programmazione di interventi di messa in sicurezza durante l’anno scolastico, dopo un’intera estate nella quale, a nostro avviso, sarebbe stato possibile intervenire.

Oggi ci troviamo con una scuola interessata da lavori, aule che necessitano di interventi di messa in sicurezza e una palestra inutilizzabile perché ancora oggetto di lavori.

Il punto è semplice: i finanziamenti annunciati non bastano. Servono risultati concreti, opere completate, strutture sicure e servizi realmente fruibili dai cittadini.

È di questo che vogliamo discutere. Non di annunci, polemiche personali o risposte canzonatorie.

Vogliamo sapere quando saranno conclusi i lavori, quali interventi siano stati effettivamente realizzati e quali garanzie vengano offerte per la sicurezza degli studenti.

Perché non è una gara a chi ottiene il finanziamento più grosso.

Si può anche ottenere un miliardo di euro di finanziamenti, ma se le opere non vengono completate, i servizi non funzionano e la qualità della vita dei cittadini non migliora, quei numeri, da soli, non rappresentano un risultato di cui vantarsi.

 E se i risultati non arrivano, allora è un fallimento.

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